Parlare di un nuovo episodio del franchise di Ace Combat vuol dire immergersi anzi, innalzarsi ad alta quota, in una delle saghe più longeve e famose Bandai Namco, capace di catalizzare, nel bene e nel male, sempre maggiori attenzioni, ad ogni release. E Ace Combat 8: Wings of Theve fa di tutto per non sfuggire a questa categorizzazione, mettendoci in contatto con la naturale evoluzione, sotto sterioidi in salsa next-gen, di una formula collaudata e stratificata dopo capitoli capaci di resistere al passaggio del tempo e delle generazioni di macchine da gioco. E, sgombrando immediatamente il campo da equivoci o dubbi, il prodotto di Project Aces fa centro su tutta la linea. Ma procediamo per piccoli passi e lanciamoci in questa nuova avventura ad alta quota.

Squadra vincente non si cambia…

Ace Combat 8: Wings of Theve

Prendi un manipolo di piloti e buttalo in una guerra senza confini, supportata da una storia di livello hollywodiano ed avrai la ricetta grazie alla quale, nel corso degli anni, la saga di Ace Combat è riuscita a conquistare il cuore di milioni di aficionados, capaci di attendere anni per l’ennesima iterazione del loro franchise preferito.

Ace Combat 8: Wings ot Theve non fa nulla per sottrarsi alla sopraccitata equazione, ponendoci nel bel mezzo di un conflitto su scala globale, come diretto successore di un pilota denominato ACE, meglio conosciuto come Wing of Theve, che, nonostante la sua prematura morte, sarà presente come coscienza guardiana al nostro fianco, divenendo voce narrante degli eventi che ci troveremo a vivere.

Il mondo immaginario di Strangereal è devastato da una guerra senza esclusione di colpi, guerra che porta la Federazione di Usea Centrale (FCU) ad essere attaccata, e quasi sconfitta, da invasori rispondenti al nome di SOTOA. Nei panni di Rex, redivivo Wing of Theve, dovremo guidare il contrattacco e dimostrare che la FCU è tutt’altro che sconfitta.

…ma si evolve

Ace Combat 8: Wings of Theve

Se nei precedenti capitoli di Ace Combat assistevamo sempre alla narrazione extra-diegetica che rendeva il nostro protagonista eroe solitario e senza macchia, demandato a salvare il mondo, Ace Combat 8: Wings of Theve, pur mantendendo vero e verificabile questo assioma, lo evolve, presentandoci dei commilitoni che diventeranno tanto parte integrante della strategia bellica, quanto colonne portanti di una narrazione parallela pronta a stupirci con una profonda semplicità, fatta di schemi, stilemi e stereotipi capaci di scardinare certezze e di farci pensare qualche maledetto secondo di troppo agli orrori della guerra, visti da occhi, età ed esperienze diverse.

Ed è con questa configurazione personale e mentale che ci lanciamo nel fulcro di Ace Combat 8: Wings of Theve – un combattimento fatto di dogfight, inseguimenti e schivate aeree che farebbero impallidire il miglior Maverick di TopGunniana memoria. Sin dal prologo entreremo in contatto con un sistema gatto – topo, che ci vedrà una volta nel ruolo degli inseguiti, altre in quello degli inseguitori, trovandoci a dover fare comunque piazza pulita di chi ci si parerà davanti, usando tutte le dotazioni del nostro caccia, al fine di portare la pelle a casa e di scoprire, volta dopo volta, le intenzioni belliche dell’esercito di SOTOA.

Dogfight mon amour

Ace Combat 8: Wings of Theve

Che si tratti di un A-10 Warthog, di un F-18 Hornet, di un F-22 Raptor, o di uno dei tanti aerei immaginari inseriti nel roster dai ragazzi di Project Aces, la solfa non cambia. Pur con settaggi bellici differenti e con aeromobili che si distinguono per potenza di fuoco o agilità, dovremo dar fondo a tutte le nostre risorse e conoscenze al fine di portare la FCU avanti nella guerra e ricacciare le milizie di SOTOA sempre più indietro.

