Sono passati dieci anni da quando i primi giocatori hanno acceso i motori della propria astronave e si sono lanciati nell’universo di No Man’s Sky. Dieci anni di esplorazioni, aggiornamenti e soprattutto di una delle più incredibili storie di riscatto dell’industria videoludica. Eppure, nonostante tutto questo tempo, c’è un dato che rende perfettamente l’idea delle dimensioni del gioco: i giocatori non hanno ancora esplorato nemmeno l’1% dei suoi pianeti.

Hello Games ha festeggiato il decimo anniversario di No Man’s Sky pubblicando un trailer celebrativo e un lungo messaggio firmato da Sean Murray, co-fondatore e CEO dello studio. Il gioco debuttò il 9 agosto 2016 negli Stati Uniti e il giorno successivo in Europa su PlayStation 4, prima di arrivare su PC il 12 agosto e, negli anni successivi, praticamente su tutte le principali piattaforme.

La storia di No Man’s Sky, però, è molto diversa da quella di un normale videogioco rimasto sul mercato per un decennio. Al momento dell’uscita, il progetto di Hello Games fu travolto dalle critiche per la distanza tra alcune delle promesse fatte durante la campagna promozionale e ciò che i giocatori trovarono effettivamente al lancio. Quello che accadde dopo è ormai storia. Invece di abbandonare il progetto, Hello Games ha continuato a lavorare su No Man’s Sky per dieci anni, pubblicando oltre 40 grandi aggiornamenti senza costi aggiuntivi e trasformando progressivamente l’esperienza originale.

Nel corso degli anni sono arrivati costruzione delle basi, veicoli terrestri, insediamenti, mecha, nuove creature, navi viventi, spedizioni e moltissimi altri contenuti. Lo stesso universo del gioco è stato ricostruito e modificato più volte attraverso gli aggiornamenti. E proprio osservando ciò che è accaduto in questi dieci anni emerge il numero forse più impressionante. Decine di milioni di giocatori hanno trascorso centinaia di milioni di ore all’interno di No Man’s Sky, esplorando pianeti, costruendo basi e condividendo le proprie scoperte.

Non è bastato neppure lontanamente.

“Dopo tutti questi anni i giocatori hanno esplorato meno dell’1% dei pianeti in No Man’s Sky”, ha rivelato Murray nel messaggio pubblicato per celebrare l’anniversario.

Una percentuale quasi difficile da mettere in prospettiva, ma perfettamente coerente con la natura del gioco. L’universo procedurale di No Man’s Sky comprende infatti oltre 18 quintilioni di pianeti: una quantità talmente enorme da rendere praticamente impossibile immaginare una sua esplorazione completa.

Il risultato assume ancora più peso considerando che No Man’s Sky non è affatto un gioco prossimo al tramonto. Al contrario, Hello Games ha spiegato che Voyagers, pubblicato lo scorso anno, ha fatto registrare il numero di giocatori più alto dai tempi del lancio.

A dieci anni dall’uscita, quindi, il titolo non soltanto continua a ricevere nuovi contenuti, ma riesce ancora a riportare contemporaneamente nel suo universo una quantità di giocatori che non si vedeva dal 2016. E Hello Games non considera affatto concluso il viaggio. Murray ha spiegato che il piccolo team sente di avere ancora moltissimo da esplorare nelle possibilità offerte da No Man’s Sky, nonostante parallelamente lo studio sia impegnato nello sviluppo del suo prossimo grande progetto, Light No Fire.

“Dietro le quinte siamo impegnati a creare il nostro prossimo gioco Light No Fire e grosse cose per il futuro di No Man’s Sky. Sono in arrivo nuove informazioni!”, ha anticipato Murray. Il decimo anniversario diventa così non soltanto l’occasione per guardarsi indietro, ma anche per preparare il terreno a ciò che arriverà prossimamente. Hello Games ha già lasciato intendere che il futuro di No Man’s Sky riserverà ancora importanti novità, nonostante lo studio stia contemporaneamente lavorando a un nuovo gioco.

Ed è probabilmente questo il dato più sorprendente dell’intera storia. No Man’s Sky è partito nel 2016 come uno dei lanci più controversi della sua generazione ed è arrivato al suo decimo compleanno con una community ancora enorme, più di 40 aggiornamenti gratuiti alle spalle e un universo che, nonostante centinaia di milioni di ore trascorse al suo interno, rimane per oltre il 99% ancora tutto da scoprire.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.