In GTA 6 rapinare un negozio o organizzare un colpo non servirà soltanto ad accumulare qualche dollaro extra. Rockstar Games sembra infatti aver costruito un vero sistema di attività criminali con livelli di rischio, complessità e ricompense differenti, destinato ad accompagnare Jason e Lucia anche tra una missione principale e l’altra.
Nuovi dettagli sono emersi dopo la presentazione estesa di Grand Theft Auto 6 e le sessioni hands-off organizzate da Rockstar North per alcuni membri della stampa. Rob Nelson, co-studio head dello sviluppatore, ha spiegato che le rapine rappresenteranno una parte molto importante di ciò che i giocatori potranno e, in alcuni casi, dovranno fare durante l’esplorazione libera. Non tutte le attività avranno però la stessa portata. Alla base troviamo i piccoli colpi ai danni delle attività commerciali sparse per Leonida: minimarket, negozi, banchi dei pegni e altri esercizi potranno diventare bersagli relativamente semplici, con guadagni nell’ordine di qualche migliaio di dollari.
L’aspetto interessante è che molte di queste opportunità non saranno necessariamente indicate sulla mappa. Il giocatore potrà semplicemente entrare in un’attività e decidere di tentare una rapina, oppure scoprire determinate occasioni esplorando il mondo. Rockstar vuole infatti allontanarsi il più possibile dalla sensazione di trovarsi davanti a una lista di attività secondarie da completare una dopo l’altra. Nelson ha raccontato che durante una dimostrazione stava guidando verso un banco dei pegni quando Jason ha improvvisamente suggerito di occuparsi di un altro lavoro individuato lungo il percorso, convincendolo a cambiare completamente programma.

Ci saranno anche opportunità più strutturate, come assalti ai furgoni portavalori e ai veicoli blindati, una sorta di passaggio intermedio tra i piccoli colpi e le rapine più elaborate. Salendo ulteriormente di livello entreranno invece in gioco gioiellerie e banche. L’Extended Look ha già mostrato Jason e Lucia impegnati in diversi colpi, comprese rapine a negozi e gioiellerie, e le informazioni raccolte durante le dimostrazioni parlano di attività che potranno richiedere maggiore preparazione, strumenti specifici e la ricerca di codici o altri sistemi per accedere alle aree più protette.
Non basterà quindi sempre puntare un’arma contro il primo NPC disponibile e correre verso l’uscita. In una delle dimostrazioni, ad esempio, il giocatore doveva trovare il codice necessario per aprire una cassaforte mentre cercava contemporaneamente di evitare che le telecamere di sicurezza fornissero alla polizia una descrizione utile. Ed è proprio qui che il nuovo sistema delle rapine sembra intrecciarsi con altre meccaniche di GTA 6. Le forze dell’ordine potranno infatti raccogliere informazioni sull’aspetto di Jason e Lucia, sui vestiti indossati, sui veicoli utilizzati e sulla presenza di eventuali complici. Una rapina apparentemente semplice potrebbe quindi trasformarsi rapidamente in qualcosa di molto più complicato nel caso in cui qualcuno riesca a dare l’allarme.
Ai livelli più alti dovrebbero poi esserci i raid contro compound e strutture controllate da gang o altre organizzazioni criminali. Si tratterà inevitabilmente di bersagli più pericolosi, considerando che al loro interno non si troveranno semplicemente civili o guardie di sicurezza. L’esistenza di questo genere di attività è confermata anche dall’Ultimate Edition di GTA 6. Tra i contenuti aggiuntivi compare infatti il PTT Youngin$ Compound, un’area appartenente a una gang di Southside Vice City che potrà essere assaltata per ottenere oggetti speciali e contrabbando. Rockstar lo descrive esplicitamente come un compound da razziare prima di riuscire a fuggire con il bottino.

Il sistema sembra dunque costruito attorno a una progressione molto naturale: si può iniziare con piccoli negozi e colpi improvvisati, per poi affrontare bersagli sempre più remunerativi e complessi. Ma la vera differenza rispetto al passato potrebbe essere rappresentata dal ruolo del denaro nella campagna. Rockstar ha infatti spiegato che alcune missioni della storia richiederanno di aver accumulato determinate somme prima di poter essere affrontate. In altre parole, le attività criminali nel mondo aperto non saranno soltanto distrazioni facoltative: in determinati momenti Jason e Lucia dovranno mettere insieme abbastanza denaro per poter proseguire.
Questo potrebbe rendere l’economia di GTA 6 molto più centrale rispetto a quella di GTA 5, dove dopo una certa fase della storia il denaro tendeva rapidamente a perdere gran parte del proprio peso.
La scelta sembra inoltre perfettamente coerente con la storia dei due protagonisti. Jason e Lucia iniziano la loro avventura come criminali relativamente piccoli, prima che un colpo apparentemente semplice li trascini all’interno di una cospirazione molto più grande che attraversa l’intero stato di Leonida. Anche la crescita economica dei personaggi potrebbe quindi accompagnare quella narrativa.
Rockstar sembra soprattutto voler evitare un open world costruito esclusivamente intorno alle icone. Nelson ha spiegato che alcune opportunità potranno essere scoperte semplicemente ascoltando ciò che accade intorno ai protagonisti: qualcuno potrebbe parlare di un potenziale bersaglio, un personaggio potrebbe offrire una dritta in cambio di un favore oppure Jason e Lucia potrebbero imbattersi casualmente in una situazione interessante durante uno spostamento.
È un approccio che ricorda alcuni dei sistemi emergenti di Red Dead Redemption 2, ma applicato questa volta alla vita criminale di Vice City. E considerando quanto Rockstar sembri voler legare denaro, rapine, sistema di ricerca e progressione narrativa, in GTA 6 il crimine potrebbe finalmente tornare a essere qualcosa di più di un semplice pretesto per provocare caos nel mondo aperto: potrebbe diventare uno dei sistemi attorno ai quali ruota buona parte dell’intera esperienza.

