Le azioni di Nintendo hanno subito un crollo verticale alla borsa di Tokyo, chiudendo con un calo dell’8,4% lunedì 11 maggio, toccando quota 7.020 yen. Si tratta del valore più basso registrato dall’agosto 2024, in un anno che ha visto il titolo della casa di Kyoto perdere complessivamente il 34%. Un tracollo che ha colto di sorpresa gli investitori e che affonda le radici in una combinazione esplosiva di fattori: l’aumento del prezzo di Switch 2, stime di vendita al ribasso e dubbi crescenti sulla pipeline di giochi in arrivo.
La notizia che ha innescato la reazione dei mercati arriva direttamente da Nintendo. Venerdì scorso, l’azienda ha annunciato un aumento di prezzo per Switch 2 in tutti i mercati globali: 50 dollari in più negli Stati Uniti, 10.000 yen aggiuntivi in Giappone, circa 64 dollari. La motivazione ufficiale punta il dito contro l’impennata senza precedenti del costo dei chip di memoria, alimentata dalla fame insaziabile di componenti per l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale. Un fenomeno che sta mettendo sotto pressione l’intera industria elettronica, ma che per Nintendo si traduce in una scelta dolorosa: scaricare parte di questi costi sui consumatori.
Ma c’è un altro dato che ha gelato gli investitori: Nintendo prevede di vendere 16,5 milioni di unità di Switch 2 nell’anno fiscale in corso, che si concluderà a marzo 2027. Un numero che, sulla carta, potrebbe sembrare soddisfacente. Il problema è che la console è sul mercato da meno di un anno, lanciata a giugno 2024, e ha già venduto 19,86 milioni di unità. In altre parole, Nintendo sta dicendo al mercato che si aspetta un calo delle vendite rispetto al periodo di lancio. Un’anomalia che contraddice la logica tipica dei cicli delle console, dove il secondo anno dovrebbe registrare un’accelerazione, non una frenata.

Serkan Toto, amministratore delegato di Kantan Games, sintetizza così la situazione: “Nintendo sta prevedendo che le vendite hardware di Switch 2 scenderanno quest’anno fiscale, invece di salire come accade di solito con le nuove console. Il fattore più grande è ovviamente l’aumento di prezzo, che secondo Nintendo porterà a una domanda più debole“. Una previsione che suona quasi come una capitolazione anticipata, soprattutto per un’azienda che ha costruito il proprio impero sulla capacità di rendere il gaming accessibile a tutti.
Eppure, c’è chi legge questi numeri con una lente diversa. Nintendo ha una reputazione consolidata nel fornire guidance estremamente conservative, quasi prudenti fino all’eccesso. Kazunori Ito, direttore di Morningstar, non usa mezzi termini nel suo report domenicale: le previsioni dell’azienda sono “eccessivamente conservative”. Secondo Ito, l’aumento di prezzo era inevitabile data l’inflazione prolungata sui costi delle memorie, ma l’incremento è stato mantenuto modesto e le vendite effettive dovrebbero reggere meglio di quanto Nintendo stessa anticipi. Morningstar prevede infatti 19 milioni di unità vendute nell’anno fiscale, ben al di sopra dei 16,5 milioni stimati ufficialmente.
Toto condivide questa visione: “Credo che Nintendo stia, come al solito, abbassando le aspettative perché gli utenti si abitueranno al nuovo prezzo della console nel tempo“. Una strategia che permetterebbe poi di sorprendere positivamente gli azionisti con risultati superiori alle previsioni, un classico della comunicazione finanziaria di Big N.

Ma il prezzo della console è solo metà della storia. L’altra metà riguarda i giochi, il vero motore dei profitti per Nintendo. E qui le acque si fanno ancora più torbide. L’azienda prevede vendite software complessive tra Switch originale e Switch 2 pari a 165 milioni di unità nell’anno fiscale, un calo dell’11% rispetto all’anno precedente. Per un’azienda che vive di franchise iconici come Mario, Zelda e Pokémon, questo è un segnale che non può essere ignorato.
Il calo in borsa potrebbe rivelarsi un’opportunità per chi crede nel valore intrinseco del marchio Nintendo e nella forza dei suoi franchise. Oppure potrebbe essere il primo segnale di un ciclo meno brillante del previsto per Switch 2, schiacciata tra costi di produzione in aumento e una concorrenza sempre più agguerrita. La partita, come sempre nel mondo delle console, si giocherà sui giochi. E su questo fronte, Nintendo deve ancora mostrare le sue carte migliori.

