Cosa succede quando un piccolo studio indipendente della Germania incontra un publisher dalle spalle larghe come Annapurna Interactive? Third Shift è un minuscolo studio tedesco formato da appena due sviluppatori, che hanno da poco presentato al mondo la loro piccola, grande fatica: Forever Ago. Un titolo in sviluppo da 7 lunghi anni, e che contro ogni previsione, è riuscito a convincermi a pieno anche solo dopo una breve demo di appena mezz’ora.

Sviluppato in Unreal Engine, con un uso più che egregio del cel shading, Forever Ago parla, per farla semplice, di ricordi. Vestiremo i panni di Alfred, che fin da subito si presenta come perfetto prototipo di vecchio boomer brontolone. Il tipico personaggio che, esattamente come succede a pochi minuti dall’inizio della Demo, si lamenta di quando si vede costretto a scannerizzare un QR code per accedere a un servizio in un bar, invece che poter usare un classico menù cartaceo. Ma come l’archetipo vuole, il nostro Alfred non è solo un anziano dal cuore di ghiaccio: ha anche un lato tenero, che poco a poco andremo a scoprire nel corso della trama.

Il viaggio si presenta come la classica missione nel viale dei ricordi: Alfred si è imposto di ripercorrere luoghi del passato legati alla oramai scomparsa compagna Audrey, e nel farlo vuole completare una bucket list di cose da fare per rivivere le esperienze del passato. Raccogliere determinati fiori, suonare una specifica canzone, eccetera eccetera. Questi obbiettivi verranno ovviamente ostacolati da mille imprevisti, ma soprattutto dal fatto che gli anni sono passati, e molte cose nel frattempo sono inevitabilmente cambiate. Ma una cosa è certa: nonostante la prova duri poco, è ben chiaro che questo titolo si prospetta essere un vera e propria fabbrica di lacrime virili.

La demo inizia con Alfred che si veglia in un vecchio e logoro motel. Dai suoi commenti, scopriamo che anni addietro il posto era una tappa fissa per lui e sua la moglie. Col tempo il motel è diventato meno accogliente, e soprattutto il pub vicino è stato trasformato in una moderna catena di ristorazione. Poco a poco capiamo quindi che la bucket list di Audrey sarà ostacolata dalle nuove regole degli anni duemilaventi. Ad esempio Alfred non può sederse al solito tavolo a cui sedeva sempre con la sua compagna di allora, poiché oggi è diventato un tavolo VIP riservato unicamente ai membri premium della catena. Per potersi sedere in quel posto, vede scannerizzare un codice QR e accedere ai servizi del ristorante, cosa per lui impossibile poiché il suo cellulare non ha la fotocamera.

Parlando di gameplay, proprio nel momento in cui Alfred deve rispondere alla cameriera, la Demo ci mostra che è possibile decidere che tipo di risposta dare, e quindi se essere severi e brontoloni, neutri o più accondiscendenti nei confronti delle regole del ristorante. Sebbene la scelta multipla dia una parvenza di maggiore profondità al gameplay, in verità scegliere una certa opzione rispetto a un’altra non porta a una diversa ramificazione di trama o conseguenza alcuna. Perfino la risposta stessa della cameriera non cambia di una virgola. L’aspettativa è che ovviamente nel gioco finito la cosa cambi, ma quantomeno in questa Demo non sembrano esserci diramazioni.

L’ambientazione accogliente del luogo ci anticipa quello che sarà il titolo: un festival di bellezza visiva in salsa cell shading, con texture semplici ma efficaci e uno stile artistico ben preciso. I personaggi hanno un design piuttosto semplice, ma comunque funzionale. Grafica a parte, come possiamo già prevedere il punto di forza di questo titolo sarà la narrativa: Alfred ha modo di muoversi ed esplorare liberamente le zone di gioco, decidendo se interagire o meno con i vari elementi o persone presenti. Un elemento importante che abbiamo a disposizione, e a cui Alfred sembra essere molto affezionato, è la fotocamera. Nonostante gli scatti apparentemente limitati potrà essere utilizzata per catturare momenti e scenari di gioco. Oltre ad alcuni momenti di trama in cui funzionerà anche avendo esaurito il rullino, la sua funzione coinvolge i collezionabili e altri momenti esplorativi.

Sebbene la maggior parte di essi siano opzionali, il punto forte del titolo sono i dialoghi. I vari NPC di contorno  aggiungono contesto e vita al motel, ma anche dettagli di trama al luogo visitato. Dall’operaio che ripara l’insegna a quello che sta aspettando un carico di un collega, ciascuno ha qualcosa da raccontare, per aggiungere dettaglio al tutto. Il doppiaggio, seppur disponibile unicamente in lingua inglese, è più che ottimo. L’unico “neo” riguarda i sottotitoli, che rischiano di spoilerare alcune situazioni. Ad esempio: a un certo punto Alfred deve capire che tipo di animale sta rovistando tra la spazzatura, e nel momento in cui si avvicina ad essa si sentono alcuni versi che i sottotitoli indicano essere di un cane, prima ancora di vederlo. Una piccolezza, certo, ma alla fine questi titoli sono belli proprio se curati nel dettaglio.

La demo di Forever Ago, seppur breve, riassume con praticità l’essenza della trama: una passeggiata nel viale dei ricordi, con conseguente ricerca di un nuovo scopo di vita e del “ritrovare sé stessi”. Seppur promosso a pieni voti, rimaniamo in cauta attesa dell’uscita il prossimo 8 ottobre, con aspettative più alte che mai.

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Videogiocatore, recensore e tenero amante.