Il panorama delle esclusive Nintendo Switch 2 continua ad arricchirsi e, tra produzioni già affermate e nuove proprietà intellettuali, c’è un titolo che – almeno fino a questo momento – è riuscito a rimanere piuttosto in disparte. Parliamo di Orbitals, nuova esclusiva sviluppata da Shapefarm e pubblicata da Kepler Interactive, in arrivo il prossimo 3 settembre su Nintendo Switch 2.

Abbiamo avuto la possibilità di provarlo in anteprima durante un evento dedicato, trascorrendo circa quarantacinque minuti in compagnia di una build ancora in fase di sviluppo. È quindi doveroso chiarire fin da subito che le considerazioni riportate in questo articolo rappresentano esclusivamente le nostre prime impressioni. Il prodotto non è ancora definitivo e molti aspetti potrebbero essere ulteriormente rifiniti prima del lancio ufficiale. Per una valutazione completa sarà necessario attendere la versione finale, ma quanto visto fino ad oggi ci permette già di farci un’idea piuttosto chiara della direzione intrapresa dagli sviluppatori. E la prima sensazione è stata sorprendentemente positiva.

In un mercato dove il genere cooperativo sembra aver ritrovato nuova linfa grazie a produzioni come It Takes Two, Split Fiction e A Way Out, Orbitals sceglie una strada altrettanto coraggiosa: costruire l’intera esperienza attorno alla collaborazione tra due giocatori.

Non esistono modalità alternative, non è prevista un’intelligenza artificiale che possa sostituire il secondo protagonista e non è possibile affrontare l’avventura in solitaria. Una scelta che inevitabilmente limiterà parte del pubblico, ma che dimostra anche una forte volontà creativa, mettendo la cooperazione al centro dell’intero progetto anziché relegata a semplice modalità opzionale.

È una filosofia di sviluppo che abbiamo apprezzato fin dai primi minuti di gioco e che, sempre da quel primo minuto, ci ha messo in uno stato mentale di grande emozione collettivo.

Un viaggio tra le stelle dal sapore anni Ottanta

Orbitals anteprima

Prima ancora del gameplay, ciò che colpisce di Orbitals è la sua fortissima identità artistica. Viviamo in un periodo storico in cui molti videogiochi cercano il fotorealismo o seguono tendenze estetiche molto simili tra loro. Orbitals percorre invece una strada completamente diversa, costruendo un universo che omaggia apertamente gli anime e i cartoni animati giapponesi degli anni Ottanta.

Non si tratta di un semplice esercizio nostalgico, ma di una direzione artistica che trasmette personalità in ogni elemento della produzione. Le linee dei personaggi, le palette cromatiche, il design degli ambienti e persino alcune animazioni riportano immediatamente alla mente opere che hanno accompagnato l’infanzia di moltissimi giocatori.

Durante la prova ci siamo ritrovati più volte a pensare a produzioni come Lamù, Lupin III, Mazinga e ad altri grandi classici dell’animazione giapponese. Naturalmente Orbitals mantiene una propria identità visiva e non copia direttamente nessuna di queste opere, ma il richiamo è evidente e rappresenta uno degli aspetti che più ci ha convinto.

È proprio questa personalità a fare la differenza. In un mercato saturo di produzioni che spesso finiscono per assomigliarsi, vedere un team che sceglie una direzione artistica così marcata è senza dubbio un valore aggiunto.

Una premessa semplice, ma ricca di potenziale

Orbitals anteprima

I protagonisti sono Maki e Omura, due bambini coinvolti in una misteriosa esplosione avvenuta a bordo di un’astronave. Protetti da una barriera che riesce a salvarli dalla tragedia, i due sopravvivono insieme ad altri superstiti nello spazio profondo. Quindici anni più tardi li ritroviamo ancora a bordo della nave, ormai diventata la loro casa, con un solo grande obiettivo: trovare una speranza per il proprio popolo e condurre tutti verso la salvezza.

Si tratta chiaramente soltanto dell’incipit della storia e, durante la nostra prova, non abbiamo avuto modo di approfondire ulteriormente gli eventi o lo sviluppo dei personaggi. Per questo motivo preferiamo non sbilanciarci sul comparto narrativo, che rappresenta ancora uno degli elementi più difficili da valutare in una sessione hands-on di appena quarantacinque minuti.

