Il mercato dei videogiochi fisici continua a perdere terreno negli Stati Uniti e questa volta il dato assume un valore quasi storico. Secondo l’ultimo report di Circana relativo a luglio 2026, la spesa per i giochi in formato fisico è scesa al livello mensile più basso mai registrato dall’inizio delle rilevazioni nel 1995.
Parliamo di appena 85 milioni di dollari spesi in videogiochi fisici durante il mese. Un risultato che fotografa con particolare efficacia quanto rapidamente il mercato statunitense si stia spostando verso il digitale, nonostante le copie su disco e cartuccia continuino ad avere un peso molto diverso a seconda della piattaforma.
Il dato diventa ancora più significativo se inserito nel contesto degli ultimi anni. Già nel 2025 la spesa statunitense per i giochi fisici era scesa a circa 1,5 miliardi di dollari nell’intero anno, il livello più basso registrato in trent’anni. Nel periodo di dodici mesi terminato a giugno 2026, inoltre, negli Stati Uniti erano state vendute circa 37 milioni di copie fisiche, contro i 292 milioni dello stesso periodo terminato nel giugno 2009.

A mantenere in vita buona parte di questo mercato è soprattutto Nintendo. Nei primi sette mesi del 2026, le piattaforme Nintendo hanno rappresentato circa il 63% della spesa statunitense per i nuovi giochi fisici. PlayStation si è fermata intorno al 32%, mentre Xbox ha rappresentato poco più del 4%. Numeri che rendono ancora più evidente quanto il rapporto con il formato fisico sia ormai differente tra i tre ecosistemi. Nintendo continua a poter contare su una fetta di pubblico fortemente legata alle copie tradizionali, mentre su Xbox il mercato dei dischi è diventato ormai estremamente ridotto.
Proprio negli ultimi mesi il tema è tornato prepotentemente al centro della discussione. Microsoft sta lavorando a una funzione Disc-to-Digital che permetterebbe di collegare i giochi fisici a una licenza digitale, mentre Sony ha già delineato una strategia sempre più orientata verso la distribuzione digitale. Il problema, però, non riguarda soltanto i videogiochi su disco. Anche il mercato hardware statunitense ha vissuto un luglio particolarmente difficile.
La spesa per le console è scesa del 29% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, fermandosi a 282 milioni di dollari. Ancora più netto è il calo guardando alle unità effettivamente vendute, diminuite del 39% su base annua. Il confronto è certamente condizionato da quanto accaduto nel 2025, quando Nintendo Switch 2 era appena arrivata sul mercato e stava attraversando la fase iniziale della propria corsa commerciale. A pesare sulla situazione attuale, però, sarebbero anche gli aumenti dei prezzi dell’hardware e le difficoltà legate ai costi dei componenti.

Il prezzo medio pagato dagli utenti statunitensi per una console ha infatti raggiunto 542 dollari, un valore particolarmente elevato e inevitabilmente capace di incidere sulla quantità di hardware acquistato. Nonostante il calo rispetto al suo straordinario periodo di lancio, Nintendo Switch 2 è rimasta la console più venduta negli Stati Uniti durante luglio per numero di unità. PS5 ha invece conquistato il primo posto considerando i ricavi generati dalle vendite hardware.
Il quadro complessivo mostra quindi un mercato nel pieno di una trasformazione. Da una parte le copie fisiche hanno raggiunto un minimo che non si vedeva dall’inizio delle rilevazioni di Circana; dall’altra, console sempre più costose stanno rendendo più difficile mantenere elevati volumi di vendita dell’hardware. C’è però almeno un settore che continua a crescere: gli abbonamenti. La spesa per i servizi in abbonamento è aumentata del 6% rispetto a luglio 2025, rappresentando l’unica grande categoria di contenuti ad aver registrato una crescita nel mese.

Tra digitale, abbonamenti e hardware sempre più costoso, i numeri di luglio sembrano quindi raccontare molto bene la direzione verso cui si sta muovendo il mercato statunitense. E soprattutto mostrano quanto il tradizionale modello basato sulla vendita di console e giochi fisici sia cambiato rispetto anche soltanto a pochi anni fa.

