Dopo sette anni di silenzio, una delle saghe più intense e narrative dei videogiochi torna a far parlare di sé. Metro 2039 è stato finalmente annunciato e un nuovo video di Zergantis ne analizza tutte le novità. Il trailer e la presentazione mostrano un ritorno alle atmosfere più cupe e claustrofobiche della serie, ma con importanti cambiamenti. Non è solo un nuovo capitolo: è un gioco che porta con sé anche un forte peso storico e politico. E questa volta, ogni scelta sembra avere un significato più profondo.
Per capire l’importanza di questo annuncio bisogna fare un passo indietro. La serie Metro nasce dai romanzi di Dmitry Glukhovsky, ambientati in una Mosca devastata da una guerra nucleare. I sopravvissuti vivono nei tunnel della metropolitana, divisi in fazioni e costretti a fronteggiare mutanti, radiazioni e conflitti interni. Nel 2010 lo studio 4A Games ha trasformato questa visione in un videogioco, dando vita a una delle esperienze più immersive del genere post-apocalittico.
Dopo Metro 2033, Metro Last Light e Metro Exodus, il nuovo capitolo segna un ritorno alle origini. Se Exodus aveva ampliato l’esperienza con ambienti più aperti, Metro 2039 sembra riportare i giocatori nei tunnel, puntando di nuovo su spazi chiusi, tensione costante e gestione attenta delle risorse.
La storia è ambientata nel 2039, venticinque anni dopo la guerra nucleare. Le fazioni della metropolitana si sono unite sotto un unico regime: il Novoreich, guidato da Hunter, figura già nota ai fan della saga. Quella che viene presentata come una promessa di ordine e salvezza si rivela in realtà un sistema basato su propaganda, paura e controllo. Il giocatore veste i panni dello “Straniero”, un recluso tormentato da visioni e incubi, costretto a tornare proprio nei tunnel che aveva cercato di lasciarsi alle spalle.
Una delle novità più importanti riguarda il protagonista: per la prima volta nella serie avrà una voce. Nei capitoli precedenti, come nel caso di Artyom, il personaggio principale era silenzioso. Questa scelta cambia profondamente il modo in cui la storia viene raccontata, rendendo il protagonista più presente e coinvolgente.
Il video analizzato da Zergantis mette in evidenza anche un altro elemento cruciale: il contesto reale ha influenzato direttamente lo sviluppo del gioco. Lo studio 4A Games ha sede in Ucraina e gli eventi legati al conflitto con la Russia hanno avuto un impatto sulla narrazione. Lo stesso Glukhovsky ha preso posizione pubblicamente contro la guerra, arrivando a essere condannato in Russia per le sue dichiarazioni. Questo rende il mondo di Metro 2039, dominato da un regime autoritario nella metropolitana di Mosca, ancora più carico di significato.
Dal punto di vista del gameplay, il trailer suggerisce un possibile ritorno a una struttura più lineare, simile ai primi capitoli. Tuttavia, questo aspetto resta ancora da confermare completamente, e sarà necessario vedere ulteriori dettagli per capire quanto il gioco si discosterà davvero dall’impostazione più aperta di Exodus.
Infine, è importante sottolineare che Metro 2039 non è solo un seguito, ma un punto di svolta. Unisce l’eredità narrativa della saga con una nuova direzione, sia sul piano del racconto che su quello del contesto storico. Il risultato potrebbe essere uno dei capitoli più intensi e significativi della serie. L’uscita è prevista per l’inverno 2026 su PS5, Xbox Series e PC: un ritorno atteso che promette di far discutere, non solo per il gameplay, ma anche per i temi che porterà sullo schermo.
