Negli ultimi anni, il cosmo videoludico ci ha portato più e più volte in contatto con setting medioevaleggianti, rinforzando una mai sopita fascinazione verso l’immaginario oscuro e decadente dei tempi bui per eccellenza. Che si parli di Ubisoft, con il suo For Honor o di Warhorse Games, con le due megalitiche iterazioni di Kingdome Come: Deliverance, il mondo videoludico ha mostrato una conclamata attrazione verso personaggi ed ambientazioni così remote nel tempo. Ed è appunto in questo contesto che viene ad innestarsi 1348 Ex Voto, opera degli italianissimi Sedleo, capaci di proporci un action adventure su base narrativa intrigante e misterioso il giusto. Come sarà andata? Scopriamolo insieme nella nostra recensione di 1348 Ex Voto.

Medioevo mon amour

1348 Ex Voto
Il combattimento è il fulcro dell’azione

1348 Ex Voto ci si propone come un action adventure fortemente incentrato sulla narrativa. I combattimenti che, via via, dovremo affrontare, altro non saranno che intermezzi, tattici ed interessanti, per portare in avanti la narrazione predisposta dai ragazzi di Sedleo per immergerci nel lugubre e sinistro medioevo italiano.

Impersoneremo dunque Aeta, una giovane donna orfana di ambo i genitori, desiderosa di diventare cavaliere nonostante, per l’appunto, la non afferenza di genere. Per far ciò, il taglio di capelli e i suoi atteggiamenti ricalcano lo stereotipo dell’aspirante cavaliere. A farle compagnia, e ad essere oltretutto fulcro e volano della narrazione, Bianca, una ragazza di bassa estrazione sociale che, in barba a tutti i suoi sogni o desideri, è destinata, per scelta altrui, ad una vita monacale. La durezza della vita medioevale è racchiusa in queste poche righe: la vita, per come la intendiamo, verrà indirizzata da livello sociale e genere, privando le protagoniste di qualsivoglia possibilità decisionale.

Dopo un addestramento iniziale tra le due, utile per mostrarci i rudimenti del combat system, assistiamo impotenti alla scomparsa di Bianca, presumibilmente rapita da dei briganti rei di aver assaltato un villaggio già fiaccato e decimato da una nefasta pestilenza. Inizia così la peregrinazione di Aeta che, nonostante una mancata preparazione bellica (è solo una aspirante cavaliere), rincorrerà in lungo e in largo i rapitori di Bianca, per provare a salvarla.

Non solo narrazione

1348 Ex Voto
Bianca, nel prologo

Come è logico che sia, un action adventure medioevale che si rispetti, per quanto basato su una predominanza narrativa, vede nei combattimenti all’arma bianca il suo punto pivotale, capace tanto di spostare la narrazione in avanti, quanto di metterci in contatto con la brutalità del medioevo.

Aeta si troverà infatti spesso e volentieri a combattere con briganti, soldati o interi gruppi di persone, tutte decise a farci la pelle, senza rispetto alcuno per età e genere della giovane protagonista. Per farsi strada tra queste continue contese, Aeta avrà a disposizione due differenti stili di combattimento improntati, rispettivamente, alla velocità o alla forza bruta.

Combattere a una mano permetterà di tirare rapidamente fedenti, provando ad approfittare delle movenze di nemici pesantemente armati e dunque più lenti. L’approccio a due mani, invece, varierà completamente il nostro stile di combattimento, permettendoci di caricare colpi pesanti, utili a rompere la guardia dei nostri avversari e poter, dunque, assestare il colpo fatale. Va da se che, per una debita progressione, dovremo divenire competenti in ambo le discipline: sarà infatti impossibile scegliere solo una delle vie, rinunciando all’altra, alternando dunque attacchi pesanti e leggeri per aver ragione dei nostri antagonisti.

