A poco più di due anni dal debutto dell’action RPG di Cygames, Granblue Fantasy: Relink Endless Ragnarok si presenta come un’espansione strutturale imponente, legata a doppio filo all’Aggiornamento 2.0. Lo studio di sviluppo ha mirato a scardinare la ripetitività del late-game originario, riscrivendo daccapo il funzionamento di quei soft-cap che bloccavano l’efficacia delle build avanzate

Questa recensione analizza l’offerta contenutistica della produzione in questa sua seconda veste: sviscereremo le rifiniture applicate al combat system valutandone l’impatto sul bilanciamento, senza trascurare le novità del roster e le nuove modalità. Proprio queste ultime forniscono una marcia in più all’esperienza, al punto che la nuova opzione roguelike è ormai addirittura una delle mie nuove preferite, a mani basse.

L’Apocalisse di Zegagrande

Granblue Fantasy: Relink Endless Ragnarok

L’arco narrativo di questa espansione si colloca subito dopo la conclusione delle vicende principali nella Contrada celeste di Zegagrande. Va da sé, ci pare evidente ma non si sa mai, che senza arrivare alla conclusione del titolo base, non si può accedere a Ragnarok.

Gli sviluppatori hanno scelto di ripartire dal vuoto di potere e dalle anomalie magnetiche lasciate dal collasso dei piani di Lilith: questa fragilità strutturale dei cieli attira i Ragnatherion, entità colossali che la mitologia celeste associa alla fine dei tempi. La minaccia si fa tangibile attraverso alterazioni meteorologiche improvvise che colpiscono gli hub storici, mentre nell’ombra si muove la figura di Beelzebub, pronto a sfruttare il caos.

La campagna principale si attesta sulle sei ore, ma è una durata “fallace”, perché non tiene conto della tostaggine di alcune sfide, e del fatto che anche essendo iper equipaggiati dal gioco base, non si scappa da un bel po’ di grinding e tentativi falliti. Il ritmo rimane perciò il medesimo, ma potenziato, del passato: incalzante, alternando dialoghi di approfondimento a battaglie campali spettacolari. Chi preferisce un approccio rilassato può contare sulla rinnovata Modalità Assistita, che automatizza le schivate e semplifica le combo, azzerando la frustrazione nei passaggi più caotici.

Una volta raggiunti i titoli di coda la prospettiva cambia: pensavate di aver visto tutto? Che i nemici già di per sè più cattivi del titolo base fossero il cap? Beh, Ragnarok sembra dirci proprio questo: non esiste alcun cap. Il gioco, nell’endgame, abbandona così ogni forma anche solo accennata di indulgenza e introduce una sequenza di incarichi progettati per testare la coordinazione del gruppo e la precisione delle build, con violenza e cattiveria. I nuovi livelli di allerta richiedono uno studio ancor più attento dei pattern d’attacco dei boss, che cambiano fase repentinamente, coprono l’arena di attacchi ad area e puniscono ogni distrazione nel posizionamento o nel tempismo delle schivate.

Granblue Fantasy: Relink Endless Ragnarok

In questa cornice si inseriscono i nuovi personaggi giocabili, integrati nel roster con stili di combattimento differenziati. I nostri preferiti sono essenzialmente 3: Beatrix, che si presenta con un gameplay incentrato sulla gestione del rischio. La sua spada infligge danni speculari alla salute persa, spingendo a mantenere l’energia vitale vicino alla soglia critica per attivare i buff del sistema Naydle, che premiano l’audacia con una rapidità d’esecuzione straordinaria.

Fraux porta sul campo le carte dell’Arcarum. Il suo stile si basa sull’interazione: l’attivazione delle abilità evoca l’entità The Devil per eseguire attacchi di fuoco ad area e applicare status alterati unici. Gestire i suoi tempi di recupero richiede precisione, specie quando si tenta di estendere i debuff sui bersagli principali.

