Quando ti lanci a tutta velocità attraverso le strade di Tokyo in Forza Horizon 6, abbattendo cartelloni pubblicitari e scaraventando la tua auto attraverso vegetazione e ostacoli vari, potresti notare qualcosa di strano. Alcuni elementi del paesaggio restano ostinatamente intatti, immuni alla furia distruttiva del tuo bolide. Non si tratta di un bug o di una limitazione tecnica, ma di una scelta deliberata e culturalmente consapevole di Playground Games.
I giocatori che hanno potuto mettere le mani sull’early access della Premium Edition hanno rapidamente scoperto che templi, santuari e ciliegi in fiore sono completamente indistruttibili. Impossibile abbatterli, impossibile attraversarli, impossibile mancargli di rispetto. Una decisione che arriva dopo una controversia che ha scosso l’industria videoludica solo un anno fa, quando Assassin’s Creed Shadows si è trovato al centro di aspre polemiche in Giappone.
La questione con il titolo Ubisoft era esplosa proprio prima del lancio sul mercato nipponico. Scene che mostravano la distruzione di santuari religiosi e la profanazione di luoghi sacri avevano scatenato proteste veementi da parte del pubblico giapponese. La controversia era diventata talmente seria che se ne era discusso persino in parlamento. Ubisoft aveva dovuto correre ai ripari con una patch del day one, rendendo gli oggetti sacri indistruttibili e impedendo ai PNG disarmati di sanguinare quando attaccati all’interno di questi luoghi.

Playground Games ha imparato la lezione prima ancora che il problema si presentasse. Il design director Torben Ellert ha spiegato la filosofia dietro questa scelta in un’intervista a The Japan Times, rivelando un approccio che bilancia gameplay arcade e sensibilità culturale.
Quasi tutti gli alberi nel gioco possono essere abbattuti per garantire che l’attraversamento della mappa del mondo sia divertente e gratificante. Il senso di libertà totale è parte integrante dell’identità di Forza Horizon, quella sensazione di poter andare ovunque e fare qualsiasi cosa. Tuttavia, diverse tipologie di alberi fanno eccezione a questa regola, e i ciliegi in fiore sono in cima alla lista.
I sakura non sono semplici alberi nella cultura giapponese. Rappresentano la bellezza effimera dell’esistenza, il concetto di mono no aware, quella dolce malinconia di fronte alla transitorietà delle cose. La loro fioritura è un evento nazionale, celebrato con hanami, picnic sotto i petali rosa che cadono come neve. Renderli distruttibili sarebbe stato percepito come una mancanza di rispetto profonda verso un simbolo identitario del Giappone.

La stessa logica si applica ai templi e ai santuari. Ellert è chiaro: certi elementi culturali sono esclusi deliberatamente, in modo che i giocatori non siano nemmeno tentati di attraversare con i veicoli luoghi di importanza culturale. Non si tratta di limitare il divertimento, ma di inserire paletti invisibili che guidano il comportamento senza predicare.
Questo approccio proattivo potrebbe diventare uno standard per i titoli AAA ambientati in culture diverse da quella degli sviluppatori. Non si tratta di autocensura o di limitare la creatività, ma di esercitare quella sensibilità culturale che trasforma un buon gioco in un’esperienza rispettosa e consapevole.
I ciliegi in fiore di Forza Horizon 6 restano in piedi, magnifici e intatti, mentre sfrecci accanto a loro a 300 chilometri orari. Sono un promemoria silenzioso che anche nei mondi virtuali più sfrenati, alcuni confini meritano di essere rispettati.

