La clamorosa decisione di Sony di rinunciare a Physint, lasciando così che il nuovo progetto di Hideo Kojima finisse nelle mani di Xbox, continua inevitabilmente a far discutere. E mentre emergono nuovi retroscena sulle ragioni che avrebbero spinto PlayStation a interrompere la collaborazione con Kojima Productions, ora sono i numeri di Death Stranding 2: On the Beach a offrire un possibile quadro della situazione.
A mettere insieme i dati è Alinea Analytics, secondo cui Death Stranding 2 avrebbe raggiunto circa 2,5 milioni di copie vendute tra PS5 e PC. Nello specifico, si parlerebbe di circa 1,8 milioni di unità su PlayStation e altre 700.000 su Steam, per ricavi complessivi stimati attorno ai 170 milioni di dollari.
Numeri tutt’altro che trascurabili, naturalmente, ma che assumono un significato diverso se confrontati con quelli del primo capitolo e soprattutto con le dimensioni di una produzione come Death Stranding 2. Secondo quanto riportato nelle ultime ore, proprio il rendimento commerciale dei due giochi sarebbe stato tra gli elementi valutati da Sony prima di decidere di non proseguire con Physint.
Death Stranding 2 sarebbe partito bene, per poi rallentare bruscamente

Il dato probabilmente più interessante riguarda infatti l’andamento delle vendite. Secondo Alinea Analytics, Death Stranding 2 avrebbe piazzato 722.000 copie su PlayStation nel giugno 2025 e altre 381.000 a luglio. Una parte enorme del pubblico interessato al titolo si sarebbe quindi mossa immediatamente.
Nei mesi successivi, però, la situazione sarebbe cambiata parecchio. Le vendite mensili avrebbero faticato a superare quota 100.000 e, in uno dei mesi analizzati, sarebbero scese addirittura sotto le 30.000 unità. Neppure alcuni ribassi fino a 40 dollari avrebbero prodotto una spinta significativa.
Lo stesso andamento emerge osservando i ricavi: dei circa 129 milioni di dollari generati su PlayStation, il 65% sarebbe arrivato soltanto nei primi due mesi. Anche su Steam la maggior parte delle copie sarebbe stata venduta immediatamente dopo il lancio, con circa 550.000 unità nei primi due mesi sulle 700.000 complessivamente stimate.
Il confronto con il predecessore rende il quadro ancora più interessante. Nello stesso momento del proprio ciclo commerciale, il primo Death Stranding avrebbe raggiunto circa 5 milioni di copie, anche se bisogna sottolineare una differenza importante: il gioco originale aveva già beneficiato di sconti decisamente più aggressivi, arrivando in alcuni casi a costare circa 20 dollari.
Bloomberg: PlayStation ditched Kojima's 'PHYSINT' on budget concerns, missed deadlines
▪️Death Stranding 1 & 2 undersold Sony's revenue expectations
▪️PHYSINT reportedly missed deadlines, on track to be "well over budget"
▪️Sony reluctant to invest hundreds of millions of… pic.twitter.com/tmjxLO5znF— Shinobi602 (@shinobi602) September 11, 2026
Alinea stima inoltre che il primo Death Stranding abbia generato finora circa 243 milioni di dollari. Sommando entrambi i capitoli, il franchise avrebbe quindi prodotto circa 413 milioni di dollari di ricavi sulle varie piattaforme, mentre il secondo episodio, almeno per il momento, avrebbe restituito meno del predecessore.
Per Sony finanziare anche Physint potrebbe essere diventato un rischio troppo grande
È qui che entra in gioco Physint. Le vendite di Death Stranding 2, da sole, non dimostrano naturalmente perché Sony abbia deciso di interrompere il progetto, ma possono aiutare a comprendere meglio la scelta dal punto di vista economico.
Le indiscrezioni emerse nelle ultime ore parlano infatti di un Physint ancora distante diversi anni dall’uscita, già alle prese con alcune scadenze mancate e destinato a superare sensibilmente il budget previsto. Sony avrebbe inoltre avuto dubbi sulla possibilità di investire centinaia di milioni di dollari in un gioco che non sarebbe rimasto permanentemente esclusivo delle proprie piattaforme.
La questione dell’esclusività sarebbe diventata ancora più importante dopo il cambio di strategia di PlayStation su PC. Death Stranding e il suo sequel sono infatti proprietà di Kojima Productions e non di Sony, con il primo capitolo arrivato nel tempo anche sulle piattaforme Xbox.
Non va dimenticato, inoltre, che prima dell’uscita Sony aveva indicato ufficialmente Death Stranding 2 tra i grandi titoli sui quali basava le proprie aspettative per l’anno fiscale 2025, insieme a Ghost of Yotei e Marathon. PlayStation spiegava allora di aspettarsi un pubblico di una certa dimensione proprio sulla base delle prestazioni dei precedenti capitoli.
Alinea Analytics prova anche a stimare l’investimento sostenuto per la serie, parlando di circa 100 milioni di dollari per il primo Death Stranding e di una cifra compresa indicativamente tra 150 e 200 milioni per Death Stranding 2. Sono stime e non budget ufficiali, quindi vanno prese con cautela, ma secondo la società di analisi il ritorno sull’investimento dell’intero franchise potrebbe collocarsi indicativamente tra il 18% e il 38%.
Per un progetto di queste dimensioni, dunque, Sony potrebbe aver ritenuto che il margine non giustificasse il rischio di affrontare un’altra produzione ancora più costosa. Una lettura condivisa anche dall’analista Serkan Toto di Kantan Games, secondo cui il netto calo registrato dal secondo Death Stranding rispetto al primo potrebbe aver contribuito a spaventare Sony davanti alla prospettiva di finanziare Physint.
Il destino del gioco, in ogni caso, è ormai noto. Kojima ha raccontato di aver ricevuto a giugno la comunicazione inaspettata della cancellazione da parte di PlayStation Studios e di aver trascorso i tre mesi successivi alla ricerca di un nuovo partner. A raccogliere il progetto è stata infine Xbox, che pubblicherà Physint e rafforzerà ulteriormente il proprio rapporto con Kojima Productions, già impegnata con Microsoft nello sviluppo di OD.
I 2,5 milioni di Death Stranding 2 non possono quindi essere considerati la spiegazione unica della rottura tra Sony e Kojima. Ma tra vendite rallentate rapidamente, costi enormi, margini potenzialmente inferiori alle aspettative e un Physint ancora lontanissimo dall’uscita, il quadro economico comincia a rendere molto più comprensibile una decisione che, soltanto poche ore fa, sembrava quasi inspiegabile.