A chiudere il cerchio c’è Fediel, baluardo di elemento Oscurità che controlla il territorio attraverso barriere e zone di miasma. Generando un campo protettivo attorno ai compagni, Fediel ne aumenta il potenziale d’attacco a scapito di una costante riduzione della salute, creando una sinergia eccezionale con i personaggi che beneficiano degli stati di crisi energetica.

Il Combat System 2.0

Granblue Fantasy: Relink Endless Ragnarok

La ristrutturazione profonda della gestione dei danni e delle risonanze d’attacco rappresenta l’intervento tecnico più importante di questa patch. Nel titolo originale ci si scontrava, infatti, abbastanza rapidamente con un limite insormontabile: il famigerato tetto dei danni (damage cap). Una volta ottimizzati i sigilli base, accumulare ulteriori statistiche di attacco diventava inutile, poiché il motore di gioco troncava qualsiasi valore eccedente. Con la versione 2.0, l’architettura dei calcoli subisce una profonda revisione: gli sviluppatori hanno inserito algoritmi di moltiplicazione dinamica che permettono alle statistiche di sfondare i vecchi limiti a fronte di precise condizioni di gioco, restituendo valore strategico a configurazioni dell’equipaggiamento che in precedenza avreste forse scartato.

I nuovi Tratti Maestria (Master Traits), nello specifico, aprono le porte a una personalizzazione più flessibile: questi attributi agiscono come modificatori condizionali, alterando lo stile di gioco dei singoli guerrieri in base all’andamento dello scontro. Pad alla mano, l’evoluzione di Rackham, per esempio, è lampante, poiché al raggiungimento del massimo livello di calore, il danno dei suoi colpi base subisce un incremento del 20% e, al contempo, il sistema attiva una probabilità algoritmica di ridurre i tempi di recupero di tutte le abilità attive, trasformandolo in una sorgente di danni costanti in mobilità. Ogni eroe in realtà beneficia, più o meno, di un trattamento simile, con nodi di specializzazione che premiano lo stile proattivo e spingono a studiare sinergie un tempo irrealizzabili.

A questa meccanica si affianca la Trascendenza delle Armi, un impegnativo percorso di progressione endgame ideato per rivitalizzare la ricerca delle risorse nei livelli più alti. Il sistema richiede il reperimento di materiali unici, custoditi all’interno delle arene più ostiche del gioco (eccolo qua, che vi dicevo: il grinding). Bisogna ricalibrare i nodi delle proprie armi per sbloccare perk esclusivi, come la riduzione dei danni da status o l’estensione dei frame di invulnerabilità. Senza queste modifiche strutturali alla griglia, sopravvivere ai picchi di danno dei tier Maniaco e Fiero diventa un’impresa quasi impossibile.

Evoquarzi e Raffica Primordiale

Il ritmo dei combattimenti in tempo reale viene infine scosso da altri due elementi inediti, legati alle offensive di gruppo. Il primo sono gli Evoquarzi (Evoquartz), che occupano uno slot inedito nel loadout dei personaggi. Durante la battaglia, le azioni offensive e difensive caricano un indicatore dedicato, al cui riempimento completo si possono richiamare le Bestie Primordiali direttamente sul campo attraverso il supporto di Lyria. L’intervento di queste creature altera i valori di stordimento dell’avversario e applica alterazioni di stato uniche, offrendo una preziosa finestra di respiro per riorganizzare la squadra o riposizionare i combattenti più fragili.

La seconda novità è la Raffica Primordiale (Primordial Burst), evoluzione della classica Raffica a catena. Per attivarla, i quattro membri della squadra devono inanellare le proprie Skybound Arts rispettando una finestra temporale ridottissima; il tempismo perfetto genera un attacco d’area combinato che evoca un’entità celestiale in grado di infliggere danni massicci. Saper padroneggiare questa sequenza è indispensabile contro i boss dell’espansione: queste creature mostrano una notevole resistenza alle interruzioni e tendono a rimanere in modalità Overdrive per quasi tutta la durata del combattimento, rendendo la Raffica Primordiale lo strumento principale per forzare lo stato di Break e arrestare i loro pattern d’attacco più letali.

