Anno 2001. Il mondo degli appassionati di GDR si è appena ripreso da una delusione cocentissima. Dopo anni di sviluppo e svariati litigi tra designer e programmatori, l’uscita di Ultima IX ha lasciato l’amaro in bocca a tutti i fan di Lord British, illusi da anni di attesa della prima, vera, avventura nelle terre di Britannia in 3D. È appunto in quel momento che una semisconosciuta software house chiamata Piranha Bytes lancia sul mercato il primo gioco della sua (non troppo, purtroppo) longeva storia: Gothic.

A ben venticinque anni da quel day one originario, siamo qui a mettere le mani su uno dei remake più attesi degli ultimi anni. Saranno dunque riusciti i ragazzi di Alkimia Interactive, sotto l’egida di THQ Nordic, a replicare la magia? Scopriamolo insieme.

The story, so far…

Il regno di Myrtana non conosce tranquillità o tregua. Sotto costante attacco da parte degli orchi, vede le fila di guerrieri, pronti ad affrontarli, perire per via di una evidente inferiorità bellica. La necessità di estrarre minerali per la costruzione delle armi, attività demandata costantemente agli schiavi, vede gli stessi scappare sistematicamente dalle miniere. Per interrompere questa diaspora, i maghi del regno di Myrtana si riuniscono per effettuare un incantesimo collettivo e costrure una barriera tesa ad impedire la fuga di detti schiavi.

Gothic Remake

Qualcosa, purtroppo, va storto ed ora tutto il regno si trova intrappolato in questa “bolla magica”. Spronati da questa situazione contingente, gli schiavi fanno fuori le guardie presenti in miniera e iniziano a dettare al re le condizioni per una continua fornitura di minerali. Il sovrano, malvolentieri, è costretto ad accettare questo ricatto, fornendo volta dopo volta beni di prima necessità ai minatori. Nel frattempo, il nostro alter ego fantasiosamente descritto come “eroe senza nome” viene buttato nelle miniere, in quanto ritenuto un criminale, trovandosi in contatto con una società tutt’altro che approssimativa, composta da ben tre campi base in cui la gerarchia è ben chiara e la lotta per la sopravvivenza è più che un semplice orpello.

Saremo dunque costretti a cercare una via di uscita da questa valle delle miniere, esplorando tutto il regno sotterraneo ed entrando in contatto, volta dopo volta, con i suoi pericolosi abitanti e, chissà se mai ci riusciremo, a trovare una via di fuga dalla barriera in cui ambo i regni sono intrappolati.

So far, so good…

Gothic Remake

Gothic Remake, in perfetta contiguità spirituale-stilistica con il suo diretto predecessore, viene a configurarsi come un GDR occidentale ambientato in un open world completamente esplorabile. Se oggi, nell’anno domini 2026, questo può sembrare scontato, nel 2001, anno di pubblicazione del diretto antesignano, tutto ciò era a dir poco rivoluzionario. Un mondo di gioco esplorabile orizzontalmente e verticalmente, senza limite alcuno, che non fosse la nostra capacità di sopravvivere alle insidie, sapientemente disposte, che resero (e che rendono tutt’ora) imperdibile questo capolavoro rispondente al nome di Gothic.

Si perchè, in un periodo in cui i Souls, e la loro snervante iper-difficoltà, erano ben lungi da venire (Demon’s Souls sarebbe arrivato “solo” nove anni dopo), il prodotto della neonata Piranha Bytes faceva della difficoltà di accesso la chiave di “selezione all’ingresso”. Una difficoltà ragionata e non irrazionale come quella dei Souls, ma non per questo meno punitiva, capace però di rendere appagante la progressione come pochi altri titoli prima.

Se pensate, infatti, di essere agevolati solo perchè principianti beh…avete sbagliato gioco. Gothic Remake tiene infatti altissimo il livello di sfida e, per quanto ben equipaggiati, una serie di azioni scriteriate segnerà inevitabilmente la fine della nostra esperienza di gioco. Ciononostante, saremo chiamati a esplorare ogni anfratto di gioco, combattendo quando necessario ed evitando quando possibile anche le più piccole creature, capaci di portarci però a un perentorio game over.