L’impatto con il sistema di controllo di Ace Combat 8: Wings of Theve può essere duro, se si sceglie la modalità “esperto” o molto più acclimatante in caso di selezione dell’easy mode. Tra le due ho scelto inizialmente la prima, salvo poi switchare, più avanti nel gioco alla modalità “easy”, e godermi maggiormente questo piccolo grande capolavoro di giocabilità e trama.

Ogni singolo movimento dell’aeronave fornisce realmente la sensazione di controllo assoluto. Dal decollo, accompagnato dal boato del motore, fino al passaggio tra le nubi, contraddistinto dalla apparizione di un pulviscolo di vapore sul vetro del nostro cockpit, alla visione delle nuvole sotto di noi, illuminate dal sole, i ragazzi di Project Aces sono riusciti a garantire una immersività pressochè totale.

Se a ciò aggiungiamo anche un sistema di dogfight capace di esaltare tanto le operazioni più comuni, quanto le evasioni più funamboliche, capiremo il perchè Ace Combat 8: Wings of Theve abbia fatto centro su tutta la linea. Saremo costretti a dosare bene le munizioni, e a spararle solo con la certezza di colpire il nostro bersaglio, aereo o terrestre che sia, così come dovremo destreggiarci tra i missili a noi destinati, evitandoli con manovre evasive o utilizzando, quando possibile e funzionale chaff e flares per “distrarli”.

Mille e più battaglie

Che si scelga l’una o l’altra modalità, poco importa: Ace Combat 8: Wings of Theve darà il meglio in ambo le condizioni. Va però detto che, a fronte di una minore immediatezza, la modalità esperto ci permetterà di godere appieno della visione originaria dei ragazzi di Project Aces. Evitare missili ed attacchi mirati sarà abbastanza elementare, con un po’ di allenamento, in modalità Easy mentre dovremo dar fondo a tutte le nostre abilità da Top Gun per portare la pelle in salvo a casa, selezionando la modalità esperto.

Al netto della sopraccitata scelta, la bellezza di poter prender parte ad una infinità di battaglie, aeree, anche con nemici in netto vantaggio numerico, o contro mezzi di terra, ha sempre rappresentato (e rappresenta tuttora) il marchio di fabbrica di Ace Combat, in qualsiasi sua incarnazione. L’ultimo nato in casa Project Aces ci mette a disposizione anche una pingue sezione multiplayer che, però, abbiamo avuto modo di provare solo per un’oretta scarsa. A riguardo seguirà una analisi più dettagliata alla apertura ufficiale dei server multiplayer.

Visivamente eclatante

La saga di Ace Combat ha sempre puntato su immersività e spettacolarità per lasciare i giocatori nel pieno degli eventi narrati, episodio dopo episodio. Ace Combat 8: Wings of Theve non fa eccezione, portando in potenza questi elementi, sfruttando appieno le potenzialità delle macchine da gioco di ultima generazione, sul quale è stato progettato e concepito.

La copia review PC in mio possesso mi ha permesso, complice anche la bontà della macchina di riferimento (9950X3D, 96Gb DDR5, 5070ti), di ammirare tutte le magnificenze grafiche ideate dai ragazzi di Project Aces. Vi confesso che vedere girare a 60 frame al secondo, con la grafica al massimo, Ace Combat 8: Wings of Theve, compresi effetti particellari e tante piccole accortezze stilistiche, veri e propri dettagli e tocchi di classe, è impressionante. Che si abbia una scheda grafica capace di far girare nativamente tutto questo splendore, o che si faccia ricorso a sistemi come DLSS o FSR poco importa: Ace Combat 8: Wings of Theve rimarrà impresso nella vostra mente per molto tempo, ben più, per far un paragone importante, dell’ultimo Flight Simulator, pur consci delle abissali differenze tra i due titoli.

Il comparto sonoro, parimenti, brilla agli stessi livelli di quello grafico: le musiche scelte per accompagnare le nostre incursioni aeree sono un vero e proprio calcio nel petto, capaci di mantenere alta la tensione quando necessario o di accompagnarci nei momenti di intermezzo tra i vari scontri.

IL VERDETTO FINALE

0

Il miglior ritorno possibile della serie, perfezione ad alta quota.

Share.