Il 22 settembre Arrakis apre le porte anche a chi non ha un PC. Dune: Awakening, il survival open world targato Funcom, arriva su PS5, PS5 Pro e Xbox Series X|S dopo un anno di gestazione su PC. E non parliamo di un porting fatto in fretta e furia. Lo studio norvegese, infatti, si è preso i suoi giusti tempi, consegnando un gioco perfezionato da dodici mesi di aggiornamenti, contenuti e correzioni. Il risultato è una versione più matura, più stabile, e soprattutto più completa di quella con cui ha debuttato nel giugno 2025.

Ma quello che interessa a chi impugnerà un DualSense per la prima volta è capire cosa cambia davvero: frame rate, risoluzione, modalità single player, finale di storia ed edizione fisica (aspetto molto discusso di questi periodi). Molto bene, si torna su Arrakis.

Due modalità, una scelta chiara

Su PlayStation 5 “liscia”, la console in cui è stato testato il gioco, Dune: Awakening offre due preset grafici, e la logica è quella ormai collaudata su quasi tutti i tripla A recenti. La modalità Prestazioni punta ai 60 fotogrammi al secondo con risoluzione dinamica, aiutata dalla generazione di fotogrammi per tenere il frame rate stabile nelle scene più affollate del deserto. La modalità Qualità scende a 30fps ma guadagna in definizione dell’immagine, utile per chi preferisce ammirare le dune di Arrakis piuttosto che rincorrere il numero più alto sul contatore. Entrambe le modalità lavorano in 4K upscalato, ma il risultato finale è più che accettabile. Personalmente, non mi sono mosso dalla seconda delle due, complice la volontà di apprezzare la bellezza degli scenari.

Per onore di cronaca mi sembra giusto spendere due parole sulla versione “potenziata” della console di casa SONY, anche se non ho avuto modo di effettuare dei test (affidandomi alle promesse degli sviluppatori). Su PS5 Pro il discorso cambia poco nei numeri ma parecchio nella sostanza. La modalità Prestazioni dovrebbe raggiungere i 60fps, senza bisogno della generazione di fotogrammi (il che si potrebbe tradurre in un minore input lag e un’immagine più pulita durante i movimenti rapidi). La modalità Qualità resta ancorata ai 30fps ma parte da una risoluzione interna più alta, con dettagli grafici superiori rispetto alla console base.

Cosa cambia su console

dune awakening ps5 recensione

Passare da mouse e tastiera al pad non è mai un’operazione indolore, soprattutto in un gioco che mette insieme crafting complesso, gestione dell’inventario, costruzione di basi e combattimento in tempo reale. Funcom ha lavorato molto su questo fronte, ridisegnando l’interfaccia utente per renderla fruibile per un uso su console (e quindi con controller). Menu radiali per l’accesso rapido agli strumenti, scorciatoie contestuali per il crafting da campo, e una gestione della telecamera pensata per gli spazi aperti e ventosi di Arrakis (dove la visibilità può cambiare da un momento all’altro per via delle tempeste).

La community, che ha cercato per un anno intero un modo “intimo” per vivere questa esperienza di gioco, è stata finalmente accontentata: poter vivere Arrakis senza dipendere da altri giocatori o da server sempre online. Funcom ha ascoltato, ma il lavoro dietro la modalità single player non è stato banale. Dune: Awakening è nato attorno a un database pensato per gestire migliaia di interazioni simultanee, la stessa tecnologia server-grade che regge gli MMO più affollati. Per un’esperienza in locale quella soluzione era semplicemente sovradimensionata, e il team ha dovuto convertire l’intero sistema verso un’architettura più leggera, adatta a girare sulla console di un singolo giocatore.

All’avvio del gioco si sceglie tra multiplayer e single player. In quest’ultima modalità sono presenti tre preset di difficoltà già pronti, oppure si può mettere mano a parametri singoli: velocità di raccolta risorse, costi di crafting e costruzione, tempi di respawn di loot e nemici, salute e danni inflitti dagli avversari, durabilità degli oggetti, quantità di esperienza guadagnata. Si può persino disattivare del tutto la minaccia dei vermi della sabbia, per chi vuole concentrarsi sulla costruzione della base piuttosto che sulla sopravvivenza pura.

Il Deep Desert resta accessibile con tutti i suoi contenuti, ma senza il reset periodico della mappa che caratterizza la modalità online: le costruzioni non spariscono. Le tempeste di sabbia restano come evento atmosferico, ma diventano meno distruttive. Tutti gli NPC sono presenti, semplicemente non ci sono altri giocatori a contendersi le risorse. È un compromesso intelligente, perché mantiene l’identità survival del gioco senza costringere chi vuole giocare da solo a subire la pressione costante di un mondo condiviso.

Il cross-play tra PC e console non ci sarà al lancio, ma Funcom lo ha confermato come funzionalità in arrivo tramite un aggiornamento successivo al 22 settembre. È una scelta comprensibile per un titolo che ha dovuto riadattare interfaccia e controlli specificamente per il pad, e che probabilmente vuole prima verificare la stabilità della versione console prima di aprire i server a un bacino di giocatori misto.

