A metà febbraio Warhorse Studios ha pubblicato le nuove versioni per console di ultima generazione di Kingdom Come: Deliverance, rendendo disponibile un aggiornamento gratuito per chi possiede già le edizioni precedenti. L’analisi tecnica realizzata da Digital Foundry è arrivata solo alcune settimane dopo, ma il verdetto finale è estremamente positivo: l’operazione di aggiornamento del celebre RPG storico è stata promossa quasi a pieni voti, soprattutto considerando che i possessori delle versioni per PS4 e Xbox One possono ottenere il miglioramento senza costi aggiuntivi.

Il lavoro di aggiornamento non si limita a un semplice aumento del frame rate. Gli sviluppatori hanno infatti rielaborato diversi aspetti del motore grafico, basato su una versione pesantemente modificata del CryEngine. Tra gli interventi principali figurano miglioramenti al multithreading della CPU, uno streaming dei dati più stabile e l’aggiornamento del backend grafico alle API moderne. Queste modifiche permettono al gioco di sfruttare meglio l’hardware delle console attuali e di offrire una resa complessiva molto più vicina alla versione PC di fascia alta.

Secondo l’analisi tecnica, il risultato finale è sorprendente: la qualità visiva delle nuove versioni console è paragonabile alla versione PC con preset grafici impostati su Ultra. Questo significa texture più dettagliate, illuminazione migliorata e una gestione più convincente degli ambienti complessi che caratterizzano il mondo medievale del gioco.

Su PlayStation 5, Xbox Series X e PlayStation 5 Pro il titolo utilizza una risoluzione dinamica che può raggiungere i 1440p, con un limite minimo fissato a 1080p. Nel caso di PS5 Pro non esistono preset grafici dedicati, ma la maggiore potenza della GPU consente alla console di mantenere più spesso la risoluzione massima rispetto alle altre piattaforme.

Tra i miglioramenti più evidenti si trova il nuovo pacchetto di texture ad alta definizione, che aumenta sensibilmente la qualità di numerosi materiali presenti nel gioco. Elementi come legno, roccia, fango e tessuti risultano molto più dettagliati rispetto alla versione originale. Questo intervento riduce notevolmente il divario visivo con il PC, rendendo l’esperienza complessiva più moderna e coerente con gli standard attuali.

Non tutte le console, però, ricevono esattamente gli stessi miglioramenti. Xbox Series S, ad esempio, non include il texture pack ad alta definizione, nonostante la console disponga di più memoria rispetto alle piattaforme della generazione precedente. Di conseguenza, la qualità visiva risulta leggermente inferiore rispetto alle versioni per PS5 e Series X.

Oltre alle texture, sono stati migliorati anche altri elementi grafici fondamentali. Ombre, ambient occlusion e illuminazione globale basata su tecnologia SVOGI sono stati aggiornati per rendere gli ambienti più credibili, sia negli interni sia negli scenari esterni. Anche gli effetti volumetrici, le luci dinamiche e il livello di dettaglio di vegetazione, oggetti e personaggi non giocanti sono stati aumentati. Il fenomeno del pop-in, cioè la comparsa improvvisa di oggetti in lontananza, è stato ridotto, anche se non è stato completamente eliminato.

Non mancano comunque alcuni limiti tecnici. Digital Foundry segnala che il gioco utilizza ancora la tecnologia di upscaling FSR1 accompagnata dallo sharpening CAS, una soluzione ormai considerata datata. Questa scelta può accentuare alcuni difetti visivi, in particolare il flickering della vegetazione nelle scene più ampie e ricche di elementi.

Dal punto di vista delle prestazioni, l’obiettivo principale dell’aggiornamento è portare il gioco a 60 fotogrammi al secondo su tutte le console attuali. Il risultato è generalmente positivo, ma nessuna piattaforma riesce a mantenere questo valore in modo completamente stabile in ogni situazione.

PlayStation 5 base offre prestazioni solide durante l’esplorazione e nelle aree interne, ma il frame rate può scendere nelle zone più affollate di personaggi non giocanti, con cali che in alcuni casi arrivano intorno ai 40 fps. Xbox Series X mostra un comportamento leggermente meno stabile in alcune situazioni, mentre PlayStation 5 Pro è la piattaforma che si avvicina di più al target dei 60 fps grazie alla maggiore potenza hardware.

La sorpresa più grande arriva però da Xbox Series S. Nonostante le impostazioni grafiche più leggere, la console riesce spesso a mantenere prestazioni superiori rispetto alle due piattaforme maggiori proprio grazie ai preset meno impegnativi.

Un altro elemento che migliora sensibilmente l’esperienza è l’utilizzo della tecnologia VRR (Variable Refresh Rate). Con il VRR attivo, le oscillazioni del frame rate risultano molto meno evidenti e il gioco appare più fluido su tutte le piattaforme. Tuttavia su PS5 esiste una limitazione: quando il frame rate scende sotto i 48 fps, il sistema esce dalla finestra di compensazione del VRR, rendendo nuovamente percepibili i cali di prestazioni.

Nel complesso, l’analisi di Digital Foundry conclude che l’upgrade di Kingdom Come: Deliverance rappresenta un lavoro di modernizzazione molto riuscito. Grazie ai miglioramenti grafici, alla nuova modalità a 60 fps e all’aggiornamento tecnico del motore, il gioco riesce a offrire su console un’esperienza molto vicina alla versione PC con impostazioni Ultra, confermando quanto gli aggiornamenti gratuiti possano dare nuova vita anche a titoli usciti diversi anni fa.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.