Come cambia il loop ludico?

La transizione dalle vecchie regole mostra una filosofia ancor più strategica e raffinata di prima nella gestione delle build e delle strategie di squadra: se nel gioco base la progressione dell’equipaggiamento subiva un brusco arresto per via dei limiti rigidi sul danno massimo, i nuovi Tratti Maestria condizionali e gli slot dedicati sbloccano finalmente l’efficacia dei potenziamenti da questo tetto piatto. La modifica incentiva quindi la sperimentazione e la specializzazione dei singoli guerrieri a seconda del mostro affrontato.

Anche le fasi conclusive dei combattimenti cambiano registro: l’attivazione classica della Raffica a catena generava un’esplosione elementale predeterminata, calcolata solo sulle caratteristiche del primo compagno che avviava la sequenza. Con la Raffica Primordiale, invece, la chiusura della catena vede l’intervento attivo delle evocazioni, con un moltiplicatore di danno che aumenta sensibilmente e offre uno strumento tattico per interrompere le sequenze d’attacco più pericolose dei boss.

Questa stratificazione delle regole si riflette, poi, anche sulla progressione quotidiana. Il ciclo tradizionale del fine gioco costringeva a sessioni ripetitive focalizzate su pochissimi mostri specifici, polarizzando la community verso determinati raid e svuotando i livelli di difficoltà intermedi. E infine, l’integrazione della modalità procedurale, denominata The Conflux, inserisce un’alternativa basata su cicli in solitaria: la presenza di arene mutevoli e malus ambientali restituisce freschezza al loop di gioco, garantendo l’accesso ai materiali per la Trascendenza anche a chi preferisce giocare con i compagni controllati dall’intelligenza artificiale.

La Nuova Modalità Roguelike: The Conflux

La vera novità dell’espansione risiede quindi nel tentativo di risolvere uno dei problemi più sentiti dalla community fin dal lancio: la forte polarizzazione del matchmaking. Nel gioco originale, la progressione cooperativa tendeva a concentrarsi su pochissime missioni remunerative, svuotando i canali di ricerca per tutti i gradi di difficoltà intermedi e costringendo i giocatori a un loop ripetitivo; legato all’ottenimento, quasi obbligatorio per giocare, di gear massimizzato e quindi a un monte ore elevatissimo fatto di pesante grinding. La risposta degli sviluppatori si concretizza nel The Conflux, una formula roguelike pensata per essere affrontata in solitaria. Questa deviazione dalle dinamiche standard si articola attraverso una struttura a scalata, divisa in tre cicli principali d’intensità crescente.

Entrando nel The Conflux, il party affronta una successione di stanze e arene generate proceduralmente. All’inizio di ogni piano, il gioco applica modificatori d’ambiente e malus temporanei ai personaggi, come la riduzione della barra di stordimento, l’inibizione di determinati elementi o l’attivazione di status alterati passivi, così come tutti i power up e nuovi gear: tutto casuale. Il completamento delle singole stanze permette infatti di scegliere bonus temporanei e potenziamenti applicabili solo per la durata della corsa, spingendo ad adattare la condotta di gara e l’uso delle abilità stanza dopo stanza.

La modalità offre una preziosa valvola di sfogo per chi non intende spendere ore a calcolare le percentuali dei sigilli o a ottimizzare ogni singolo nodo della Trascendenza, perché la struttura rogue dei bonus procedurali permette di divertirsi con il fato, prima che con la calcolatrice. Inoltre, accumulando i potenziamenti temporanei piano dopo piano, anche una build non perfetta può raggiungere vette di potenza notevoli, regalando la soddisfazione di infliggere danni colossali e di affrontare i boss più imponenti dell’espansione senza l’obbligo del grinding preventivo.

