Wall Street ha vissuto venerdì sera uno di quei momenti che fanno storia. Il tipo di notizia che ti fa alzare lo sguardo dallo schermo, rileggere due volte e chiederti se hai capito bene. GameStop, sì proprio quella catena di negozi di videogiochi che tutti davano per spacciata, sta preparando un’offerta per acquistare eBay. Non una partnership, non una joint venture: un’acquisizione totale del colosso delle aste online, valutato circa 46 miliardi di dollari.

La reazione dei mercati è stata immediata e violenta. Le azioni di eBay sono schizzate oltre il 13% nel trading after-hours, mentre quelle di GameStop hanno registrato anch’esse un rally significativo. Quando il Wall Street Journal ha pubblicato la notizia in esclusiva, ha scatenato un terremoto che si è propagato attraverso tutti i forum finanziari, le chat room degli investitori e le redazioni di mezzo mondo.

Ma facciamo un passo indietro. Come diavolo ci siamo arrivati qui? GameStop, con una capitalizzazione di mercato di “appena” 11,8 miliardi di dollari prima della notizia, vuole ingoiare un’azienda quattro volte più grande. Sembra una follia, vero? Eppure c’è un nome che rende tutto improvvisamente meno folle: Ryan Cohen.

Cohen non è un nome qualunque nel mondo dell’e-commerce. È il fondatore di Chewy, il gigante online di prodotti per animali che ha rivoluzionato un settore considerato impossibile da digitalizzare. Ha venduto Chewy per miliardi, poi ha preso le redini di GameStop quando l’azienda era sul baratro, e l’ha trasformata in qualcosa di completamente diverso da quello che era. Non si tratta più solo di negozi fisici dove comprare Call of Duty in scatola: Cohen ha chiuso centinaia di punti vendita, ha puntato forte su collezionabili, trading card e oggetti da collezione, cercando di costruire un ecosistema che parlasse la lingua dei veri appassionati.

Ed è qui che il quadro inizia ad assumere contorni più nitidi. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, GameStop ha già iniziato ad accumulare azioni di eBay e pianifica di presentare un’offerta formale entro questo mese. L’obiettivo dichiarato è ambizioso quanto chiaro: fondere le due aziende per creare quello che Cohen definisce un “retail juggernaut”, un colosso commerciale capace di dominare nicchie specifiche ma redditizie.

Ed effettivamente ha senso, visto che GameStop ha già il suo pubblico: gamer, nerd, collezionisti di action figure, patiti delle carte Pokémon. eBay, dal canto suo, è da sempre il regno del collezionismo, del mercato dell’usato, delle edizioni limitate vendute a prezzi maggiorati proprio per la loro rarità. I due mondi non solo si sovrappongono: si completano. Un utente che compra una carta rara di Magic su eBay è probabilmente lo stesso che entra in un GameStop per accaparrarsi l’ultima Funko Pop in tiratura limitata.

Ma c’è anche l’elefante nella stanza: come può GameStop, un quarto delle dimensioni di eBay in termini di valore di mercato, permettersi questa acquisizione? Le fonti non hanno fornito dettagli sulla struttura finanziaria dell’operazione, ma è inevitabile pensare a una combinazione di debito, scambio azionario e probabilmente partner finanziari esterni.

Entrambe le aziende, va detto, arrivano a questo potenziale matrimonio con i loro problemi. GameStop ha dovuto reinventarsi completamente di fronte all’avanzata inarrestabile del download digitale, che ha reso obsoleto il modello delle copie fisiche. eBay, dopo anni di dominio incontrastato, ha visto Amazon divorarle quote di mercato e ha dovuto concentrarsi su segmenti più di nicchia: vintage, collezionismo, pezzi unici. Due aziende che, da sole, faticano ad adattarsi ai nuovi tempi. Insieme? Potrebbero diventare qualcosa di completamente nuovo.

Al momento della pubblicazione, né GameStop né eBay hanno risposto alle richieste di commento. Il silenzio delle parti coinvolte non fa che alimentare le speculazioni. Quello che è certo è che, se l’operazione dovesse andare in porto, saremmo di fronte a una delle acquisizioni più sorprendenti e controverse degli ultimi anni nel settore retail ed e-commerce. Non una big tech che compra una startup, non un gigante che consolida il mercato: ma un’azienda che fino a ieri molti consideravano un relitto del passato, pronta a rilanciarsi divorando un pezzo di storia di internet.

I prossimi giorni saranno cruciali. L’offerta dovrebbe materializzarsi entro fine maggio, secondo le indiscrezioni. Wall Street osserva, gli investitori retail sono in fibrillazione, e Ryan Cohen, come sempre, sta giocando la sua partita a scacchi, con l’esito finale ancora ignoto.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.