La decisione di Sony di abbandonare Physint avrebbe potuto avere conseguenze molto più pesanti di quanto emerso inizialmente. Hideo Kojima aveva già raccontato di aver temuto per il futuro del suo studio, ma in una nuova intervista concessa a IGN ha aggiunto alcuni dettagli che rendono ancora più chiaro quanto delicata fosse diventata la situazione dietro le quinte.

Il problema non riguardava soltanto il destino del nuovo action-spionaggio. Kojima Productions è uno studio indipendente e, venuto improvvisamente meno il sostegno economico di PlayStation, Kojima si è trovato a dover pensare alla liquidità della compagnia, ai finanziamenti ottenuti dalle banche e soprattutto alle persone già assegnate a Physint. Una situazione arrivata senza praticamente alcun preavviso. Kojima ha ribadito che Sony gli comunicò la decisione durante una riunione dello scorso giugno e che, ancora oggi, non gli sarebbe stata fornita una spiegazione precisa.

Kojima temeva di dover smantellare il team di Physint

Physint
Il poster di Physint, fonte: Sony Interactive Entertainment

Quando gli è stato chiesto se Sony avesse successivamente chiarito le ragioni della scelta, Kojima ha risposto di no. Ha inoltre spiegato che, dopo quella riunione, le due parti non avrebbero più avuto contatti diretti sulla questione. Il creatore di Metal Gear ha però voluto chiarire che non esiste una guerra con Sony. Dopo circa trent’anni di collaborazione, avrebbe semplicemente preferito conoscere prima le intenzioni di PlayStation anziché ricevere direttamente la decisione finale.

In quel momento, del resto, Kojima racconta di non aver neppure pensato a discutere. La sua preoccupazione era diventata immediatamente un’altra: cosa sarebbe successo a Kojima Productions? Il game designer ha spiegato a IGN che lo studio avrebbe potuto progressivamente esaurire la propria liquidità e che Physint era legato anche a finanziamenti bancari. Se le banche fossero venute a sapere che il progetto era stato fermato senza un nuovo editore pronto a sostenerlo, la situazione sarebbe potuta diventare ancora più complicata.

Kojima ha quindi iniziato a prendere in considerazione uno scenario che fino a poco prima sembrava impensabile: “Ho pensato che avrei potuto dover tagliare tutte le persone che stavano lavorando a Physint. Oppure il nostro studio avrebbe potuto finire per crollare perché avremmo esaurito la liquidità”. Non si trattava soltanto di numeri su un bilancio. Kojima Productions aveva già costruito un team dedicato a Physint e interrompere il progetto avrebbe significato decidere cosa fare di quelle persone. Alla fine nessuno è stato licenziato: parte degli sviluppatori è stata spostata temporaneamente su OD, mentre un gruppo più piccolo ha continuato a lavorare sul nuovo action-spionaggio.

È a quel punto che Kojima si è rivolto a Xbox

Con Physint ancora vivo ma senza un publisher, Kojima ha iniziato rapidamente a cercare un nuovo partner. Ed è qui che il rapporto già costruito con Xbox attraverso OD si è rivelato fondamentale. Kojima ha raccontato di essersi rivolto direttamente a Microsoft e di aver preparato una presentazione completa del progetto. La reazione, almeno secondo il suo racconto, sarebbe stata immediata: il pitch di Physint avrebbe impressionato particolarmente Xbox, che avrebbe deciso di sostenere il progetto sia dal punto di vista economico sia da quello tecnologico.

“Mi sono rivolto a Xbox e sono stati fantastici. Potevano supportarci tecnicamente. Ho fatto loro un vero pitch di Physint e la prima reazione è stata: ‘Questo pitch è fantastico. Non abbiamo mai visto una presentazione del genere’”, ha raccontato Kojima. Da lì è nata la nuova collaborazione che ha permesso a Physint di sopravvivere. Microsoft pubblicherà quindi sia OD sia Physint e il rapporto con Kojima Productions si allargherà anche oltre i videogiochi, coinvolgendo cinema e televisione.

Resta invece ancora senza una risposta ufficiale la domanda più importante: perché Sony abbia deciso di tirarsi indietro. Una precedente ricostruzione di Bloomberg ha indicato tra le possibili ragioni il budget crescente, alcune scadenze non rispettate, i dubbi sulla redditività e il fatto che il gioco non sarebbe rimasto per sempre un’esclusiva dell’hardware PlayStation. Le stesse fonti hanno collegato la decisione anche alle performance commerciali dei due Death Stranding rispetto alle aspettative di Sony. PlayStation non ha però confermato pubblicamente queste motivazioni.

Kojima, dal canto suo, continua a sostenere di non conoscere la ragione della decisione e non sembra intenzionato a trasformare quanto accaduto in uno scontro pubblico con PlayStation. Ha ricordato di essere ancora un grande appassionato dei prodotti Sony e di non nutrire rancore verso la compagnia.

Physint, intanto, ha superato quello che probabilmente rimarrà uno dei momenti più delicati della sua produzione. Il progetto continua sotto Xbox e Kojima lo considera ancora uno dei lavori più importanti della propria carriera. Ma dalle sue nuove parole emerge chiaramente quanto sottile sia stata, per qualche settimana, la linea tra il semplice cambio di publisher e una crisi capace di mettere seriamente in difficoltà l’intera Kojima Productions.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.