C’era una volta Gedonia, un open world RPG “classico” molto ambizioso. Progettato e pubblicato dal singolo dev Oleg Kazakov in quasi completa autonomia, ha permesso allo sviluppatore russo di farsi notare nel panorama indie dal 2022 a oggi, diventando il suo successo più importante. Non si tratta certamente di un capolavoro. Animazioni rigide, storia che a volte rompe l’immersione e una pulizia molto scarsa. È un titolo tecnicamente problematico, ma concettualmente efficace e magnetico con il suo focus sulla libera espressione del giocatore.

Tutt’ora sta ancora ricevendo aggiornamenti (anche se alcuni sono affidati a sviluppatori terzi anche alle prime prese con questo lavoro), proprio mentre Oleg è al lavoro sul sequel Gedonia 2. Un nuovo mondo che però non è più per un solo giocatore. Questa volta le cose vengono fatte in grande, proponendo un RPG cooperativo online fino a 4 giocatori che intende espandere largamente le fondamenta viste nel predecessore. I rischi ci sono e, trattandosi di un accesso anticipato attivo esclusivamente su PC, il tempo per affrontarli e risolvere ogni problema non manca. Ma in che stato si trova ora?

Una libertà da capire

Mago in Gedonia 2 si prepara a castare una magia contro un nemico

La bellezza di Gedonia si è sempre fatta vedere per il nocciolo dell’esperienza: un’avventura senza troppe linee guida dove lanciarsi alla scoperta di questo mondo e delle sue minacce può riservare grandi emozioni. Certo, non si tratta di un livello che possa competere con Skyrim; ciononostante, preserva connotati facilmente apprezzabili che trasmettono la passione infusa nel progetto.

Oleg ha una luce molto chiara in fondo a questo tunnel: missioni non troppo dirette e ambientazioni vaste e variegate. Componenti semplici che rispettano l’importanza dell’esplorazione, esprimendola quasi subdolamente e lasciando un effetto sorpresa in diverse occasioni. L’avventura continua tra nemici enormi, caverne, castelli, città, bestie di vario genere, senza una storia ancora ben definita ma con richiami al titolo precedente che potrebbero rendere quasi fondamentale l’aver giocato Gedonia.

Ci sono quindi ancora diverse incognite. Normale per un gioco in accesso anticipato, specie se si considera che Oleg sta operando senza supporto alcuno al momento. Già dopo 3-5 ore si nota quanto sia acerbo Gedonia 2, e non è un male. Da Steam si legge che l’uscita è prevista per il Q4 2027 “per portare il gioco al suo massimo potenziale”. Cosa si può pretendere di più?

La simpatia di Gedonia 2 basterà?

Un ruolo particolare lo ha sempre avuto la grafica: molto semplice, spesso grezza e cartoonesca. In un certo senso, con i suoi limiti Gedonia ha saputo vendersi piuttosto bene. Più si gioca e più si nota la sua pesante leggerezza, che riesce a intrecciarsi al tono bizzarro di storia e doppiaggio definendo un cuore tenero e danneggiato.

Trascorrendo anche pochi minuti in Gedonia 2 si nota molta più pulizia sotto ogni aspetto. Texture, modelli, effetti di luce e del meteo. La mappa è più dettagliata e gli ambienti sono più immersivi. Serve tuttavia più unicità, oltre a una serie di ritocchi per rimuovere la compenetrazione di più elementi. Il brio del titolo non è più sufficiente a elevarlo come accaduto nel primo capitolo, qua la qualità diventa un must date le premesse impostate dallo stesso Oleg, che potrebbero diventare un’arma a doppio taglio.

Evitare gli errori del passato

Sono proprio le aspettative di grandezza e le ambizioni dello sviluppatore russo a poter diventare un problema. Chi in passato ha riservato un angolo del proprio cuore a Gedonia, è già al corrente dei potenziali difetti tecnici e ludici. Ripetizione di asset, combattimenti noiosi a causa della IA nemica, glitch nelle conversazioni e nel crafting, problemi con i salvataggi e altro ancora. Se il primo titolo era un prato fiorito con diverse mine mal celate, il secondo al suo stato finale dovrà essere più responsivo, sperimentale al punto giusto, in grado di mostrare una forza tutta sua con gli stessi pregi del genitore ma con una cura maggiore. La formula può migliorare e deve farlo: del resto, rimarrà in uno stato embrionale per quasi due anni ancora proprio per questa ragione. Basta che l’esperienza faccia davvero da maestra.

Condividi.

Ex shoutcaster esport e giocatore semi-professionista di CS:GO e R6S, da diversi anni copywriter e editor tech/gaming. Ho scritto il libro "Il Nemico Comune" per Unicopli e mi occupo soprattutto di FPS, strategici e giochi indie, ma non dico mai di no ad altri generi. Ah, e se vuoi scoprire nuova musica chiedi pure, ho fin troppi consigli per te!