Questo approccio cambia la percezione della sfida e dilata l’accessibilità dell’endgame, perché la progressione non è più legata solo al tempo investito nei menu di personalizzazione, ma si sposta sull’abilità di adattarsi ai modificatori casuali e di sfruttare le sinergie temporanee offerte dal percorso. Chi aveva abbandonato il titolo originale a causa della barriera numerica imposta dai tier di difficoltà più alti troverà dunque in Ragnarok e nello specifico in The Conflux un ecosistema più dinamico, meno inaccessibile e più “mordi e fuggi”, dove l’azione immediata sostituisce lo studio teorico delle statistiche.

L’introduzione di questa variante garantisce dunque una vera, seconda giovinezza al titolo di Cygames, offrendo un’alternativa concreta alla rigida struttura a missioni singole che caratterizzava l’esperienza originale.

Comparto Tecnico e Performance

Il debutto dell’espansione avviene in concomitanza con il lancio di Nintendo Switch 2, piattaforma che può fregiarsi di una versione nativa ottimizzata per l’hardware della console di ottima fattura. Sulle versioni PC (quella che abbiamo provato noi) e PlayStation 5 (sia Standard che Pro) il motore grafico garantisce ovviamente prestazioni superiori, con un frame rate ancorato ai 60 fotogrammi al secondo, e picchi superiori su computer e tecniche di campionamento avanzate sulla console di metà generazione Sony. I tempi di caricamento rimangono ridotti al minimo e la gestione degli asset particellari durante le Raffice Primordiali a quattro giocatori non mostra colli di bottiglia sulla CPU.

L’ottimizzazione per Nintendo Switch 2, però, mostra comunque un lavoro solido sotto il profilo visivo, preservando la pulizia dell’estetica anime e introducendo l’opzione per il gioco cooperativo in locale. Sul piano delle prestazioni, la console si assesta su un target di 30 fps stabili sia in modalità Docked che Handheld. La riprogettazione dell’interfaccia utente legata all’inventario merita una menzione positiva: l’introduzione di filtri automatici per lo smantellamento e l’ordinamento rapido dei sigilli riduce i tempi morti nei menu, un accorgimento utile considerando la quantità di loot che i nuovi tier di difficoltà riversano sul terreno di gioco.

Ricordiamo, in chiusura, che c’è il crossplay, quindi non preoccupatevi se avete amici con l’una o l’altra versione: potete giocare insieme e senza cali prestazionali o vincoli.

Giudizio Finale

Granblue Fantasy: Relink Endless Ragnarok si dimostra una profonda evoluzione strutturale del gioco base: un ottimo DLC e un approfondimento, un’espansione nel vero senso della parola capace di rinsaldare l’ossatura stessa dell’action RPG di Cygames, senza però irrigidirlo, tutt’altro. Il merito principale dell’operazione risiede nella capacità di ascoltare le critiche della community, e nello sforzo, premiatissimo, nell’inserire una variante meccanica del tutto nuova, roguelike, che scardina la monotonia del matchmaking tradizionale.

Inoltre, le rifiniture applicate al calcolo dei danni, la verticalità introdotta dalla Trascendenza e la profondità tattica garantita dagli Evoquarzi rendono definitivo un combat system già di base eccellente, con un sistema che ora premia l’improvvisazione e la coordinazione sul campo in modo ancora più netto. L’espansione si rivela un acquisto fondamentale per chiunque abbia sviscerato il titolo base e consegna ai giocatori un ecosistema di gioco maturo e stratificato, in grado di soddisfare la fame di sfida hardcore e il desiderio di un divertimento più agile e disimpegnato. Su Switch 2 più che ovunque, grazie alla portatilità che si sposa benissimo con le missioni “mordi e fuggi”.

Di fatto, quindi, se già prima dell’update Granblue era per me un ARPG quasi criminalmente sottovalutato dai più, con Ragnarok raggiunge e supera altri titoli più blasonati della concorrenza, consegnando un pacchetto completo e complesso, bello a vedersi e soddisfacente da giocare ai posteri. Un must, senza più alcun dubbio, del suo genere.

IL VERDETTO

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Già da prima, ora di più: uno dei migliori ARPG degli anni 2000.

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