Nel corso degli anni i fan di God of War hanno spesso speculato su quale sarebbe stata la prossima mitologia esplorata dalla saga dopo la conclusione della trilogia greca. Con il reboot del 2018 la serie si è spostata verso la tradizione nordica, ma secondo nuove dichiarazioni di un ex sviluppatore l’idea di portare Kratos nell’antico Egitto era stata presa seriamente in considerazione durante la fase di sviluppo.
A parlarne è stato Tim Moss, programmatore originale della serie e in seguito direttore tecnologico di God of War III. Moss ha ricordato che, quando il team stava lavorando al reboot del 2018 come supporto allo sviluppo, le mitologie prese in esame erano principalmente due: quella egizia e quella norrena. Secondo il suo racconto, erano considerate le opzioni più naturali per continuare la saga dopo il ciclo narrativo ambientato nella Grecia antica.
Alla fine il team di Santa Monica Studio decise di puntare sulla mitologia norrena. La scelta fu motivata dal fatto che questo universo mitologico risultava “familiare ma non troppo familiare”: abbastanza noto da essere riconoscibile dal pubblico, ma allo stesso tempo meno sfruttato nei videogiochi rispetto ad altri contesti storici e culturali. Questa decisione portò alla creazione del nuovo arco narrativo inaugurato con God of War (2018) e proseguito poi con God of War Ragnarök.
Tuttavia, secondo Moss, l’idea di esplorare l’antico Egitto non sarebbe stata scartata definitivamente. Lo sviluppatore ha spiegato che il piano originale era probabilmente quello di affrontare la mitologia egizia “a un certo punto”, lasciando quindi aperta la possibilità che il franchise possa in futuro esplorare anche questo universo narrativo ricco di divinità e leggende.
Negli ultimi anni alcuni indizi hanno alimentato ulteriormente queste teorie. Alcuni appassionati e dataminer hanno infatti individuato nei file di God of War Ragnarök elementi che sembrano collegarsi all’immaginario egizio. Tra questi sarebbe stata scoperta una scena inutilizzata con un possibile compagno di viaggio per Atreus chiamato “Mau”, termine che nell’antico Egitto indicava il gatto ed era anche associato a una manifestazione del dio solare Ra.
Sebbene questi dettagli non confermino ufficialmente la direzione futura della serie, contribuiscono a rafforzare l’idea che il team abbia effettivamente preso in considerazione l’Egitto come possibile ambientazione. Per molti fan, un capitolo ambientato tra piramidi, divinità come Ra, Anubi o Osiride e nuove interpretazioni del mito potrebbe rappresentare una naturale evoluzione della saga.
Lo stesso Moss, però, ha dichiarato di non essere particolarmente preoccupato per il futuro del franchise. Guardando indietro al suo lavoro su God of War, lo sviluppatore si è detto soprattutto orgoglioso di aver contribuito alla creazione di una serie che considera destinata a durare nel tempo. Parlando della sua esperienza su God of War III, ha infatti affermato di essere felice di aver partecipato alla realizzazione di qualcosa che “probabilmente mi sopravviverà”.

