Nella nostra anteprima di Hot Wheels Infinite Rush abbiamo già espresso alcuni concetti chiave del nuovo corsistico arcade dell’italiana Milestone. Da subito è apparso come una produzione che pone il divertimento in primo piano, esagerando nei punti giusti con l’iconicità del marchio Mattel. Un gioco che mostra di avere capito il suo scopo e lo spazio che gli spetta nel genere di appartenenza. Ebbene, dopo averlo avuto tra le mani per la recensione non posso che confermare le impressioni iniziali.
Milestone ha nuovamente attinto da formule tipiche proposte in passato da titoli iconici: se per RIDE il riferimento è il festival Horizon, qui il modello è l’esplorazione aperta di Need for Speed vista da Underground agli ultimi Heat e Unbound. Il tutto trasferito nel mondo aperto delle Hot Wheels. Un incastro che già sulla carta par fare faville e che poi, pad alla mano, è a tutti gli effetti un racing arcade non eccellente ma coerente, concreto, piacevolissimo nella sua leggerezza.
Hot Wheels Infinite Rush azzecca la formula open world
Tutto comincia dall’isola di Wheelsworld, la Hollywood delle macchinine. Un mix di spiagge e corse tra i grattacieli, pieno di corse e altri eventi da completare. Oltre alle classiche gare ci sono eventi drift, sfide 1v1 chiamate Daredevil per sbloccare altri veicoli speciali, eventi distruzione e corse a tempo. Ciascuna competizione può imporre requisiti tecnici, ovvero l’uso di una classe specifica di macchine. A disposizione si hanno la Versatile per ogni terreno e challenge; la Titan per resistenza massima; la Drifter per affrontare tracciati fatti di curve strette; e la Speeder per seminare gli avversari a massima velocità. Ovviamente hanno caratteristiche differenti anche nell’uso del turbo, chiedendo così di adeguarsi al rispettivo stile di guida.

Certi eventi consegnano delle Corone. Raggiunto un numero specifico arriva la corsa contro un miniboss. Una volta superato si vince il suo veicolo e si sblocca la nuova isola. Questo loop continua fino alla vittoria contro il primo miniboss di ogni località. Poi, bisogna tornare a competere fino alla sfida finale contro il Rush Master. Puntando solo alle gare si superano agilmente le 15-20 ore di gioco per arrivare al culmine dell’esperienza. Se si desidera completare al 100% il gioco sbloccando tutti i veicoli (sono oltre 150!) e catturando tutti i collezionabili, allora aggiungeteci almeno 3 ore in base al vostro ritmo.
Inoltre, bisogna considerare la presenza del multiplayer in varie modalità. Asincrona per sfide a tempo; locale a 4 giocatori; online con cross-play fino a 12 giocatori; e con lobby private. Per non parlare della possibilità di costruire piste da zero, usando moduli posizionabili liberamente per tracciati unici inventati da zero anche sfruttando gli ostacoli delle isole stesse. Insomma, la rigiocabilità è immensa.
Tra corse pazze e collezionismo
Il modello di guida è diretto e cerca di inseguire il ritmo generale di Hot Wheels Infinite Rush. È adrenalina pura, fatta di turbo, derapate e altri powerup. I controlli sono davvero semplici da padroneggiare e la difficoltà generale…beh quella poteva essere un po’ più alta. Chi ha già molta dimestichezza con il genere non avrà problemi a sbloccare tutte le isole e raggiungere almeno l’80% di completamento per ognuna di esse in 10 ore. È l’unico neo visibile abbastanza chiaramente.
I tracciati precostruiti da Milestone sfruttano al massimo tutte le strade di ogni singola zona, mostrando al contempo collezionabili secondari in modo da invogliare l’esplorazione libera delle mappe. Sono come un abbraccio caldo e colorato che dura un attimo e te ne fa volere un altro.

La filosofia delle velocità improbabili è continuamente gratificante. I “momenti morti” sono comunque fatti di ricerca sfrenata del prossimo obiettivo o del modo per raggiungere un collezionabile. Forse stuzzica addirittura l’iperattività, spronando il giocatore a non fermarsi mai e a inseguire l’evento successivo. È un’iniezione di dopamina con i suoi pro e contro. L’essere un’esperienza essenziale e rapida fa sì che Hot Wheels Infinite Rush attecchisca il giusto e poi se ne vada, evitando di diventare stucchevole. D’altro canto, però, lato stimolazione del player forse sarebbe stato meglio introdurre degli intermezzi più calmi per non esagerare con il turbo, soprattutto se si pensa al giocatore target effettivo.
Tecnicamente ineccepibile
Ciò che mi ha forse sorpreso più di ogni altra cosa è la pulizia generale e conseguente leggibilità del gioco. Anche ad alta velocità, con collisioni e testacoda, Hot Wheels Infinite Rush continua a correre a oltre 60fps senza fare mai perdere la concentrazione. Tra mille colori ed effetti, le gare e sfide secondarie scorrono senza intoppi, susseguendosi anche oltre al completamento della prima porzione del gioco.
La sensazione giocattolosa permea ogni angolo di ciascuna isola, rappresentando l’intera idea delle Hot Wheels: macchinine dai design anche assurdi, mescolati a esemplari reali riprodotti in scala, che sfrecciano su tracciati folli popolati da bestialità degne di Godzilla. L’identità è chiara e impossibile da criticare. Questo gioco targato Milestone la mostra ancor più senza filtri rispetto al precedente Unleashed 2: Turbocharged. Va oltre il mix tra ambienti reali e Hot Wheels: cerca una nuova dimensione dove è tutto marchiato Mattel.

È questo il vero successo di Hot Wheels Infinite Rush. Si tratta di un gioco di corse alleggerito, che punta a sensazioni ancora più arcade e oltre i limiti del possibile. È forse anche troppo facile vincere le gare, ma se si pensa all’età target questo è infine un buon racing game che intercetta l’immaginario dei bambini amanti delle macchinine, restituendo davvero tanta soddisfazione.
IL VERDETTO FINALE
Semplice, adrenalinico e pulito: un bolide anche troppo veloce.

