Per anni il rapporto tra Konami e il calcio virtuale è sembrato quello di una vecchia gloria incapace di ritrovare sé stessa. La trasformazione di PES in eFootball ha rappresentato uno dei cambiamenti più controversi nella storia recente del medium:  un passaggio che ha sacrificato gran parte dell’identità della serie nel tentativo di inseguire nuovi modelli di business e una struttura maggiormente orientata al free-to-play. Nel frattempo, una fetta consistente di appassionati ha continuato a guardare al passato con una certa nostalgia, ricordando un periodo in cui la simulazione calcistica giapponese riusciva a distinguersi grazie a una sensibilità unica nel rappresentare il gioco del calcio.

Castoloooooooooooooooooooooo!!!

eFootbal kick off

Con eFootball Kick-Off! su Nintendo Switch 2, Konami prova a compiere un passo indietro e uno avanti allo stesso tempo. Da una parte abbandona molte delle rigidità che hanno caratterizzato l’eFootball degli ultimi anni, dall’altra tenta di costruire un’esperienza accessibile, economica e pensata espressamente per il pubblico della nuova console Nintendo. Il risultato è probabilmente il miglior prodotto calcistico realizzato dalla compagnia negli ultimi anni, ma anche un giocattolino frustrante quanto basta, vista la sua dote di lasciar costantemente percepire il potenziale di qualcosa che avrebbe potuto essere molto più grande.

La prima buona notizia arriva dal campo. Bastano poche partite per capire che il cuore dell’esperienza è stato trattato con una cura che raramente si era vista nelle recenti iterazioni di eFootball. Il ritmo generale degli incontri appare più ragionato, la costruzione della manovra torna ad avere un peso concreto e il pallone recupera una fisicità credibile che contribuisce a restituire quella sensazione di imprevedibilità tipica delle produzioni PES più riuscite.

Ogni azione sembra nascere da una concatenazione di eventi piuttosto che da animazioni prestabilite. I controlli rispondono bene, il possesso palla richiede attenzione e la gestione degli spazi assume un’importanza che negli ultimi anni sembrava essersi progressivamente attenuata. Non si raggiungono i livelli di raffinatezza delle migliori incarnazioni storiche della serie, questo manco per sbaglio, ma esiste finalmente una personalità riconoscibile.

Il merito maggiore di eFootball Kick-Off! consiste proprio nella sua capacità di far riaffiorare vecchie sensazioni. Le partite non diventano immediatamente uno spettacolo di contropiedi e gol a raffica – ovvio, a patto di giocare ad una difficoltà ragionevole. Al contrario, invitano alla pazienza, alla ricerca del passaggio giusto e alla lettura delle situazioni. È un approccio che restituisce dignità al centrocampo e che riesce a rendere divertenti persino gli incontri meno spettacolari dal punto di vista del risultato.

Naturalmente non tutto funziona alla perfezione. L’intelligenza artificiale alterna momenti convincenti ad altri meno brillanti, mentre alcune animazioni possono ancora apparire leggermente rigide nelle situazioni più concitate. Si tratta tuttavia di difetti che incidono relativamente poco sull’esperienza complessiva, soprattutto considerando il prezzo contenuto dell’operazione.

C’è un mondo fuori dallo stadio… purtroppo

eFootbal kick off

Il vero problema emerge quando si osserva tutto ciò che circonda il rettangolo verde. La modalità principale, World Tour, rappresenta un tentativo interessante di offrire una progressione strutturata attraverso sfide, competizioni e obiettivi distribuiti in diverse aree del mondo. L’idea di fondo funziona e riesce a fornire una motivazione costante per continuare a giocare, ma non serve molto tempo per rendersi conto dei limiti dell’impianto generale.

Avete presente quella profondità gestionale che aveva reso celebri modalità come Master League? Dimenticatevela. Del tutto eh, nemmeno in versione light. Non esiste una vera carriera capace di accompagnare il giocatore nel lungo periodo, né una struttura sufficientemente ricca da trasformare l’esperienza in qualcosa di duraturo. World Tour diverte, intrattiene e svolge dignitosamente il proprio compito, ma non riesce mai a liberarsi della sensazione di essere una soluzione temporanea.

È probabilmente qui che emerge la più grande occasione mancata del progetto. Ogni volta che il gameplay convince, cresce automaticamente il desiderio di avere più contenuti, più modalità e più strumenti per valorizzarlo. Invece, proprio nel momento in cui il gioco sembra pronto a spiccare il volo, Konami tira il freno a mano.

Anche il discorso legato alle licenze continua a rappresentare un limite evidente. Sebbene la situazione risulti decisamente meno problematica rispetto al passato grazie alla diffusione di nomi e squadre ufficiali selezionate, il pacchetto rimane distante dagli standard fissati dalla concorrenza nel corso degli anni. Non è un difetto sufficiente a compromettere la qualità del gameplay – e diciamocelo, rivedere Castolo e Minanda nella stessa formazione, un brivido lungo la schiena lo regala eccome – ma contribuisce a rafforzare quella percezione di esperienza incompleta che accompagna l’intera produzione.

Switch 2 al VAR

eFootbal

Dal punto di vista tecnico, Nintendo Switch 2 permette finalmente alla serie di esprimersi in condizioni decisamente migliori rispetto a quanto visto sulla precedente piattaforma. I modelli poligonali appaiono più dettagliati, la fluidità generale si mantiene convincente e l’impatto visivo beneficia di una pulizia complessiva che rende le partite piacevoli da osservare.

Non si tratta di un titolo destinato a mettere in crisi l’hardware o a diventare un punto di riferimento tecnologico per la console, ma il lavoro svolto risulta più che adeguato alle ambizioni del progetto. L’atmosfera degli stadi è credibile, le inquadrature valorizzano l’azione e il colpo d’occhio generale restituisce finalmente un’immagine moderna del calcio targato Konami.

Alla fine, eFootball Kick-Off! lascia una sensazione piuttosto particolare. Da un lato rappresenta il capitolo più incoraggiante dell’era eFootball, un prodotto capace di ricordare a tutti perché PES fosse riuscito a costruirsi una reputazione tanto solida nel corso degli anni. Dall’altro continua a sembrare un’opera trattenuta, quasi timorosa di abbracciare fino in fondo le proprie potenzialità.

In Conclusione

Il calcio giocato convince. Convince spesso, a tratti entusiasma persino. Sono i contenuti a non riuscire a stare al passo con la qualità delle partite. Per questo motivo l’impressione finale non è quella di aver assistito al ritorno definitivo di una leggenda, quanto piuttosto alla prova generale di qualcosa che potrebbe ancora diventarlo. Konami ha finalmente ritrovato parte della propria identità. Adesso deve trovare il coraggio di costruirci attorno un gioco all’altezza.

Verdetto

0

Il calcio giocato convince. Convince spesso, a tratti entusiasma persino. Sono i contenuti a non riuscire a stare al passo con la qualità delle partite.

Condividi.

Quando l'Altissimo dava agli uomini il dono della scrittura, io probabilmente ero al bagno.