Non basterà costruire una Vice City enorme se poi le sue strade sembreranno popolate sempre dalle stesse persone. Rockstar Games sembra esserne perfettamente consapevole e, proprio per questo, GTA 6 farà un enorme passo avanti anche nella realizzazione degli NPC, uno degli elementi fondamentali per rendere credibile il nuovo mondo di gioco.

Nel lungo approfondimento pubblicato da Dazed, realizzato parlando direttamente con numerosi membri del team, Rockstar ha infatti svelato di aver costruito per GTA 6 la popolazione di personaggi più varia e dettagliata mai apparsa in un suo gioco.

E non si parla semplicemente di aumentare il numero di volti differenti che incontreremo per strada. Età, altezza, corporatura, vestiti e caratteristiche fisiche varieranno sensibilmente da un abitante all’altro, arrivando a comprendere tatuaggi, piercing e persino segni di interventi di chirurgia estetica.

L’obiettivo è fare in modo che passeggiare per Vice City restituisca realmente l’impressione di trovarsi in mezzo a una popolazione eterogenea. Non sorprende che Rockstar abbia scelto ancora una volta Miami e la Florida come principale fonte d’ispirazione per Leonida: Rob Nelson, head of development e co-studio head di Rockstar North, ha ricordato come quella regione ospiti una delle popolazioni culturalmente più diverse e interessanti al mondo.

Proprio questa varietà ha richiesto un lavoro tecnologico specifico. Jamie-Lee Lloyd, senior art director responsabile dei personaggi, ha spiegato che Rockstar ha sviluppato nuovi strumenti e nuove pipeline per riuscire a raggiungere il livello desiderato.

“Per dare vita a questa diversità all’interno del gioco, abbiamo sviluppato nuovi strumenti e pipeline che ci hanno permesso di costruire la popolazione di personaggi più dettagliata e varia che abbiamo mai creato”.

Ma l’aspetto estetico rappresenta soltanto una parte del lavoro. Secondo Lloyd, perché un abitante di Leonida possa apparire davvero credibile bisogna considerare contemporaneamente il suo aspetto, il modo in cui si muove, quello in cui interagisce con ciò che lo circonda e persino come esprime la propria personalità. Un risultato che ha richiesto la collaborazione di numerosi reparti differenti.

La cosa probabilmente più interessante è che questa varietà non sarà distribuita casualmente sulla mappa. Ogni zona di Leonida avrà una propria identità anche attraverso le persone che la abitano. Passeggiando per Little Cuba, ad esempio, incontreremo una popolazione differente rispetto a quella che potremo trovare nelle zone selvagge attorno al Mount Kalaga National Park. Vestiti, corporature, look e stile generale degli NPC saranno quindi adattati al luogo in cui si trovano, cercando di rifletterne cultura e caratteristiche sociali.

GTA 6
GTA 6, fonte: Rockstar Games

Un lavoro particolarmente evidente sul fronte dell’abbigliamento. La stylist Jillian Carr collabora con Rockstar dal 2023 per costruire quello che viene definito un vero e proprio “ecosistema della moda”, pensato per rappresentare differenze di gusto, stile di vita, ricchezza e individualità.

Vice City viene descritta dalla stessa Carr come una città profondamente legata alla vanità, dove social network, celebrità e turismo influenzano continuamente il modo in cui le persone vogliono apparire. Rockstar vuole trasferire proprio questa caratteristica all’interno del gioco, facendo sì che anche la moda contribuisca a raccontare chi sono gli abitanti che incontriamo.

Per raggiungere questo livello di dettaglio, lo studio ha investito risorse enormi. Dazed rivela infatti che Rockstar dispone oggi di una divisione a Los Angeles dedicata quasi esclusivamente alla realizzazione dei pedoni di GTA 6. Un’indicazione piuttosto eloquente della quantità di lavoro necessaria per popolare un mondo delle dimensioni di Leonida.

GTA 6
GTA 6, fonte: Rockstar Games

E l’attenzione non si fermerà all’aspetto degli NPC. Rockstar vuole che il mondo reagisca in maniera molto più credibile alle nostre azioni. Girare tranquillamente per strada con un fucile bene in vista, ad esempio, non sarà più qualcosa che i passanti ignoreranno facilmente: le persone potranno accorgersene, commentare ciò che stiamo facendo e reagire alla situazione.

È proprio qui che emerge probabilmente la vera ambizione di Rockstar. Lo studio non vuole soltanto riempire le strade con modelli più belli o più numerosi, ma ridurre il più possibile quella sensazione di trovarsi davanti ai classici personaggi di sfondo di un videogioco. Per farlo, il team ha trascorso anni a studiare Miami e le aree circostanti, incontrando persone provenienti dagli ambienti più diversi per comprendere meglio la cultura locale e costruire una Leonida credibile. Rockstar ha inoltre coinvolto più di 50 veri street artist per realizzare i murales presenti nel gioco, mentre persino il lavoro sulla guida dei veicoli ha potuto contare sull’esperienza di piloti professionisti.

Sono dettagli che, presi singolarmente, potrebbero sembrare quasi marginali in un progetto delle dimensioni di GTA 6. Messi tutti insieme, però, spiegano meglio ciò che Rockstar sta cercando di ottenere: non semplicemente una mappa più grande, ma un luogo nel quale ogni quartiere e persino le persone che incontriamo possano avere una propria identità riconoscibile. Dopo Red Dead Redemption 2, il riferimento interno sembra quindi essersi spostato ancora più avanti. Rockstar sostiene di aver realizzato la popolazione più varia e dettagliata della propria storia: tra pochi mesi scopriremo se camminare tra le strade affollate di Vice City riuscirà davvero a farci dimenticare, almeno per qualche istante, che tutte quelle persone sono soltanto NPC.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.