Una tragedia ha scosso il mondo dei videogiochi. Claude Guillemot, uno dei cinque fratelli che nel 1986 hanno dato vita a Ubisoft, è morto venerdì 19 giugno in un incidente aereo a La Baule, nella Francia occidentale. Aveva 69 anni. Con lui è deceduto anche un istruttore di volo che si trovava a bordo del Cessna 421, l’aereo turistico di proprietà dello stesso Guillemot.

Le circostanze dello schianto non sono ancora del tutto chiare, ma i dettagli emersi dalle prime ricostruzioni dipingono un quadro drammatico. Quando i servizi di emergenza sono arrivati sul luogo dell’incidente, l’aereo era già avvolto dalle fiamme. Proprio a causa della violenza dell’impatto e del successivo incendio, l’identificazione delle vittime ha subito un ritardo, come confermato dalle autorità locali.

La notizia è stata diffusa inizialmente da Ouest-France, autorevole pubblicazione francese, che ha ricostruito le prime fasi dell’incidente. Il velivolo, pilotato con a bordo l’istruttore, è precipitato per ragioni ancora da accertare. Le indagini sono in corso per determinare le cause del disastro: si stanno vagliando ipotesi tecniche, meteorologiche e umane, come di prassi in questi casi.

Claude Guillemot non era solo un nome tra tanti nel panorama videoludico. Era uno dei cinque fratelli Guillemot – insieme a Christian, Gérard, Michel e Yves – che hanno trasformato una piccola impresa familiare in uno dei colossi mondiali dell’intrattenimento digitale. Nel 1986, quando Ubisoft mosse i primi passi, nessuno avrebbe potuto immaginare che quella startup bretone sarebbe diventata la casa di franchise iconici come Assassin’s Creed, Far Cry, Rainbow Six e Watch Dogs.

Nella documentazione ufficiale dell’azienda, il ruolo di Claude veniva descritto con chiarezza e rispetto. Membro del consiglio di amministrazione e vicepresidente esecutivo responsabile delle operazioni, portava in dote uno spirito imprenditoriale forgiato negli anni e un’esperienza internazionale maturata soprattutto in Asia, dove aveva vissuto e lavorato. La sua conoscenza delle tecnologie di gaming per PC, console e accessori era considerata un patrimonio per l’intera azienda.

Ma Claude era molto più di un dirigente. Era uno dei pilastri dell’identità di Ubisoft: una società familiare che ha saputo espandersi senza perdere la propria anima. In un settore dominato da fusioni, acquisizioni ostili e strategie finanziarie aggressive, i fratelli Guillemot hanno mantenuto il controllo della loro creatura, affrontando sfide di mercato e pressioni esterne con una coesione che solo i legami di sangue possono garantire.

La perdita di Claude arriva in un momento delicato per Ubisoft, che negli ultimi anni ha dovuto fronteggiare critiche interne, controversie legate alla gestione aziendale e una concorrenza sempre più agguerrita. Eppure, la notizia della sua morte va oltre le dinamiche di business: è la perdita di un visionario, di un uomo che ha creduto nei videogiochi quando erano considerati poco più di un passatempo per ragazzi.


L’incidente di La Baule lascia un vuoto incolmabile non solo nella famiglia Guillemot, ma nell’intera comunità videoludica internazionale. I messaggi di cordoglio si stanno moltiplicando sui social media e nelle redazioni di tutto il mondo, a testimonianza dell’impatto che Claude e i suoi fratelli hanno avuto su milioni di giocatori.

In queste ore di dolore, il pensiero va alla famiglia Guillemot e a tutti coloro che hanno lavorato al fianco di Claude in questi decenni. La sua eredità continuerà a vivere attraverso i giochi che hanno accompagnato intere generazioni, ricordandoci che dietro ogni pixel, ogni linea di codice, ogni mondo virtuale, ci sono persone reali con storie, sogni e, purtroppo, anche tragedie.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.