DON’T NOD sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia recente e adesso è la stessa società a mettere nero su bianco un rischio che fino a poco tempo fa sembrava molto più lontano: senza nuovi finanziamenti, la continuità operativa oltre il 31 gennaio 2027 non può essere considerata garantita.

L’informazione emerge dall’ultimo aggiornamento finanziario pubblicato dalla compagnia, che ha fatto il punto sui risultati del primo semestre 2026 e sul piano di trasformazione già annunciato nei giorni scorsi. I numeri mostrano una situazione ancora molto fragile, con ricavi in calo, perdite operative in aumento e una disponibilità di cassa che continua a ridursi rapidamente.

DON’T NOD ha ancora liquidità, ma non abbastanza per sentirsi al sicuro

Nel primo semestre del 2026, DON’T NOD ha registrato ricavi per 6,1 milioni di euro, in calo del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ancora più marcata la flessione dei ricavi operativi complessivi, scesi del 56% su base annua. A pesare è anche il risultato operativo: l’EBITDA economico si è chiuso con una perdita di 4,3 milioni di euro, contro i 2 milioni persi nella prima metà del 2025. La società ha inoltre spiegato che i ricavi generati nel periodo non sono stati sufficienti a coprire le normali spese operative.

La parte più delicata riguarda però la cassa. A fine giugno 2026 DON’T NOD disponeva di 9,8 milioni di euro, scesi ulteriormente a 8 milioni alla fine di luglio. Alla fine del 2025 erano invece 15,4 milioni. È proprio partendo da queste cifre e dalle previsioni sui flussi di cassa che la società ha ammesso l’esistenza di una “incertezza significativa” sulla propria capacità di continuare a operare oltre il 31 gennaio 2027. Non significa che DON’T NOD chiuderà automaticamente a quella data, ma che la prosecuzione delle attività dipenderà in parte dalla possibilità di ottenere nuovi finanziamenti esterni per sostenere sia le operazioni quotidiane sia lo sviluppo dei progetti futuri.

Non è inoltre la prima volta che viene indicata questa soglia. Già nei risultati annuali del 2025 DON’T NOD aveva avvertito che, sulla base della liquidità disponibile e delle previsioni finanziarie, la continuità aziendale oltre gennaio 2027 dipendeva dall’ottenimento di nuovi fondi. La situazione, quindi, non nasce improvvisamente oggi, ma il nuovo aggiornamento conferma che il problema non è ancora stato risolto.

Il nuovo piano potrebbe portare al taglio di fino a 90 posti di lavoro

Per cercare di rimettere in equilibrio i conti, DON’T NOD ha avviato un nuovo e profondo piano di riorganizzazione. La società vuole concentrare maggiormente le attività francesi attorno a un’unica linea produttiva, ridurre ulteriormente i costi e distribuire in maniera più efficiente risorse e competenze sui progetti considerati prioritari. L’obiettivo dichiarato è costruire una struttura più sostenibile rispetto al volume di lavoro già assicurato.

Le conseguenze sul personale potrebbero però essere pesanti: il progetto attualmente allo studio potrebbe comportare la soppressione di fino a 90 posti di lavoro in Francia. Il consiglio di amministrazione ha già approvato l’avvio del processo e sono iniziate le consultazioni con i rappresentanti dei dipendenti e le trattative con il sindacato interno. La compagnia ha spiegato di stare valutando anche le soluzioni legali e operative più adatte per garantire la prosecuzione delle attività. Il problema di fondo resta quello che sta colpendo buona parte dell’industria: finanziamenti molto più selettivi, costi di sviluppo elevati e un mercato nel quale anche prodotti accolti positivamente non riescono necessariamente a generare ritorni sufficienti.

Nel primo semestre hanno contribuito alle entrate le vendite di Lost Records: Bloom & Rage, una parte dei ricavi derivanti dall’arrivo del gioco su PlayStation Plus e Game Pass, le prime vendite di Aphelion e il catalogo storico. I ricavi legati allo sviluppo sono invece saliti a 2,6 milioni di euro soprattutto grazie al progetto narrativo che il team di Montréal sta realizzando sulla base di una grande proprietà intellettuale di Netflix. Il problema è che, almeno per ora, tutto questo non basta a compensare i costi.

DON’T NOD continua quindi a lavorare per trovare nuove fonti di finanziamento e mettere in sicurezza i progetti futuri, ma il messaggio contenuto nei documenti finanziari è ormai impossibile da ignorare: senza nuovi capitali, il 31 gennaio 2027 rappresenta una soglia critica per la continuità dell’azienda. Non una data di chiusura già fissata, dunque, ma un limite oltre il quale la società stessa ammette di non poter oggi garantire di riuscire a proseguire normalmente le proprie attività.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.