C’è qualcosa di particolare nel modo in cui si torna a Death Stranding 2: On the Beach. Dopo averlo vissuto a fondo su console, il desiderio di ricominciare da capo non è stato immediato come accaduto con il primo capitolo. Eppure, alcune immagini, certe sequenze e quella sensazione di viaggio sospeso tra isolamento e connessione continuano a riaffiorare con forza. È proprio questo richiamo, quasi silenzioso ma costante, che ha reso l’arrivo della versione PC un’occasione concreta per rimettersi in cammino, osservando il titolo sotto una lente più tecnica e analitica.
Un colpo d’occhio che lascia il segno
Oramai praticamente ad un anno di distanza dal suo arrivo nel mercato console, quasi tutti conoscono o hanno vissuto i panni del corriere più famoso del Web, e sebbene non tutti hanno apprezzato le sue gesta e l’avventura realizzata da Hideo Kojima, praticamente ogni giocatore vanta ammirazione di quando bene siano stati portati a schermo i personaggi che vivono questo stravagante mondo.
Ed allora questa volta, ci concentreremo proprio su ciò, su cosa questo secondo capitolo in versione Pc possa offrire, e fino a che punto si possa spingere il viaggio di Sam Porter nei dispositivi Windows… e non abbiamo citato i dispositivi a caso.
Dal punto di vista visivo, la versione PC di Death Stranding 2 si impone come uno dei riferimenti assoluti del panorama attuale. Se già su PlayStation 5 il titolo riusciva a colpire per qualità e coerenza artistica, è su PC che il Decima Engine trova la sua forma più completa.
La nostra configurazione, è composta da RTX 5070, Ryzen 7800X3D e 32GB di RAM DDR5 a 6000MHz, il tutto su monitor OLED 2K. Con questi componenti, il gioco ha offerto un’immagine estremamente pulita e definita. Il fotorealismo raggiunge livelli altissimi: i volti dei personaggi mostrano espressioni facciali ricche di sfumature, credibili, capaci di trasmettere emozioni anche nei momenti più silenziosi. Allo stesso modo, gli ambienti naturali risultano vivi, dinamici, con una gestione della luce che contribuisce a creare scorci visivi spesso memorabili.
Spesso in prodotti di questo tipo, i primi Npc risultano creati a dovere, lasciando quella sensazione di incredibilità, per poi svanire mano a mano nel tempo, ma qua anche a distanza di ore, il livello risulta sempre altissimo e anzi al contrario saprà sorprendere con cambi di location ed effetti climatici che vi lasceranno a bocca aperta. Il titolo mantiene poi sempre una qualità elevata in ogni situazione, senza cali evidenti, offrendo un’esperienza visiva coerente e costante.
Prestazioni solide e configurabilità avanzata

Parlando quindi finalmente di prestazioni, il lavoro svolto appare estremamente convincente. Abbiamo voluto chiaramente sperimentare il più possibile, modificando i parametri e le tecnologie offerte. Con impostazioni massime e senza alcun tipo di upscaling, il titolo si mantiene stabilmente sopra i 70 FPS medi, consumi della scheda video attorno ai 200w e circa 65 gradi, mentre invece il processore restava sempre superiore al 70% di utilizzo. Partendo da questo preset, il risultato manifestato risulta davvero appagante, seppur evidenziando un forte consumo del processore.
Durante i nostri ulteriori test, si è deciso di intervenire manualmente su ogni parametro disponibile, analizzando in modo approfondito l’impatto di ciascuna impostazione. Ed è qui che emerge uno degli aspetti più interessanti della versione PC: ogni modifica non si limita a incidere su elementi superficiali come qualità delle texture o distanza visiva, ma produce effetti concreti e misurabili su frame rate, fluidità e reattività dei comandi.
Ancora più rilevante è la gestione delle risorse. Le variazioni nei settaggi influenzano in modo tangibile consumi, temperature e carico hardware, restituendo un sistema di configurazione realmente efficace. Un approccio che, purtroppo, non è sempre così curato nel panorama PC attuale, e che in questo caso ci fa capire che non si tratta di un semplice porting, ma di un lavoro molto curato al quale si è dedicato il giusto tempo.
Upscaling e tecnologie moderne: equilibrio tra qualità e performance

