La storia si ripete, e questa volta non in modo positivo per Sony. Marvel Tokon: Fighting Souls, uno dei picchiaduro più attesi degli ultimi anni sviluppato da Arc System Works in collaborazione con Marvel Games e PlayStation Studios, è già al centro di una controversia prima ancora del suo lancio ufficiale previsto per il 6 agosto 2026. Il motivo è lo stesso che aveva fatto crollare la reputazione di Helldivers 2 su Steam mesi fa: i requisiti obbligatori di PlayStation Network.
Secondo i dati emersi dalla pagina SteamDB del gioco, Marvel Tokon: Fighting Souls non sarà disponibile per l’acquisto in ben 132 paesi in tutto il mondo. Le varie edizioni del titolo riportano tutte lo stesso avviso: “Not in 132 countries”. Un numero leggermente inferiore ai 177 paesi inizialmente coinvolti nella controversia di Helldivers 2, ma comunque impressionante nella sua portata. E la ragione di questa esclusione di massa è chiara: l’obbligo di collegare un account PlayStation Network per giocare.
Tra le nazioni escluse figurano Afghanistan, Barbados, Cambogia, Giamaica e Filippine, solo per citarne alcune. Paesi dove il servizio PSN semplicemente non esiste, rendendo impossibile per i giocatori accedere legalmente al titolo. In pratica, milioni di potenziali acquirenti vengono tagliati fuori ancora prima di poter mettere le mani sul gioco.

La vicenda riporta inevitabilmente alla mente il caso Helldivers 2, oggi uno dei maggiori successi live-service di PlayStation, ma protagonista di una delle più grandi polemiche della storia recente di Steam. Quando Sony annunciò l’intenzione di rendere obbligatorio il login a PlayStation Network anche sulla versione PC, la community reagì con migliaia di recensioni negative, facendo precipitare il titolo nella categoria “Overwhelmingly Negative”.
La pressione fu tale che PlayStation fece parzialmente marcia indietro, eliminando il requisito PSN da diversi titoli single-player. Per i giochi online, o considerati principalmente multiplayer, la politica è però rimasta invariata. Helldivers 2, essendo un live-service cooperativo, continua infatti a richiedere il collegamento dell’account.
Ed è proprio qui che nasce la nuova polemica. Marvel Tokon: Fighting Souls, pur puntando molto sulle modalità online, include anche una campagna single-player di circa dieci ore e diverse modalità offline completamente giocabili senza connessione a Internet. Un dettaglio che rende ancora più difficile comprendere la scelta di applicare lo stesso requisito obbligatorio.
La domanda che molti giocatori si stanno ponendo è semplice: perché Sony non permette almeno l’accesso ai contenuti offline nei 132 paesi dove PlayStation Network non è disponibile? Dal punto di vista tecnico sarebbe possibile limitare esclusivamente le funzionalità online, consentendo comunque l’acquisto e l’utilizzo della campagna e delle modalità locali. La politica scelta, invece, è quella del tutto o niente: niente PSN, niente gioco.
Per PlayStation, avere milioni di utenti collegati tramite PlayStation Network significa rafforzare il proprio ecosistema, raccogliere dati di utilizzo e favorire la cross-promotion degli altri servizi. Una strategia comprensibile dal punto di vista aziendale, ma che continua a sollevare dubbi quando finisce per escludere interi mercati da produzioni di primo piano.
E parliamo di un titolo particolarmente importante. Marvel Tokon: Fighting Souls rappresenta infatti una delle novità più promettenti nel panorama dei fighting game. Sviluppato da Arc System Works, lo studio autore di Guilty Gear e Dragon Ball FighterZ, il progetto punta a distinguersi grazie a uno stile grafico spettacolare, una modalità storia costruita come un fumetto interattivo e un roster composto da alcuni dei personaggi più celebri dell’universo Marvel.
Vedere un gioco di questa portata limitato da una decisione legata esclusivamente alle policy di accesso lascia inevitabilmente perplessi molti appassionati. I giocatori residenti nei paesi esclusi non possono infatti creare un account PlayStation Network, ma questo non impedirebbe loro di godersi almeno le modalità offline.
Anche la classificazione ESRB rende la situazione curiosa. Il gioco è stato valutato come adatto a un pubblico Teen, con violenza, sangue, linguaggio, temi moderatamente suggestivi e acquisti in-game. Bloccare completamente la distribuzione significa quindi rinunciare anche a potenziali entrate provenienti dai contenuti aggiuntivi.
Resta ora da capire se assisteremo a una mobilitazione simile a quella vista con Helldivers 2. La differenza, questa volta, è che il blocco arriva prima ancora del lancio: nei 132 paesi esclusi, Marvel Tokon: Fighting Souls non comparirà nemmeno su Steam, impedendo ai giocatori perfino di acquistarlo o lasciare una recensione.
Per un’industria che parla sempre più spesso di inclusività e accessibilità, vedere interi mercati esclusi per una scelta legata all’ecosistema di una piattaforma continua a far discutere. Sony aveva già sperimentato le conseguenze di questa strategia con Helldivers 2; ora resta da capire se la storia sia davvero destinata a ripetersi anche con Marvel Tokon: Fighting Souls, in arrivo il 6 agosto 2026 su PlayStation e PC, ma soltanto nei paesi in cui PlayStation Network è ufficialmente disponibile.

