Venerdì 17 luglio 2026 segna una data spartiacque per Bungie e per Marathon, l’extraction shooter che avrebbe dovuto rappresentare la nuova era del celebre studio di Seattle. Joe Ziegler, game director del progetto e figura chiave nello sviluppo dell’esperienza multiplayer, ha annunciato il suo addio attraverso un messaggio pubblicato sui social network, chiudendo così un capitolo travagliato che lascia il gioco in una situazione critica.

Non si tratta di un fulmine a ciel sereno. Marathon sta attraversando una delle crisi più profonde nella recente storia di Bungie, con numeri che parlano chiaro: il titolo ha perso oltre il 90% dei giocatori su Steam rispetto al lancio, un tracollo che ha fatto suonare tutti i campanelli d’allarme in casa Sony, publisher che aveva riposto grandi aspettative nel progetto.

Nel suo messaggio d’addio, Ziegler ha mantenuto un tono professionale e ottimista, pur lasciando trasparire l’inevitabile peso emotivo di questa scelta.

“Oggi sarà il mio ultimo giorno in Bungie e passerò il testimone come game director nelle capaci e straordinarie mani di Del Chafe III, che guiderà il gioco insieme alla creative director Julia Nardin”.
Parole che cercano di rassicurare una community già provata dai problemi del gioco.

Del Chafe III e Julia Nardin non sono nomi nuovi per chi segue le dinamiche interne di Bungie. Entrambi ricoprono già da tempo ruoli di leadership all’interno del team e, secondo Ziegler, “sono pronti a condurre Marathon nel suo prossimo capitolo, verso prospettive ancora migliori e più luminose”. Una dichiarazione che suona come un passaggio di consegne tra professionisti, ma che non può nascondere il momento difficilissimo che il progetto sta attraversando.

L’addio di Ziegler arriva in un momento particolarmente delicato. Il director, noto anche per il suo lavoro su Valorant in Riot Games, ha costruito la sua reputazione proprio nella capacità di creare esperienze multiplayer competitive e coinvolgenti. Eppure, nonostante il pedigree e le aspettative, Marathon non è riuscito a conquistare il pubblico come sperato. Gli sforzi del team per risollevare le sorti del gioco sembrano non aver prodotto gli effetti desiderati, e il lancio della Stagione 2 si è rivelato un disastro quasi completo.

Le strategie messe in campo da Bungie per tentare il recupero sono state molteplici: settimane di prova gratuita, loot bonus per compensare i problemi tecnici, promesse di nuovi contenuti. Nulla ha funzionato davvero. Il pubblico, una volta bruciato dalle aspettative tradite, difficilmente torna sui propri passi in un mercato videoludico saturo di alternative.

La prossima mossa dello studio prevede l’introduzione di una modalità PvE, prima in fase sperimentale e poi in modo permanente con la Stagione 3. Un tentativo di ampliare l’offerta di gioco oltre il formato extraction shooter puro, intercettando quella fetta di pubblico che preferisce affrontare sfide contro l’intelligenza artificiale piuttosto che la spietata competizione del PvP. Ma appare evidente, anche ai più ottimisti, che ribaltare una situazione simile richiederà ben più di qualche aggiustamento ai contenuti.

Marathon
Marathon, fonte: Bungie

Nel suo messaggio, Ziegler ha voluto ringraziare la community per il sostegno ricevuto durante questa “turbolenta missione di portare sui vostri schermi una cupa e terrificante frontiera di sopravvivenza nello spazio”. Ha parlato della “missione che continuerà in modi nuovi e sorprendenti”, invitando i giocatori a seguire gli sviluppi futuri del progetto. E ha anche anticipato che presto svelerà dove approderà e quale sarà il suo prossimo progetto, lasciando aperta la porta a chi vorrà seguirlo in questa nuova avventura professionale.

L’affetto traspariva dalle righe finali del messaggio:

“Tanto affetto alla community di Marathon e a tutti i miei amici e colleghi di Bungie, spero che le nostre strade si incrocino di nuovo. Continuate a essere fuori dagli schemi, continuate a essere autentici”.

Parole che tradiscono un legame genuino con un progetto che, evidentemente, non è riuscito a esprimere il suo pieno potenziale.

Marathon
Marathon, fonte: Bungie

La questione che ora si pone è se Bungie sarà in grado di replicare i prodigiosi recuperi che ha dimostrato di saper fare in passato. Lo studio non è nuovo a situazioni complicate: basti pensare alla trasformazione di Destiny, che dopo un lancio problematico è riuscito a costruire una community fedele e appassionata. Ma Marathon si trova di fronte a sfide diverse, in un mercato ancora più competitivo e meno indulgente.

Sony osserva con preoccupazione crescente. Il gioco è lontano dal recuperare i costi di sviluppo, e ogni settimana che passa con numeri di giocatori così bassi rappresenta un problema non solo economico ma anche d’immagine. L’extraction shooter doveva essere una delle punte di diamante del catalogo live service del colosso giapponese, e invece si è trasformato in un caso di studio su come anche i team più blasonati possano inciampare.

Del Chafe III e Julia Nardin ereditano quindi una responsabilità pesante. Dovranno dimostrare di avere la visione e la capacità esecutiva per trasformare Marathon in qualcosa che i giocatori vogliano davvero giocare, costruire una community e dare un senso a questo “folle piccolo mondo” che Ziegler ha contribuito a creare. Non sarà facile, ma la storia del videogioco è piena di resurrezioni improbabili.

Il futuro di Marathon resta incerto, sospeso tra la promessa di contenuti nuovi e la dura realtà di numeri che continuano a scendere. La partenza di Joe Ziegler chiude un capitolo ma, come in ogni storia che si rispetti, lascia aperta la domanda fondamentale: cosa accadrà ora?

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.