L’uscita di GTA 6 sarà probabilmente uno degli eventi più importanti nella storia di Rockstar Games, ma per chi lavora al progetto il 19 novembre non rappresenterà affatto la fine del viaggio. Anzi, Take-Two sembra avere programmi molto diversi da quelli che negli ultimi anni abbiamo visto adottare da numerose aziende dell’industria videoludica.
Strauss Zelnick, CEO della compagnia proprietaria di Rockstar Games, ha infatti assicurato che Take-Two non prevede una nuova ondata di licenziamenti dopo il lancio di GTA 6. Una precisazione tutt’altro che scontata considerando quanto frequentemente, negli ultimi anni, grandi produzioni e ristrutturazioni aziendali siano state seguite da importanti riduzioni del personale.
Il motivo è piuttosto semplice: per Rockstar il lavoro non terminerà quando GTA 6 arriverà nei negozi digitali. Il gioco dovrà essere supportato nel lungo periodo e Take-Two ritiene di avere bisogno delle persone che attualmente lavorano ai suoi progetti. “Siamo un’azienda in crescita”, ha spiegato Zelnick parlando del futuro della compagnia.

Il CEO ha quindi escluso l’idea che Take-Two possa trovarsi con un eccesso di personale una volta completato lo sviluppo del gioco. Al contrario, la società potrebbe avere bisogno di continuare ad assumere per sostenere la propria crescita e i progetti futuri. Nel settore videoludico è diventato purtroppo piuttosto comune assistere a un’espansione importante dei team durante le fasi più impegnative dello sviluppo, seguita da una riduzione della forza lavoro una volta che il prodotto è arrivato sul mercato. GTA 6, almeno stando alle parole del CEO, non dovrebbe seguire questa strada.
E non è difficile immaginare perché. Il nuovo Grand Theft Auto è stato progettato come un prodotto destinato ad accompagnare Rockstar per moltissimi anni e, oltre agli inevitabili aggiornamenti e alle patch successive al debutto, resta ancora tutto da scoprire il futuro della componente online. Take-Two non ha ancora presentato nel dettaglio l’erede di GTA Online, ma il successo ottenuto dalla modalità multiplayer di GTA 5 rende facile immaginare quanto sarà importante per la strategia commerciale del nuovo capitolo. Per mantenerla attiva serviranno sviluppatori, artisti, designer e numerose altre figure anche molto tempo dopo l’uscita della campagna principale.
Le parole di Zelnick arrivano inoltre in un momento in cui l’entusiasmo intorno a GTA 6 sembra aver raggiunto livelli difficilmente paragonabili a quelli di qualsiasi altro videogioco. I preordini aperti lo scorso 25 giugno avrebbero infatti superato nettamente le aspettative interne di Take-Two. La compagnia non ha ancora comunicato pubblicamente quante copie siano state prenotate, ma Zelnick ha utilizzato due parole particolarmente significative per descrivere la risposta del pubblico: “senza precedenti” e “sbalorditiva”.

Nonostante questi segnali, il dirigente continua a mantenere una certa prudenza. Take-Two sa perfettamente quale sia il peso delle aspettative costruite attorno al progetto e non intende considerare già vinta la partita prima che GTA 6 sia effettivamente arrivato nelle mani dei giocatori. L’altro grande tassello della strategia sarà il nuovo appuntamento organizzato con Netflix. Il 27 agosto GTA 6 sarà protagonista di Extended Look, una presentazione destinata a offrire uno sguardo molto più approfondito al gioco e che rappresenta una collaborazione particolarmente insolita per l’industria videoludica.
Ma chi pensa che Take-Two e Rockstar abbiano intenzione di giocarsi tutte le proprie carte con quell’evento potrebbe rimanere sorpreso. Zelnick ha ridimensionato volutamente la portata dello showcase rispetto alla campagna promozionale complessiva, descrivendolo sostanzialmente come uno degli antipasti prima del lancio vero e proprio.
Un’affermazione che lascia immaginare quanto possa essere imponente la macchina del marketing preparata da Rockstar per gli ultimi mesi che separano GTA 6 dalla sua uscita. Il publisher si trova del resto davanti a una situazione quasi irripetibile. GTA 5 ha superato i 230 milioni di copie vendute nel corso della sua lunghissima permanenza sul mercato e il suo successore arriva dopo oltre un decennio di attesa, accompagnato da una quantità di attenzione che ha già influenzato persino le strategie di lancio di altri publisher.

Non sorprende quindi che Take-Two voglia trasformare GTA 6 in qualcosa che vada molto oltre il semplice debutto di novembre. L’obiettivo sarà costruire un ecosistema capace di durare nel tempo, esattamente come accaduto con il precedente capitolo ma, presumibilmente, su una scala ancora maggiore. Ed è proprio questo scenario a rendere particolarmente importanti le rassicurazioni di Zelnick sul personale. Il lancio di GTA 6 non dovrebbe rappresentare il momento in cui Rockstar inizierà a ridimensionarsi, ma l’inizio di una nuova fase nella quale serviranno ancora moltissime persone per sostenere ciò che arriverà dopo.
Con preorder che Take-Two considera già eccezionali, una gigantesca campagna promozionale ancora da dispiegare e anni di supporto presumibilmente davanti a sé, GTA 6 sembra quindi destinato a cambiare non soltanto il mercato videoludico, ma anche il futuro della stessa Rockstar Games.

