La saga di Final Fantasy è una delle più importanti nella storia dei videogiochi, ma oggi sembra avere un problema inatteso: attirare nuovi giocatori giovani. Le discussioni sono esplose online dopo alcune dichiarazioni di Naoki Yoshida, uno dei principali responsabili della serie, secondo cui i ragazzi delle nuove generazioni non sono riusciti a creare un vero legame con il franchise. A rafforzare questa tesi sono arrivati anche dati concreti sul pubblico di Final Fantasy VII Rebirth, che raccontano una realtà molto chiara: la maggior parte dei giocatori appartiene ormai a una fascia d’età adulta.

Secondo i dati raccolti dalla società di analisi Circana e riportati dall’analista Mat Piscatella, negli Stati Uniti il secondo capitolo della trilogia remake di Final Fantasy VII è stato giocato quasi esclusivamente da persone sopra i trent’anni. Nel dettaglio, il 62% dei giocatori ha almeno 35 anni, mentre includendo tutti gli utenti dai 30 anni in su si arriva addirittura al 77% del totale. Questo significa che solo una minoranza del pubblico appartiene alle generazioni più giovani.

È però importante interpretare correttamente questi numeri. I dati riguardano esclusivamente il mercato statunitense, anche se si tratta del più grande mercato videoludico al mondo. Inoltre il gioco analizzato è il secondo capitolo di una trilogia remake, un progetto pensato anche per i nuovi giocatori ma che inevitabilmente attira soprattutto chi ha già vissuto l’esperienza originale negli anni Novanta. Chi giocò il titolo originale nel 1997 oggi ha spesso più di trent’anni, e questo influisce inevitabilmente sulla composizione del pubblico.

According to Circana’s PlayerPulse, 62% of US players of Final Fantasy VII: Rebirth were aged 35 or older. That number goes to 77% if you go 30+.

www.gamesradar.com/games/final-…

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— Mat Piscatella (@matpiscatella.bsky.social) 23 marzo 2026 alle ore 15:42


Il problema della difficoltà ad attrarre nuovi fan, tuttavia, non riguarda solo questo capitolo. Yoshida ha spiegato che uno dei motivi principali è il cambiamento nei tempi di sviluppo dei videogiochi moderni. In passato i capitoli principali uscivano con molta più frequenza: ad esempio tra Final Fantasy VII e Final Fantasy VIII passarono circa due anni. Oggi invece lo sviluppo richiede molto più tempo e gli intervalli tra un episodio e l’altro possono superare facilmente i cinque o sei anni.

Secondo Yoshida questo ritmo più lento rende difficile per i giovani sviluppare un rapporto continuativo con la saga. Un giocatore che oggi ha quindici anni potrebbe dover aspettare molti anni prima di vedere il prossimo capitolo principale, mentre i fan più anziani hanno avuto la possibilità di crescere insieme alla serie e seguirla nel tempo. Lo stesso Yoshida ha raccontato di aver giocato in tempo reale il primo capitolo della saga, Final Fantasy, e di aver potuto vivere l’evoluzione del franchise nel corso dei decenni.

C’è anche un’altra possibile spiegazione: i gusti dei giocatori più giovani sono cambiati. Le nuove generazioni sono cresciute con giochi online competitivi, titoli d’azione molto veloci e servizi live che offrono aggiornamenti costanti. Alcuni episodi recenti della saga potrebbero risultare meno immediati per chi è abituato a questo tipo di esperienza.

Non tutti gli appassionati, però, concordano con la spiegazione dei lunghi intervalli tra i capitoli. Alcuni fan ritengono che negli ultimi anni la serie abbia mostrato una qualità altalenante o che abbia perso parte della sua identità storica. Altri sostengono invece che il problema sia più ampio e riguardi molte grandi saghe videoludiche moderne, dove i cicli di sviluppo sono diventati molto più lunghi a causa dei costi elevati e delle aspettative del pubblico.

Square Enix sta comunque cercando nuovi modi per avvicinare il pubblico giovane. Uno degli esempi è il progetto mobile Dissidia Duodecim Final Fantasy, pensato per creare comunità online e permettere ai nuovi giocatori di entrare in contatto con i personaggi della saga in un formato più immediato e accessibile.

Il dibattito resta aperto. Da un lato Final Fantasy continua a essere una delle saghe più amate della storia dei videogiochi; dall’altro i dati suggeriscono che il suo pubblico sta invecchiando insieme alla serie. Capire come coinvolgere le nuove generazioni sarà probabilmente una delle sfide più importanti per il futuro del franchise sviluppato da Square Enix.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.