Un anno di PC “condensato” e non solo

dune awakening ps5 recensione

Come anticipato all’inizio di questa recensione, chi giocherà a Dune: Awakening su console non partirà dalla versione 1.0 lanciata su PC nel giugno 2025: partirà da tutto quello che è arrivato dopo. E in dodici mesi Funcom ha lavorato parecchio. Il PvP è diventato opzionale, con la possibilità di vivere un’esperienza quasi interamente PvE per chi preferisce evitare gli scontri con altri giocatori. L’endgame è stato rivisto e riequilibrato. Sono arrivati strumenti di backup – per veicoli e basi – pensati per chi deve staccare per giorni (senza il timore di ritrovare tutto distrutto al rientro), un problema che affliggeva parecchio la community nei primi mesi dopo il lancio.

A questo si aggiungono miglioramenti alla qualità della vita, “meno appariscenti” ma altrettanto sentiti: la possibilità di ripersonalizzare il proprio personaggio dopo la creazione iniziale, l’eliminazione di alcune tasse di gioco che pesavano sull’economia interna, nuove location e ampliamenti della trama pubblicati progressivamente nel corso dell’anno. Su console tutto questo arriva già integrato, senza dover attendere ulteriori update dopo il lancio.

Insieme al lancio console arriva anche la conclusione del primo grande arco narrativo di Dune: Awakening, quello che lo studio chiama Libro Uno. È una notizia che riguarda tutti, non solo chi gioca su console. Per i nuovi arrivati significa poter affrontare la narrazione dall’inizio alla fine senza interruzioni, un vantaggio non da poco per chi si avvicina al gioco solo ora e magari vuole godersi la trama in un unico flusso (e magari proprio nella modalità single player di fresca introduzione).

Filmic Archive e l’edizione fisica per collezionisti

dune awakening ps5 recensione

Contestualmente al debutto console, Funcom lancerà anche un nuovo DLC a pagamento, Filmic Archive, disponibile su tutte le piattaforme a 9,99 dollari. Il pacchetto porta una serie di outfit ispirati ai film di Denis Villeneuve, tra cui l’armatura Aegis of the Unwalked Path e il Caladan Stormcoat, oltre a 73 nuovi pezzi per la costruzione della base in stile Sardaukar. Un contenuto pensato chiaramente per intercettare l’attenzione dei fan della trilogia cinematografica, che tra l’altro vedrà il terzo capitolo debuttare nelle sale il 18 dicembre.

E per chi ama ancora tenere in mano una copia fisica, PS5 avrà la sua edizione boxata, distribuita da Bandai Namco Entertainment Europe per il territorio europeo e da Solutions 2 Go per le Americhe. In Giappone, invece, l’uscita è prevista ad ottobre con un editore ancora da annunciare. L’edizione fisica include, per un periodo limitato, il Terrarium di Muad’Dib e una palette di colori globale esclusiva. Sul fronte digitale, le edizioni Deluxe e Ultimate garantiscono cinque giorni di accesso anticipato e contenuti aggiuntivi come armature e decorazioni per la base.

In conclusione

dune awakening ps5 recensione

Nel complesso quella che è arrivata su PS5 non è la versione con cui Dune: Awakening ha debuttato su PC un anno fa, ma la sua evoluzione più matura. Funcom sembra aver imparato dagli errori di lancio di tanti survival online, offrendo fin da subito un single player solido, un finale di storia completo e un anno di correzioni già integrate. Resta da vedere come si comporterà davvero il gioco nel lungo periodo, una volta finito nelle mani di centinaia di migliaia di nuovi giocatori console.

E il tempismo, va detto, non è casuale. Arrivare pochi mesi prima del terzo film della saga di Villeneuve significa intercettare un pubblico molto più ampio di quello che segue abitualmente gli MMO survival, gente che magari conosce Arrakis solo dal grande schermo e che ora ha un motivo in più per mettere piede su console in questo universo. L’unica paura è se Funcom riuscirà a reggere o meno all’urto di un’ondata di nuovi giocatori, senza soffrire di problemi di server e stabilità. Il verdetto è dietro l’angolo.

Il verdetto

0 Il verdetto

Non per spegnere l'entusiasmo, ma il verdetto (o la sentenza) degli utenti console arriverà tra qualche mese. Nel mentre, c'è da dire che Funcom ha realizzato un prodotto fortemente ottimizzato per il mondo console, cosa che non va mai data per scontata con porting di queste dimensioni.

Share.

Non scrivo di videogiochi solo per passione, ma anche per lasciare una traccia da seguire ai posteri. Genere preferito? Non saprei, amo uscire sistematicamente dalla mia zona di comfort e mettermi in discussione. Vado matto per gli Speciali, ma non so resistere al fascino delle Recensioni: dannato egocentrismo.