Nel mondo dei videogiochi si è aperta una domanda che divide sempre di più: conta di più quanto dura un gioco o quanto riesce a lasciare il segno? Un nuovo video pubblicato da Zergantis riaccende il dibattito, mettendo a confronto due titoli molto diversi tra loro. Da una parte Pragmata, più breve ma intenso; dall’altra Crimson Desert, enorme e ricco di contenuti. Il risultato non è così scontato come sembra. E riguarda da vicino il modo in cui oggi valutiamo il valore dei videogiochi.
Il video prende spunto da una domanda semplice solo in apparenza: i videogiochi lunghi valgono davvero di più? Nel 2026, con prezzi che arrivano facilmente a 70-80 euro, molti giocatori hanno iniziato a ragionare in termini di “ore per euro”. In questo schema, un titolo come Crimson Desert, con circa 80 ore di contenuti, sembra offrire un valore maggiore rispetto a Pragmata, che si completa in circa 10 ore a un prezzo più basso.
Questo modo di valutare, però, rischia di essere fuorviante. Se si cambia prospettiva e si guarda non alla quantità ma alla qualità dell’esperienza, il confronto si riequilibra. Un gioco più breve può concentrare idee originali, momenti memorabili e meccaniche curate, mentre uno molto lungo può diluire l’esperienza con contenuti ripetitivi o meno significativi. Il punto centrale diventa allora il rispetto del tempo del giocatore, non solo la sua quantità.
Nel video viene introdotto un concetto chiave: la “bulimia videoludica”. Si tratta della tendenza a consumare sempre più contenuti, accumulando ore di gioco senza chiedersi se quelle ore siano davvero appaganti. Questa logica finisce per premiare titoli “gonfiati”, pieni di attività ma non sempre di valore, e penalizzare quelli più brevi ma costruiti con maggiore attenzione.
I dati aiutano a capire meglio la situazione. In Italia, i giocatori dedicano in media circa 7,5 ore a settimana ai videogiochi. Questo significa che completare un titolo da 80 ore può richiedere fino a tre mesi di gioco costante. A quel punto, la domanda diventa inevitabile: quanti riescono davvero ad arrivare alla fine? E quanti abbandonano lungo il percorso?
Un altro elemento interessante riguarda il comportamento del pubblico. Anche quando emergono critiche sui prezzi o sulla durata, i giochi continuano a vendere molto. Un esempio citato è quello di Mario Kart World, venduto a prezzo elevato e al centro di discussioni, ma comunque capace di ottenere grandi risultati commerciali. Questo mostra una contraddizione: i giocatori protestano, ma poi acquistano comunque.
Il confronto tra Pragmata e Crimson Desert diventa l’esempio perfetto per affrontare questo tema molto discusso: non si tratta solo di due giochi diversi, ma di due modi opposti di intendere il valore. Difatti uno è basato sulla densità dell’esperienza, l’altro sulla quantità di contenuti. Il dibattito resta aperto, ma una cosa è chiara: misurare il valore solo in ore rischia di semplificare troppo una realtà molto più complessa.
Capire questo meccanismo è importante perché aiuta a sviluppare uno sguardo più critico. Non sempre “di più” significa “meglio”. A volte, un’esperienza breve ma intensa può lasciare molto più di decine di ore dimenticabili. E forse, nel tempo, sarà proprio questo il vero criterio con cui giudicare i videogiochi.
