Creato nel lontano 1952 dalla matita del fumettista belga André Franquin, Marsupilami è, insieme a celebrità come i Puffi, Tintin e Lucky Luke, una delle icone del fumetto e dell’animazione franco-belga riconosciute a livello globale. Tra i numerosi tie-in dedicati al simpatico animale maculato dalla coda prodigiosa, l’ultima fatica ad approdare sui nostri schermi è proprio Marsupilami 2: Salsa Palombia.
Seguito diretto di Marsupilami: Hoobadventure, questo nuovo e coloratissimo platform ci riporta ancora una volta a Palombia, nazione fittizia ispirata ai paesaggi sudamericani, la cui fitta giungla è la casa di Twister e dei suoi amici. Saranno proprio questi ultimi, Hope e Punch, a unirsi a lui in una sgangherata missione per fermare una strana melodia che, trasmessa in tutta la regione, ha fatto sprofondare gli animali in una sorta di trance danzereccia.
Balla, marsupiale, balla!

La principale novità di questo secondo capitolo è la presenza di tre distinti personaggi giocabili, ciascuno dotato di una capacità peculiare che lo differenzia dai compagni. I protagonisti possono essere scambiati tra loro in qualsiasi momento con la semplice pressione di un tasto: una dinamica che dà ovviamente vita a diverse soluzioni di gameplay basate sul cambio di personaggio “in corsa”, magari durante un balzo o mentre si volteggia tra un appiglio e l’altro.
Twister, l’indiscusso protagonista, ha l’abilità di trasformare la propria coda in un turbine di eliche che gli permette di planare per brevi tratti e di proiettarsi in avanti con uno scatto felino. Diverse sono invece le doti di Hope e Punch: la prima può roteare su se stessa in un salto potenziato per raggiungere vette altrimenti inaccessibili, mentre la seconda può appallottolarsi per rimbalzare su qualsiasi superficie, comprese quelle più pericolose e appuntite.
Ogni livello propone una coppia specifica di personaggi tra cui scegliere, almeno nell’avventura in solitaria. In alternativa, è possibile affrontare l’intera esperienza in modalità cooperativa: un’aggiunta più che apprezzabile che arricchisce l’offerta rispetto al predecessore, dal quale questo sequel eredita lo stile grafico vibrante, capace di rivisitare in chiave 3D moderna il look della serie animata.
Tuttavia, una particolarità bizzarra della direzione artistica è percepibile sin dai primi minuti: una netta sproporzione tra i personaggi (nemici e collezionabili inclusi) e l’ambiente circostante. Tutto appare stranamente microscopico e, in alcuni frangenti, persino difficile da distinguere. Si tratta di un dettaglio all’apparenza trascurabile ma che, come vedremo, innesca una serie di criticità non indifferenti.
Una giungla inospitale

Sulla carta, Marsupilami 2: Salsa Palombia è un platform che si presenta, per toni e tematiche, adatto a un pubblico di ogni età. I problemi, però, emergono non appena si entra nel vivo dell’azione: il level design lascia a desiderare e, al netto di qualche ostacolo elementare, raggiungere il traguardo sembrerebbe fin troppo semplice. Ma c’è un elemento che trasforma questo sogno colorato in un’esperienza da incubo.
I collezionabili sparsi per i livelli, frutti non troppo dissimili dalle bacche di Crash Bandicoot, sono talmente numerosi da sembrare semplici monete in stile Super Mario. Purtroppo, queste “mele” di cui i marsupiali vanno ghiotti sono necessarie in quantità smodate per poter avanzare nella mappa del mondo. Oltre a essere onnipresenti, risultano spesso ostiche da raccogliere.
Molte di esse sono posizionate in maniera diabolica, difficili da intercettare sia per la collocazione (talvolta poste appena prima di punti di non-ritorno), sia per le loro dimensioni ridotte, che portano il giocatore a mancarle ripetutamente. Alcune richiedono un’abilità notevole con il pad, esigendo un tempismo perfetto tra salto, movimento e switch dei personaggi, il tutto aggravato da una scarsa visibilità degli elementi a schermo che rende talvolta difficile persino capire chi si stia controllando.
La frustrazione aumenta quando, già nel primo mondo, ci si accorge che il quantitativo di frutti richiesto per sfidare il boss è elevatissimo. La raccolta spasmodica diventa così obbligatoria per progredire, denotando una curva di difficoltà mal bilanciata che, anziché offrire un approccio iniziale più morbido, complica eccessivamente le cose sin dalle battute iniziali.
In conclusione

Purtroppo, Marsupilami 2: Salsa Palombia rappresenta una grande occasione mancata. Nonostante le ambizioni dei ragazzi di Ocellus Studio, il risultato finale è un titolo afflitto da troppe sbavature che lo rendono poco appetibile, specialmente considerando la spietata concorrenza nel genere platform su PC e console. È un vero peccato, poiché il carisma dei personaggi si sarebbe sposato alla perfezione con un’avventura più immediata e meno pretenziosa nella sua struttura punitiva.
IL VERDETTO FINALE
Un platform confusionario e inutilmente complicato.

