Final Fantasy 7 Revelation chiuderà la trilogia iniziata nel 2020 con Final Fantasy 7 Remake, ma per Square Enix questo non significa necessariamente mettere un punto definitivo all’universo costruito attorno a Cloud, Sephiroth e agli altri protagonisti. Anzi, l’obiettivo dichiarato sembra essere esattamente l’opposto: fare in modo che Final Fantasy 7 non venga ricordato soltanto come uno dei grandi classici del passato, ma continui a conquistare nuovi giocatori anche nei prossimi decenni.
A parlarne è stato Naoki Hamaguchi, director della trilogia Remake, durante il panel “From Reunion to Resolve” organizzato al PAX West 2026. Ripercorrendo il lavoro svolto su Final Fantasy 7 negli ultimi anni, Hamaguchi ha spiegato che l’intero progetto non è mai stato pensato semplicemente come un modo per riportare in vita il gioco del 1997 con una grafica moderna.
Square Enix vuole che Final Fantasy 7 continui a creare nuovi fan tra 20 o 30 anni
L’ambizione dello studio emerge chiaramente dalle parole di Hamaguchi, che ha descritto la trilogia Remake come “uno sforzo per tramandare Final Fantasy 7 alla prossima generazione”. Il director ha spiegato che l’obiettivo è fare in modo che l’opera possa continuare a creare nuovi appassionati anche tra 20 o perfino 30 anni, superando quindi la semplice operazione nostalgia.
Durante il panel, Square Enix ha mostrato anche una presentazione nella quale comparivano concetti come “espandere il futuro di FF7” e andare oltre la sua condizione di semplice classico del passato, trasformandolo in una proprietà intellettuale capace di avere “un futuro in continua evoluzione”. È una dichiarazione particolarmente interessante considerando che il progetto Remake si avvicina ormai alla conclusione. Final Fantasy 7 Revelation rappresenterà infatti il terzo e ultimo capitolo della nuova trilogia, chiamato a chiudere il percorso iniziato con Remake e proseguito con Rebirth.

Questo, però, non significa che Square Enix abbia intenzione di abbandonare Final Fantasy 7 una volta raggiunti i titoli di coda.
Revelation chiuderà la trilogia, ma potrebbe non essere la fine di Final Fantasy 7
Hamaguchi ha già chiarito più volte che la storia principale della trilogia sarà conclusa all’interno di Final Fantasy 7 Revelation. Le nuove dichiarazioni non vanno quindi interpretate come l’anticipazione di un quarto episodio necessario per conoscere il vero finale. L’idea sembra piuttosto essere quella di continuare a sfruttare l’universo di Final Fantasy 7 anche attraverso nuove storie, approfondimenti e possibili progetti futuri, senza lasciare che il marchio resti confinato alla nostalgia per il titolo originale.
Del resto, la stessa trilogia Remake ha già dimostrato di voler andare oltre una semplice ricostruzione del gioco del 1997. Square Enix ha inserito elementi, riferimenti e personaggi provenienti da altre opere legate alla Compilation of Final Fantasy 7, ampliando progressivamente il mondo narrativo attorno a Cloud e compagni. In questo senso, Revelation potrebbe rappresentare non soltanto la fine di una trilogia, ma anche la base per una nuova fase dell’universo di Final Fantasy 7.

Lo stesso approccio è evidente anche dal punto di vista visivo. Hamaguchi ha raccontato che uno dei principali riferimenti grafici della trilogia è stato Final Fantasy 7: Advent Children, considerato dal team una sorta di rappresentazione ideale di come molti fan immaginavano quei personaggi una volta liberati dai limiti tecnici dell’originale. Per il momento Square Enix non ha annunciato nuovi giochi ambientati nell’universo di FF7 oltre Revelation, quindi parlare già di sequel o altri remake sarebbe prematuro. Le parole di Hamaguchi indicano però chiaramente una volontà più ampia: fare in modo che Final Fantasy 7 non viva soltanto della nostalgia per il 1997, ma continui a essere una saga capace di evolversi e attirare nuove generazioni.
Dopo quasi trent’anni dalla prima avventura di Cloud, Square Enix sembra quindi voler trasformare quello che era nato come un singolo capitolo numerato in qualcosa di molto più grande.