Un’esperienza, a oggi, ineguagliata

Gothic Remake

La chiusura di Piranha Bytes, avvenuta dopo la pubblicazione di Elex II nel bel mezzo dell’affair Embracer Group, ha lasciato il mondo videoludico orfano di una software house che, pur con tutti i suoi difetti, soprattutto di supporto e ottimizzazione dei giochi (si ricordano, ad imperitura memoria, le gigantesche community patch di Gothic II e III) aveva il “tocco magico” capace di consegnare prodotti grezzi pressoché immortali. I ragazzi di Alkimia Interactive, evidentemente, sono stati anche loro dei fan dei prodotti Piranha Bytes e la cosa si evince dal livello di sviluppo di questo Gothic Remake.

Ci troviamo, a tutti gli effetti, di fronte a un gigantesco atto di amore nei confronti dell’episodio (e della conseguente saga) originaria. Un tributo in cui nulla è stato lasciato al caso, rischiando di tranciare di netto il parco utenza palatabile scoraggiato da un livello di difficoltà inizialmente aberrante. Ma Alkimia Interactive non ha voluto fare sconti, favorendo un approccio ragionato e iterativo, fatto di morti ed esperienze di gioco, al fine di permettere una progressione organica atta a garantire un graduale inserimento nel mondo di gioco. Gothic Remake è, parimenti al suo diretto genitore, una avventura che va vissuta, non rushata o bruciata.

Gothic Remake rappresenta il trionfo dell’esperienza di gioco tout-court, a discapito della accessibilità. L’unico modo per affrontare indenni, o quasi, le peregrinazioni nel regno di Myrtana, è quello esperenziale: esperire, riuscire e far crescere il personaggio è tutto ciò che serve per ambientarsi e fare di Myrtana la propria casa virtuale, con le proprie regole e le proprie asperità.

Fedele anche nei difetti…

Gothic Remake

Gothic Remake è una esperienza ludica meravigliosa ma, ahinoi, non priva da difetti. Ho effettuato la prova di Gothic Remake su due differenti piattaforme, ottenendo risultati difformi ma, ahimè, i medesimi glitch e problemi. PC e Xbox Series X sono state le piattaforme di riferimento, nel mio caso. Mentre sul mio PC, al netto di qualche sporadico rallentamento, l’esperienza di gioco risultava fluida ed assolutamente godibile (va pur detto che dalla configurazione di gioco – 9950X3D, 96GB RAM, 5070TI 16GB – non mi attendevo nulla di diverso), la versione Xbox Series X è un poutpourri di problematiche grafiche.

Manca infatti completamente la possibilità di selezionare, come in molti altri titoli, la modalità grafica “prestazioni o qualità”: ciononostante, il framerate scende spesso sotto i 30fps, cosa non accettabile per un gioco graficamente non pretenzioso, pur se basato su Unreal Engine 5. Le recenti patch hanno provato a mettere una pezza a questa problematica mediante il framerate unlock, rilasciato in maniera “sperimentale” su Xbox Series X/PlayStation 5. Eppure, al netto di un evidente miglioramento, ho ravvisato più di qualche crash: la strada per l’ottimizzazione è ben lunga da percorrere, a quanto pare. Al netto di un comparto grafico soddisfacente, ma che non fa gridare al miracolo, Gothic Remake presta il fianco a un evidente fenomeno di clipping e a immancabili compenetrazioni poligonali – che sia anche questo un enorme livello di fedeltà al prodotto originario?

Gothic Remake rimane dunque una esperienza appagante e imperdibile ma, almeno al momento, vessata da palesi difetti di gioventù.

IL VERDETTO FINALE

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Un ritorno a casa, imperfetto ma con stile.

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