A ciò si aggiunge la necessità di padroneggiare parata e schivata, comprendendo quando scegliere l’una o l’altra e, soprattutto, imparando una debita temporizzazione delle stesse: fare button mashing ci vedrà incorrere, infatti, in perentori game over.

Luci e ombre

1348 Ex Voto
L’unreal engine 5 in azione

Il sistema di combattimento appena descritto viene a configurarsi, in modo abbastanza schematico, come un approccio alle battaglie non verosimile ma incredibilmente tattico. Il principale problema di 1348 Ex Voto – che vi ricordiamo essere un progetto a medio budget, un indie di buona qualità – è, per l’appunto, un’eccessiva legnosità tanto dei movimenti quanto, purtroppo del suddetto combat system.

Ed è proprio questo approccio bellico così “elaborato” a prestare il fianco a vistosi problemi di ottimizzazione del sistema di movimento: più e più volte siamo stati “re-inseriti” all’interno di un pattern di combattimento schematico e pre-impostato, pur avendo effettuato un attacco in anticipo, con 3/4 del movimento già effettuato, vanificato da un reset che ci va a porre in posizione di partenza, fiaccando il nostro tentativo di entrare in anticipo nella guardia del contentente. Alla stessa maniera il sistema di lock on, comunque disattivabile, crea problemi alla telecamera, impedendoci di dare attenzione, in caso di attacco multiplo, ai nemici non lockati, esponendoci ad attacchi così non parabili.

Anche la progressione nelle varie aree di gioco ci porta in contatto con eventi scriptatissimi, con la apparizione di nemici, in modo completamente irrazionale, da zone precedentemente esplorate, forzandoci a scontri senza ratio alcuna, in nome del “colpo di scena narrativo”, purtroppo telefonatissimo. Ciononostante il combat system è divertente e, una volta debitamente potenziato, mediante il rinvenimento di un buon numero di pergamente, si dipana e diviene più gradevole, senza però mai raggiungere i livelli visti in Kingdom Come: Deliverance.

Pare evidente quanto 1348 Ex Voto paghi lo scotto della sua natura indie, quella di un prodotto a medio budget che, nonostante la presenza nel team di sviluppo di veri e propri fuoriclasse, non riesce mai a decollare del tutto.

Prova su strada

Uno scorcio affascinante

1348 Ex Voto è stato da noi provato in ambiente PC, in quella che dovrebbe essere l’incarnazione migliore del prodotto Sedleo. Il colpo d’occhio grafico è appagante, ma non sconvolgente: 1348 Ex Voto è stato infatti sviluppato su Unreal Engine 5 ma, nonostante ciò, non risulta di difficile gestione, sia su macchine high end che su postazioni di gioco meno performanti. I modelli poligonali dei protagonisti risultano davvero ben fatti ed animati: lo stesso, purtroppo, non può esser detto delle controparti “heel”, decisamente anonime e meno ispirate.

Gli ambienti di gioco alternano, invece, luci e ombre. A una realizzazione grafica di tutto rispetto non corrisponde, purtroppo, una paritetica mappatura del mondo di gioco. Spesso e volentieri abbiamo notato fenomeni di compenetrazione poligonale, blocchi contro muri invisibili e cadute del personaggio nonostante non ci fossero pendenze o asperità specifiche atte a giustificare tali eventi. Sovente abbiamo riscontrato problemi durante le interazioni ambientali, con poca precisione nella gestione delle hitbox o, più sporadicamente, l’impossibilità di entrare in modalità combattimento, quando necessario. Pur apprezzando lo sforzo del team, la versione in nostro possesso, quanto di più vicino ci sia a una versione di lancio, presenta evidenti problemi di bugfix: nulla di eclatante, sia chiaro, ma qualcosa che richiederà un fine lavoro di pulizia, anche dopo il lancio.

IL VERDETTO

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1348 Ex Voto è un prodotto interessante non da bocciare, ma che avrebbe potuto dare di più.

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