Il franchise di Assassin’s Creed sta attraversando un momento di profonda trasformazione, e il prossimo capitolo ambientato nel mondo della caccia alle streghe ne è la prova più evidente. Assassin’s Creed Hexe, il titolo che dovrebbe portare i giocatori nell’oscurità dell’Europa delle persecuzioni, ha subito un drastico ridimensionamento che potrebbe cambiare non solo la sua data di uscita, ma l’intero approccio narrativo e gameplay del gioco.
Circa 50 sviluppatori sono stati rimossi dal team di Hexe la scorsa settimana, una decisione che arriva a pochi giorni dalla cancellazione di Alterra, il progetto ispirato ad Animal Crossing su cui Ubisoft stava lavorando. Questi developer non sono stati licenziati immediatamente, ma trasferiti nel cosiddetto Interproject team, una sorta di limbo aziendale per gli sviluppatori senza un’assegnazione specifica. La regola è spietata: chi finisce in questo team ha tre mesi di tempo per trovare un nuovo progetto all’interno di Ubisoft, altrimenti rischia il licenziamento.
La notizia assume contorni ancora più significativi se consideriamo i cambiamenti creativi che stanno investendo il gioco. Jean Guesdon, che ha assunto la guida del franchise Assassin’s Creed all’inizio di quest’anno, ha deciso di eliminare una delle caratteristiche più peculiari di Hexe: il compagno felino. Sì, avete capito bene. Il gioco avrebbe dovuto includere un gatto che accompagnava la protagonista nelle sue avventure, un elemento che avrebbe aggiunto un tocco di calore e familiarità in un contesto altrimenti cupo e violento.
Ma Guesdon ha optato per una direzione completamente diversa. Hexe abbraccerà ora un approccio molto più realistico alla stregoneria, abbandonando qualsiasi elemento fantastico o soprannaturale. La protagonista non sarà una vera strega con poteri magici, ma una donna che padroneggia la scienza della chimica e delle sostanze. Immaginate una figura che sa come creare bombe fumogene, pozioni e veleni: per gli abitanti comuni del periodo storico, questi trucchi chimici sembreranno magia nera, permettendole di sparire nel nulla o di compiere prodigi apparentemente impossibili.
È un cambio di paradigma affascinante, che riporta la serie verso quell’equilibrio tra storia e finzione che aveva caratterizzato i primi capitoli. Invece di poteri mistici, avremo una protagonista che usa l’intelligenza e la conoscenza scientifica per sopravvivere in un’epoca di superstizione e caccia alle streghe. Un po’ come se il gioco volesse raccontare la verità nascosta dietro le accuse di stregoneria: donne che conoscevano erbe, sostanze e reazioni chimiche in un mondo che non era pronto a comprenderle.
Al momento, Assassin’s Creed Hexe è programmato per un’uscita a giugno 2027, ma le fonti vicine allo sviluppo suggeriscono che il ridimensionamento del team potrebbe essere un segnale di una strategia più ampia. L’ipotesi più accreditata è che Ubisoft stia cercando di mantenere il progetto entro il budget stabilito, e che un rinvio all’autunno 2027 sia sempre più probabile. Ridurre il numero di sviluppatori in questa fase potrebbe significare rallentare lo sviluppo per evitare costi eccessivi, spalmare il lavoro su un periodo più lungo e arrivare al lancio con un prodotto più controllato economicamente.
Il destino di Assassin’s Creed Hexe si giocherà nei prossimi mesi. Se il team ridotto riuscirà a mantenere la visione di Guesdon e a consegnare un prodotto solido per il 2027, potremmo trovarci di fronte a uno dei capitoli più interessanti e maturi della serie. Se invece i problemi di produzione si accumuleranno, il rischio è quello di un ulteriore rinvio o, nel peggiore degli scenari, di un ridimensionamento ancora più drastico del progetto.
Per ora, non resta che attendere ulteriori notizie da Ubisoft, mentre gli sviluppatori spostati nell’Interproject team cercano una nuova collocazione. Dietro ogni grande gioco ci sono centinaia di persone, e decisioni come questa ricordano quanto sia fragile e umano il processo creativo nell’industria videoludica moderna.

