La lunghissima attesa per The Elder Scrolls 6 avrebbe potuto essere molto diversa. Dopo Fallout 4, infatti, una buona parte di Bethesda Game Studios si aspettava di tornare immediatamente a Tamriel. I piani cambiarono però prima con Fallout 76 e soprattutto con Starfield, progetto fortemente voluto da Todd Howard.
A raccontare quanto accadde dietro le quinte è stato Kurt Kuhlmann, veterano di Bethesda, storico loremaster di The Elder Scrolls e co-lead designer di Skyrim, che ha lasciato lo studio nel 2023 dopo oltre vent’anni di collaborazione. Intervistato da FRVR, Kuhlmann ha spiegato che dopo la conclusione dei lavori su Fallout 4 all’interno dello studio ci si aspettava naturalmente di passare a The Elder Scrolls 6. Per anni Bethesda aveva infatti alternato le sue due grandi serie, passando da Fallout a The Elder Scrolls e viceversa.
“Ci aspettavamo tutti che arrivasse subito dopo Fallout 4”, ha spiegato Kuhlmann, sottolineando come quella fosse sostanzialmente la normale cadenza produttiva dello studio. Le cose presero però una strada differente. Prima arrivò Fallout 76, che secondo Kuhlmann inizialmente non avrebbe dovuto coinvolgere così pesantemente il team principale di Bethesda Game Studios. Il progetto era legato soprattutto a BattleCry Studios, diventata successivamente Bethesda Game Studios Austin, ma con il passare del tempo finì per richiedere il contributo di una parte molto più ampia dello studio.
Il vero cambio di direzione arrivò tuttavia con Starfield. Secondo il racconto dell’ex sviluppatore, gran parte del team avrebbe preferito iniziare The Elder Scrolls 6, ma Todd Howard aveva ormai ottenuto il via libera per realizzare quella nuova proprietà intellettuale fantascientifica che immaginava da molti anni.

Kuhlmann ricorda infatti Howard presentare la decisione in maniera piuttosto netta: “No, faremo Starfield. Ho ottenuto l’approvazione”. L’obiettivo era quello di costruire una nuova IP estremamente ambiziosa e dare vita al grande RPG spaziale che il director aveva in mente da tempo. Non si sarebbe trattato, sempre secondo Kuhlmann, di un progetto nato da un entusiasmo collettivo all’interno dello studio. L’ex Bethesda sostiene anzi che molti sviluppatori avrebbero preferito lavorare a The Elder Scrolls 6.
“Credo che fosse vero per la maggioranza dello studio”, ha dichiarato parlando del desiderio di tornare alla saga fantasy. Kuhlmann ha aggiunto che non ricorda una situazione nella quale il team chiedesse a Howard di realizzare a tutti i costi un gioco ambientato nello spazio: la scelta sarebbe arrivata principalmente dall’alto. Starfield rappresentava del resto un progetto particolarmente personale per Todd Howard. Già nel 2018 il director aveva spiegato che Bethesda discuteva da circa un decennio dell’idea di creare un grande gioco fantascientifico e che lo sviluppo attivo era iniziato dopo Fallout 4. Howard aveva raccontato che l’idea di un’epopea spaziale figurava nei piani dello studio addirittura dal 2004.
La decisione ebbe inevitabilmente conseguenze anche sui tempi di The Elder Scrolls 6. Starfield venne pubblicato soltanto nel 2023, mentre il nuovo capitolo della saga fantasy, annunciato ufficialmente durante l’E3 2018 con un breve teaser, era allora ancora in pre-produzione. Oggi, però, la situazione è finalmente cambiata. Bethesda ha recentemente confermato che The Elder Scrolls 6 è diventato il principale progetto in sviluppo dello studio e che la maggioranza del team sta lavorando sul gioco. La compagnia sostiene inoltre di trovarsi nel punto previsto della produzione e di stare già giocando internamente alcune versioni del nuovo capitolo.
Il racconto di Kuhlmann offre comunque una prospettiva interessante su una delle domande che accompagnano i fan da anni: perché Bethesda ha lasciato trascorrere così tanto tempo tra Skyrim e The Elder Scrolls 6? A quanto pare, la risposta passa anche da una scelta precisa di Todd Howard: interrompere la tradizionale alternanza tra Fallout e The Elder Scrolls per inseguire il sogno di costruire Starfield.

