MicroProse Software dalla sua rinascita come publisher ha accolto tra le sue braccia un numero cospicuo di titoli simulativi e arcade riguardanti guerra, volo e mech, tra scenari moderni, futuristici, distopici e storici. Parliamo di successi come Mech Engineer, Highfleet, Regiments, Carrier Command 2 o i più recenti Better Than Dead e GROUND BRANCH – anche se quest’ultimo ha i suoi alti e bassi…
Una costellazione che riempie le librerie di una nicchia di giocatori, interessati a sostenere sviluppatori indipendenti alle prese con passion projects di caratura variabile. In molti casi, peraltro, si tratta di build in early access, come dimostra l’appena uscito Drone Sector. Nelle ultime settimane è riuscito a catturarmi come pochi altri titoli del genere, ovvero gestionali militari futuristici con controllo da un drone. Guerra moderna in una salsa diluita per una dozzina di palati fini, già affrontata in passato da altri sviluppatori ma finendo spesso nel dimenticatoio.
Cos’è Drone Sector?
L’idea di far vivere missioni speciali fornendo supporto aereo è diventata famosa con Call of Duty: Modern Warfare, sebbene in una manciata di scenari unici dalla durata risicata. Allora si trattava di AC-130, cannoniere volanti note come Angeli della Morte utili per condurre attacchi al suolo attraverso armamento pesante. Drone Sector va oltre, attinge agli arsenali di ultima generazione e unisce alla dimensione adrenalinica di mitragliate e bombardamenti un aspetto più gestionale, suddiviso nella guida delle truppe alleate a terra e nella manutenzione ed evoluzione del velivolo d’attacco.
Lo sviluppatore indipendente Icosphere, alter ego di Ingmar Trump, afferma di avere un background in progetti di simulazione militare per l’addestramento dell’esercito. Un’esperienza che si intravede nella struttura del gioco, già dal tutorial e dalle prime ore di gameplay. Certo, Drone Sector non pretende di essere un simulatore militare puro. Insegue tuttavia l’intento di avvicinarsi a tale status, adottando un approccio ludico intermedio arcade favorevole agli appassionati del genere.

Una campagna randomica
Nel farlo, presenta una modalità carriera con una progressione basata sulla scelta e sul successo nelle missioni. Dal pool disponibile si seleziona l’opzione che dà più risorse, o con meno nemici, in modo da portare a termine ciascun obiettivo e tornare alla base con tutto l’occorrente per sbloccare nuove armi, tecnologie, o potenziare il drone e l’esercito. Bisogna inoltre gestire la produzione delle munizioni e predisporre il loadout prima di ogni missione sulla base dei nemici da affrontare.
L’aspetto casuale riguarda il tipo e numero di nemici, oltre alla loro posizione iniziale in una delle dieci mappe distribuite con la build iniziale del gioco. Cambiano prevalentemente gli obiettivi, tra recupero di oggetti e distruzione di edifici. Questi vengono inquadrati già nella descrizione dello scenario, generato sul momento. Così facendo, emerge l’idea di una vera leadership attribuita al giocatore.
Complessità di gioco che premia
Una volta scesi sul campo di battaglia inizia la vera sfida, soprattutto nelle fasi intermedie e avanzate. Rispetto al nemico si avrà quasi sempre un numero inferiore di truppe, con il grande vantaggio del drone remoto dotato di cannoni e minigun dalle munizioni disparate. Quando scatta l’allarme il gioco si fa duro: non si devono sprecare proiettili, non si deve rimanere troppo tempo sul campo ma non si deve essere affrettati. È doveroso prestare attenzione a carburante, armatura, stato delle nostre truppe a terra, segnale radar, altitudine e velocità del drone, e altri fattori ancora.
Drone Sector non abbonda immediatamente; al contrario, lascia il tempo giusto per apprendere, un tassello (e migliaia di bossoli) alla volta. Si lascia apprezzare, insomma, offrendo un grado di complessità sempre più alto che aumenta a pari passo con divertimento e rischio, definendo un rapporto indissolubile che qui non stanca difficilmente.

Il processo dell’early access
A stancare con relativa velocità, dopo un po’ di ore, è l’attuale presenza di pochi contenuti. Dieci mappe, 7 armi per il drone, 2 squadre di fanteria e 6 squadre di veicoli, con carriera e sandbox. Drone Sector al momento finisce qui. Ergo, serve fiducia nella roadmap. Sul breve termine è prevista l’aggiunta di classifiche, sfide settimanali, altre mappe e veicoli terrestri aggiuntivi. Sul medio termine si attendono la gestione persistente della squadra, vari tipi di movimento, fanteria specializzata e meccaniche aggiuntive. Infine, sul lungo termine si attendono rischi ambientali come incendi, calore e radiazioni, oltre all’inserimento di elicotteri di vario genere.
A mio avviso si potrebbe anche osare di più, ma credo sia opportuno farlo dopo la 1.0. Una cosa certa è che lo sviluppatore sta già ascoltando tutto il feedback possibile, tanto da avere già applicato una patch al pathfinding di truppe e veicoli per migliorare il loro movimento sulla mappa.
Considerato il pacchetto nel suo insieme, è facile vedere il potenziale. Chiaramente, servono ancora interventi su elementi come UI; una storia più immersiva, completa e ben costruita; e contenuti in linea generale. Al momento dopo 5-10 ore si ricade in un more of the same. Al lancio 1.0 con un pacchetto dal tempo totale raddoppiato, si spesa possa acquisire un valore decisamente superiore.


