A volte basta un nome per riaccendere immediatamente le speculazioni. E quando quel nome è Alan Wake’s Return, per i fan di Remedy è praticamente impossibile non drizzare le antenne. Remedy Entertainment ha depositato nuovamente il marchio Alan Wake’s Return, a dieci anni dalla prima registrazione. Fin qui potrebbe sembrare una semplice operazione burocratica, se non fosse per un particolare: questa volta lo studio finlandese non si è limitato a rinnovare il vecchio trademark.
La precedente registrazione è infatti scaduta all’inizio di settembre e Remedy, nonostante avesse ricevuto già nel 2025 una notifica relativa alla possibilità di rinnovarla, ha scelto di lasciarla decadere. Poco dopo è arrivata una nuova domanda per lo stesso nome, ma con categorie differenti e più ampie. Ed è proprio qui che la storia diventa interessante.
Alan Wake’s Return era già comparso dieci anni fa
Per capire perché il nome abbia immediatamente attirato l’attenzione bisogna tornare al 2016. Anche allora Remedy registrò Alan Wake’s Return e molti pensarono immediatamente che dietro quel titolo si nascondesse il tanto atteso seguito del primo Alan Wake. Le cose andarono diversamente.
Fu lo stesso Sam Lake a spegnere le speculazioni, spiegando che il trademark serviva a proteggere dal punto di vista legale Alan Wake’s Return, la serie televisiva live action presente all’interno di Quantum Break. Non si trattava quindi dell’annuncio nascosto di un nuovo videogioco dedicato allo scrittore. Dieci anni più tardi, però, qualcosa è cambiato. Il nuovo deposito europeo, presentato il 15 settembre 2026, copre le classi 9, 16, 25 e 41. Rispetto alla vecchia registrazione è scomparsa la classe 28, legata tra le altre cose ai giocattoli, mentre sono state aggiunte quelle relative a materiale stampato e abbigliamento.

Non solo: la classe 9 presenta adesso una descrizione molto più ampia, che comprende software e programmi per videogiochi, giochi scaricabili, film, contenuti multimediali, audiolibri e fumetti digitali. La classe 41 include invece, tra le altre cose, produzione di serie televisive e film, contenuti audio e video e servizi legati ai videogiochi.
Un nuovo Alan Wake oppure qualcosa per cinema e TV?
È naturalmente troppo presto per trasformare un deposito di marchio nell’annuncio di Alan Wake 3. La registrazione di un trademark non significa necessariamente che un progetto sia in sviluppo e Remedy, almeno per il momento, non ha fornito spiegazioni sulla scelta. Le nuove categorie, però, lasciano aperte diverse possibilità.
Una di queste porta inevitabilmente alla partnership stretta nel 2024 tra Remedy Entertainment e Annapurna. L’accordo prevede infatti di espandere gli universi di Alan Wake e Control anche attraverso film, serie televisive e altri progetti audiovisivi, e la presenza di queste categorie nel nuovo trademark rende almeno plausibile un collegamento. Ma la registrazione continua a coprire esplicitamente anche i videogiochi. Per questo non è possibile escludere che Remedy voglia semplicemente assicurarsi il nome per un futuro progetto della saga o, più banalmente, proteggere Alan Wake’s Return su una gamma di prodotti molto più ampia rispetto al passato.
C’è soprattutto una differenza rispetto a quanto accadde nel 2016: oggi Alan Wake è tornato a essere una delle proprietà centrali di Remedy. Alan Wake 2 ha rilanciato definitivamente la serie e il suo universo è ormai profondamente intrecciato con quello di Control. Per ora, dunque, Alan Wake’s Return rimane soltanto un marchio. Ma dieci anni fa Remedy dovette intervenire per spiegare che dietro quel nome non si nascondeva un nuovo gioco. Questa volta le categorie sono cambiate, il vecchio trademark è stato lasciato scadere e una nuova domanda ha preso il suo posto. Abbastanza per alimentare nuovamente le teorie, non ancora per sapere cosa stia realmente preparando Remedy.

