Krafton ha annunciato la chiusura imminente di PUBG: Blindspot, spin-off del celebre franchise PUBG. Il titolo, lanciato in accesso anticipato su Steam il 5 febbraio, terminerà il proprio ciclo vitale il 30 marzo, con la rimozione del gioco dalla piattaforma.
Si tratta di una decisione sorprendentemente rapida: la durata complessiva del progetto è stata di appena 53 giorni, un periodo estremamente breve anche per gli standard dei giochi in early access. La chiusura è stata comunicata ufficialmente dal team di sviluppo ARC Team attraverso un messaggio rivolto alla community.
Gli sviluppatori hanno spiegato che durante queste settimane sono state esplorate diverse possibilità per migliorare l’esperienza di gioco e portare avanti il progetto. Tuttavia, dopo varie valutazioni, il team ha concluso che non sarebbe stato possibile sostenere nel tempo il livello qualitativo che si erano prefissati di offrire durante la fase di accesso anticipato.
Nonostante la chiusura del titolo, ARC Team non verrà sciolto: il gruppo continuerà a operare all’interno di Krafton e ha già fatto sapere che le lezioni apprese durante lo sviluppo di PUBG: Blindspot serviranno a orientare i futuri progetti dello studio.
Il gioco rappresentava un esperimento piuttosto diverso rispetto alla formula originale di PUBG. Invece del tradizionale battle royale con mappa aperta e decine di giocatori, Blindspot proponeva uno sparatutto tattico con visuale dall’alto, caratterizzato da partite più contenute e strategiche.
Le partite mettevano di fronte due squadre da cinque giocatori, impegnate in mappe con ambienti parzialmente distruttibili. Un team aveva l’obiettivo di piazzare e attivare una bomba, mentre l’altro doveva impedirlo eliminando gli avversari prima che l’operazione fosse completata. Il ritmo era più lento e ragionato rispetto al battle royale tradizionale, avvicinandosi a dinamiche tattiche simili a quelle viste in giochi come Rainbow Six Siege, pur mantenendo una prospettiva dall’alto.
Nonostante l’idea di sperimentare una nuova direzione per il franchise, il titolo non è riuscito a conquistare un pubblico significativo. I dati pubblici di Steam mostrano che il picco massimo di giocatori simultanei è stato di 3.251 utenti nei primi giorni dopo il lancio. Con il passare delle settimane la partecipazione è diminuita rapidamente, fino a registrare un picco nelle ultime 24 ore di appena 184 giocatori, numeri molto bassi per un multiplayer competitivo che dipende dalla presenza costante della community.
La mancanza di una base di utenti solida è stata probabilmente uno dei fattori decisivi nella scelta di interrompere il progetto. Nel mercato degli sparatutto multiplayer, estremamente competitivo, i nuovi titoli devono distinguersi chiaramente e offrire un’esperienza capace di trattenere i giocatori fin dai primi giorni. In questo caso, il tentativo di espandere l’universo di PUBG con una formula tattica alternativa non è riuscito a raggiungere questo obiettivo.
Prima della chiusura definitiva, Krafton ha comunque lasciato ai giocatori un’ultima possibilità: il gioco resta scaricabile gratuitamente su Steam fino alla data di spegnimento dei server, permettendo a chi è curioso di provarlo di farlo prima della sua scomparsa dalla piattaforma.
La vicenda di PUBG: Blindspot rappresenta un esempio significativo di quanto possa essere difficile per nuovi titoli multiplayer affermarsi sul mercato, anche quando sono legati a un franchise estremamente noto. In meno di due mesi, lo spin-off è passato dal lancio sperimentale alla chiusura definitiva, dimostrando quanto velocemente l’industria videoludica possa cambiare direzione quando un progetto non raggiunge i risultati sperati.

