L’attesa per il nuovo capitolo della saga di Grand Theft Auto continua a crescere, ma nelle ultime ore è emerso un indizio che potrebbe cambiare completamente il modo di giocarlo. Rockstar Games starebbe infatti lavorando a una piattaforma sempre più avanzata per i contenuti creati dagli utenti in GTA 6. L’idea non è solo migliorare il modding, ma trasformarlo in un pilastro centrale dell’esperienza. Il risultato? Un ecosistema che ricorda da vicino quello di Roblox. E questa volta, la rivoluzione potrebbe coinvolgere anche le console.

Negli ultimi mesi, Rockstar ha rafforzato il proprio team dedicato alla “Creator Platform”, ovvero l’infrastruttura che gestisce progetti come FiveM e RedM, piattaforme già note per permettere ai giocatori di creare server personalizzati e modalità di gioco alternative. L’acquisizione del team Cfx.re, responsabile di questi strumenti, è stata il primo passo verso una strategia più ampia: rendere ufficiale e strutturato il mondo del modding.

Un annuncio di lavoro per la sede di Rockstar North a Edimburgo, cuore dello sviluppo di GTA 6, ha acceso ulteriormente l’attenzione. Tra i requisiti richiesti ai candidati spicca l’esperienza nella pubblicazione di giochi sia su PC che su console, in particolare PlayStation e Xbox. Questo dettaglio suggerisce che gli strumenti per creare contenuti potrebbero arrivare anche su console, superando i limiti attuali, dove il modding è quasi esclusivamente legato al PC.

GTA 6
GTA 6, fonte: Rockstar Games

Parallelamente, Rockstar cerca figure con una profonda conoscenza delle piattaforme basate sui creator, come Fortnite, TikTok, YouTube e Twitch. Questo indica una direzione chiara: non si tratta solo di creare mod, ma di costruire un ecosistema dove i contenuti degli utenti diventano centrali, condivisibili e potenzialmente monetizzabili.

Già oggi, il Cfx Marketplace consente di vendere contenuti creati dagli utenti, come skin e script, utilizzabili nelle versioni modificate di GTA V e Red Dead Redemption 2 su PC. Si tratta di una sorta di economia parallela, autorizzata da Rockstar, che vive accanto ai server ufficiali. Tuttavia, rispetto a Roblox — dove l’intero gioco è costruito attorno ai contenuti degli utenti — il modello Rockstar è stato finora più “separato”.

Le nuove assunzioni e i riferimenti a una possibile infrastruttura futura (talvolta indicata come “SixM”) suggeriscono però un’evoluzione: i contenuti creati dagli utenti potrebbero essere integrati direttamente nella versione commerciale di GTA 6, diventando parte dell’esperienza principale e non solo un’aggiunta esterna.

Jason di GTA 6
Jason di GTA 6, fonte: Rockstar Games

Restano ancora molte domande aperte: questi strumenti saranno disponibili fin dal lancio? Saranno limitati al PC o arriveranno davvero su console? E soprattutto, Rockstar manterrà un controllo rigido o lascerà spazio a una creatività più libera, simile a quella di Roblox?

Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma una cosa è chiara: l’idea di trasformare Grand Theft Auto 6 in una piattaforma viva, in continua evoluzione grazie ai giocatori, non è più fantascienza. È una direzione concreta, che potrebbe ridefinire il futuro della serie.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.