L’integrazione di tecnologie come DLSS, FSR e Frame Generation amplia ulteriormente le possibilità. In particolare, il DLSS in modalità qualità rappresenta una soluzione estremamente bilanciata: il sacrificio visivo è minimo, mentre i benefici in termini di performance, consumi e temperature sono evidenti.
Gli altri upscaler offerti, sono soluzioni attualmente inferiori rispetto a quella offerta da Nvidia, le quali ad oggi offrono migliori performance rispetto al gioco in modalità nativo, ma castrando dal punto di vista della risoluzione il gioco in maniera evidente.
Il frame generator come spesso accade in titoli single player, risulta una win more condition, ovvero una funzionalità attivabile quando già il titolo si comporta in maniera più che brillante, e risulta quindi (almeno nel nostro caso) un plus non necessario. Va segnalato poi che durante la nostra fase di test, questa funzionalità poteva creare alcuni bug grafici. La compagnia ha voluto farci sapere che sarebbero arrivate le patch per il day one, ma nel nostro caso, non abbiamo avuto problematiche da evidenziare neanche in questo ambito.
Caricamenti e fluidità dell’esperienza
Un altro elemento che contribuisce in modo significativo alla qualità complessiva è la gestione dei caricamenti. Su PC, Death Stranding 2 offre tempi praticamente istantanei, eliminando qualsiasi interruzione tra una fase e l’altra. Superato il primo caricamente degli shader, ci ritroveremo a spostarci da una zona all’altra senza perdite di tempo. Questo si traduce in un flusso di gioco continuo, che rafforza l’immersione e rende l’esperienza ancora più cinematografica.
Ottimizzazione trasversale: anche su handheld

Come dicevamo poco prima, la nostra prova si è concentrata sui dispositivi Windows, perciò abbiamo voluto testare il gioco anche su ROG Ally X, la quale ci ha permesso di confermare ulteriormente la bontà del lavoro svolto. Con preset medio, risoluzione full hd, FSR 3.1.5 e frame generation attivi, il gioco riesce ad avvicinarsi ai 60 FPS, mantenendo una qualità visiva più che soddisfacente.
Disattivando il Frame generator ma mantenendo un preset medio alla stessa risoluzione, abbiamo oscillato tra i 30 ed i 40 fps, il tutto senza il supporto di un carica batteria connesso alla macchina. Si tratta di un risultato particolarmente significativo, soprattutto considerando l’assenza di patch dedicate sia dei driver, sia del gioco al momento del test. Questo dimostra una base tecnica solida, capace di adattarsi a diverse configurazioni senza perdere la propria identità.
Compatibilità e libertà di gioco
Uno dei punti di forza della versione PC è senza dubbio la libertà offerta al giocatore. Il titolo supporta pienamente mouse e tastiera, controller tradizionali e il DualSense, con tutte le sue funzionalità avanzate. Questa flessibilità consente di scegliere il proprio modo di vivere l’esperienza, adattandola alle preferenze personali. Che si tratti di un approccio più preciso con mouse e tastiera o più immersivo con controller, il gioco risponde sempre in modo coerente e reattivo.
A questo si aggiunge il supporto a diverse risoluzioni, formati ultrawide e tecnologie audio avanzate, contribuendo a creare un’esperienza altamente personalizzabile ed adatta a tutti i palati.
Uno sguardo al futuro

Un aspetto da non sottovalutare è il potenziale supporto post-lancio. Considerando la qualità della base tecnica, è lecito aspettarsi ulteriori miglioramenti attraverso aggiornamenti dedicati, capaci di ottimizzare ancora di più le prestazioni e ampliare la compatibilità con le attuali schede video presenti sul mercato e quelle future.
Allo stato attuale grazie alle risorse offerte da Steam, sappiamo che la RTX 5070 è la scheda grafica più utilizzata dai giocatori, posizionandosi in cima alla classifica, ma moltissimi sono coloro che ancora fruiscono di Gpu meno recenti, perciò gli aggiornamenti ed il corretto supporto rappresentano nel mercato PC uno degli aspetti fondamentali e capaci di fare la differenza anche a distanza di mesi dal rilascio.
Conclusioni
Limitando l’analisi al comparto tecnico, Death Stranding 2: On the Beach rappresenta uno dei punti più alti raggiunti negli ultimi anni su PC. Un port curato, solido e soprattutto consapevole delle esigenze della piattaforma.
Al netto di qualche margine di miglioramento sul lato CPU, il risultato complessivo è estremamente positivo: prestazioni elevate, qualità visiva straordinaria, caricamenti istantanei e una scalabilità che permette al gioco di adattarsi a un’ampia varietà di configurazioni.
Valorizzante
Se questo dovesse rappresentare uno degli ultimi approdi di produzioni PlayStation su PC, si tratterebbe senza dubbio di un esempio virtuoso. Un titolo capace non solo di impressionare, ma di dimostrare come un port ben realizzato possa valorizzare ulteriormente un’esperienza già solida, rendendola accessibile a un pubblico ancora più ampio. Che sia la vostra prima volta su questo secondo capitolo, o che abbiate già vissuto i panni di Sam Porter alla scoperta di nuovi continenti, questa edizione vi farà veramente godere di ogni immagine a schermo.

