La fine del supporto a Destiny 2 non è stata solo un annuncio shock per milioni di giocatori in tutto il mondo. Dentro Bungie, lo storico studio di sviluppo, la notizia ha creato una frattura profonda, dividendo il team e lasciando la maggior parte dei dipendenti completamente all’oscuro fino all’ultimo momento. Nuove rivelazioni provenienti dall’interno della compagnia dipingono un quadro di decisioni prese ai vertici, segretezza forzata e un futuro incerto che pesa sulle spalle di centinaia di lavoratori.
La decisione di terminare lo sviluppo di nuovi contenuti per Destiny 2 e riallocare le risorse verso Marathon, il nuovo sparatutto multiplayer in sviluppo, è stata presa all’inizio del 2026. Ma mentre i dirigenti avevano già tracciato la rotta, il resto dello studio continuava a lavorare come se nulla fosse. Team interi stavano sviluppando espansioni future come Shattered Cycle, ignari che il loro lavoro sarebbe stato destinato a non vedere mai la luce o a essere riconfigurato come contenuto finale.
Solo alcune squadre selezionate erano a conoscenza della verità. Alcuni stavano preparando l’aggiornamento di giugno, pensato come ultimo atto per Destiny 2. Altri erano già stati trasferiti su Marathon. Questi gruppi ristretti si sono trovati in una posizione insostenibile: sapevano che stavano lavorando sulla fine di un’era, mentre i loro colleghi nella stanza accanto continuavano a pianificare un futuro che non sarebbe mai esistito. Fonti interne raccontano che questi team hanno “supplicato” la leadership di informare il resto dello studio, ma le loro richieste sono rimaste inascoltate fino all’annuncio pubblico.

Questa segretezza forzata ha creato un clima di isolamento e tensione. Chi sapeva si sentiva diviso dal resto del team, incapace di condividere informazioni cruciali con persone con cui aveva lavorato fianco a fianco per anni. La cultura dello studio, storicamente basata su collaborazione e trasparenza, è stata messa a dura prova da una decisione che ha privilegiato il controllo del messaggio rispetto al benessere dei dipendenti.
Dopo l’annuncio pubblico, Bungie ha tenuto un town hall interno, un incontro aperto tra leadership e dipendenti. Le domande più pressanti riguardavano i licenziamenti, un tema che incombe come una spada di Damocle su un’industria già segnata da ondate di tagli negli ultimi anni. Tuttavia, i dirigenti hanno evitato di fornire risposte concrete, lasciando i lavoratori senza certezze sul loro futuro. Si sa solo che i licenziamenti saranno significativi, anche se non immediati, e che la loro portata esatta rimane sconosciuta.
Marathon, quindi, diventa non solo il nuovo progetto di punta di Bungie, ma l’unica fonte di revenue per lo studio. Sony sta aumentando il supporto al gioco, destinando risorse aggiuntive e integrando parte dei lavoratori precedentemente impiegati su Destiny. L’obiettivo non è trasformare Marathon in un nuovo Destiny, ma farlo crescere organicamente attraverso nuove modalità PvP e PvE pensate per ampliare la base di giocatori e mantenere alto l’interesse nel tempo.

Per ora, gli sviluppatori di Bungie si trovano in una fase di transizione dolorosa, elaborando la fine di un franchise che ha definito l’identità dello studio per oltre un decennio. Le settimane e i mesi a venire saranno cruciali per capire se Bungie riuscirà a reinventarsi attorno a Marathon o se il peso di questa transizione si rivelerà troppo gravoso.

