Per i gamer che apprezzano il golf, oggi le alternative disponibili non sono così tante. Tra anni Novanta e primi Duemila c’è stata un’esplosione grazie alle serie più sim/sportive PGA, Tiger Woods e Links; ma anche più arcade grazie a Mario Golf, Everybody’s Golf o persino la modalità di Wii Sports. Negli ultimi anni, invece, al netto di uscite indipendenti che danno qualche svolta allo sport, a spingerlo sono stati la serie PGA Tour 2K a cadenza biennale ed EA Sports PGA Tour.
Forse è proprio in quei lidi indipendenti che si può trovare qualche scelta insolita da apprezzare, e Golf 5 MAX cerca di dimostrarlo. Il team di AAA Game Studios ha già sperimentato la realtà virtuale rilasciando Golf5 eClub per Meta Quest, SteamVR e Pico, ottenendo molti apprezzamenti da parte degli sportivi su VR. La versione MAX potrebbe far pensare a un’esperienza altrettanto simulativa e immersiva; invece, l’esperienza si spinge più verso un divertimento retro alla Neo Turf Masters.
Giocabilità arcade…

Il titolo sviluppato da Nazca Corporation e pubblicato nel 1996 da SNK è una chiara ispirazione nell’esperienza di gioco vera e propria. La prima cosa da fare è scegliere un personaggio tra quelli disponibili, ciascuno con bonus e malus a determinate caratteristiche come precisione e potenza. Poi va scelta la modalità tra Classica, Arcade e Flash 3 Holes (giusto tre buche al volo per una sfida veloce). Si selezionano scenario, parametri della partita e si scende sul green.
Da qui in avanti Golf 5 MAX mostra l’essenza arcade, dato che tutto ciò che si deve fare è impostare il tiro per direzione, inclinazione, tipo di mazza, dove colpire la palla, e dare la potenza giusta. La precisione del colpo varia poi in base alle statistiche del golfista: migliori sono, minori sono le possibilità di errore. Tutto qua, il resto è la classica sequenza di colpi alla ricerca del par o, nei casi migliori, di birdie, eagle e magari un hole in one.
Il titolo è poi progettato sullo scheletro dell’alternativa VR, quindi ha un motore simulativo adeguato all’esperienza ibrida cercata da Antonio Marín (CEO e co-fondatore dello studio) e soci. Proprio Marín ha dichiarato che Golf 5 MAX vuole “ricreare quella tensione in stile arcade classico, con un tocco moderno”, e per diversi aspetti ci sta riuscendo.
…grafica realistica (o quasi)

Dove risulta fallire è nella qualità del terreno e dei modelli, inclusi quelli dei golfisti. L’uso di Unity si fa vedere nel suo aspetto grezzo, imperfetto, da rifinire sotto molti aspetti. La gestione della luce è anomala e si vede che i campi da gioco provengono dal mondo VR, dove con visore indosso la qualità mediocre risulta ancora accettabile e piacevole. Su uno schermo tradizionale, invece, mostra una serie di difetti abbastanza pesante.
In compenso, l’estetica arcade è iconica: riprende i design e gli effetti sonori degli anni Ottanta e li riporta in auge per un pubblico più giovane, applicando un tocco delizioso e nostalgico a un’esperienza sempreverde e di classe. Forse questa è la dimensione in cui Golf 5 MAX riesce a esprimersi meglio, al netto di alcuni font da modificare.
Quello che emerge da questa build da noi provata tra febbraio e marzo è che Golf 5 MAX non è ancora maturo. Ha dei punti interessanti che giocano a suo favore, ma richiede ancora lavoro. Servono aggiustamenti nelle animazioni, nei modelli, nel bilanciamento dei colori e dell’illuminazione. Dovessero mancare, l’unico modo per giudicare positivamente questo approccio grafico è riportando la mente al passato, impostandola con un setup “retro” – il che comunque rischierebbe di stonare infine con la modernità di Unity.
Golf 5 MAX ha un conflitto da risolvere
Arcade o moderno? Questo è il dilemma. Da un lato ci sono un gameplay e un’identità chiari e apprezzabili, manifestazione di un’idea solida alla radice che potrebbe inserirsi positivamente nel filone dei giochi di golf, soprattutto in questo periodo di magra. L’idea di seguire un percorso nel pantheon del golf con il filtro delle trasmissioni sportive degli anni ’80 è solida (anche se difficilmente pareggerà la magica essenza di Neo Turf Masters) e le modalità a disposizione saranno diverse, adeguate a sfide multigiocatore e competizioni online. Va anche considerata la natura ruolistica dei vari personaggi, con la possibilità di potenziare i punti statistica partita dopo partita, sbloccando al contempo set ufficiali di mazze Callaway.
Dall’altro, la realizzazione attuale pone un distacco evidente tra le due essenze, senza raggiungere la qualità sperata dall’ibrido prefissato e inseguito dal team. Per fortuna, AAA Game Studios prevede un esordio in Early Access, il che permetterà all’intero gruppo di ricevere feedback dalla community per capire cosa vogliono davvero gli utenti e verso che direzione muoversi. Il lancio è previsto per l’8 aprile 2026, quindi non manca molto. Verranno fatte le scelte appropriate?