Quello che possiamo dire è che il pretesto funziona. L’universo costruito dagli sviluppatori incuriosisce, i protagonisti sembrano avere un’identità ben definita e il mistero che circonda la loro situazione riesce immediatamente a stimolare la curiosità del giocatore. Se la sceneggiatura saprà sviluppare con la stessa efficacia queste premesse, Orbitals potrebbe offrire qualcosa di più di un semplice gioco cooperativo. Naturalmente, questo sarà un aspetto che potremo approfondire soltanto con il gioco completo.

Due protagonisti, un solo obiettivo

Orbitals anteprima

La dimostrazione arriva già dalle prime fasi di gameplay. Durante l’esplorazione dello spazio i due protagonisti assumono ruoli differenti e perfettamente complementari. Se uno dei giocatori prende il controllo dell’astronave, occupandosi della navigazione e conducendo il duo nel cuore degli scontri o delle prossime mete, il secondo gestisce la fase offensiva, eliminando le minacce che ostacolano il viaggio.

È una struttura che ricorda, solo superficialmente, quella degli shooter cooperativi tradizionali, e che in realtà rappresenta soltanto una piccola parte dell’esperienza.

Raggiunte le varie destinazioni, il gameplay cambia completamente volto. Ci siamo ritrovati a passare dalle sezioni di shooting a fasi platform molto più ragionate, fino ad arrivare a enigmi ambientali che richiedono osservazione, comunicazione e soprattutto coordinazione.

È proprio questa continua alternanza a dare ritmo all’avventura. Nei circa quarantacinque minuti della nostra prova non abbiamo mai avuto la sensazione di ripetere la stessa attività troppo a lungo, anzi, ogni nuova area sembrava introdurre una piccola variazione capace di mantenere viva la curiosità. Naturalmente sarà il gioco completo a dirci se questa varietà saprà mantenersi costante anche per tutta la durata dell’avventura, ma le basi ci sono sembrate decisamente promettenti.

Un gameplay che premia il ragionamento

Orbitals anteprima

Durante la prova ci siamo trovati più volte davanti a situazioni che richiedevano una pausa, qualche secondo di osservazione e soprattutto dialogo con il nostro compagno. Non bastava premere un pulsante o spostare un oggetto nel punto corretto: era necessario capire come combinare le abilità dei due protagonisti, sfruttare gli strumenti presenti nell’area e osservare attentamente l’ambiente circostante.

Uno degli esempi più significativi riguarda una sequenza in cui abbiamo iniziato a spingere alcuni barili esplosivi convinti di aver già trovato la soluzione. Dopo diversi tentativi ci siamo resi conto che stavamo completamente sbagliando approccio. La risposta era davanti ai nostri occhi, ma richiede un ragionamento diverso, una migliore collaborazione e soprattutto la capacità di mettere insieme gli strumenti e le capacità di entrambi i personaggi.

Guardandoci intorno abbiamo notato che anche gli altri gruppi presenti all’evento stavano affrontando esattamente la stessa situazione, provando soluzioni differenti e confrontandosi continuamente per arrivare alla risposta corretta. È stato forse il momento che più ci ha convinto dell’intero provato.

Non tanto per la difficoltà degli enigmi, quanto per la loro capacità di stimolare davvero il confronto tra due persone. Orbitals sembra voler premiare la comunicazione prima ancora della precisione nei comandi, ed è una filosofia che si sposa perfettamente con la natura cooperativa dell’intero progetto.

Strumenti ed approcci

Orbitals anteprima

Durante la prova abbiamo utilizzato strumenti differenti, tra cui laser, magneti e altri dispositivi che permettevano di interagire con l’ambiente in modi diversi. Ogni nuovo elemento introdotto non appariva come un semplice accessorio, ma diventava parte integrante dei puzzle successivi.

Sciogliere il ghiaccio con un laser, permetteva al nostro compagno di giochi di attraversare un terreno pieno di lava. Alimentare un robot a distanza tramite un fucile elettrificato, permetteva di percorrere zone ad alto rischio. Ogni sequenza era contraddistinta dal sapiente utilizzo degli accessori in dotazione, e non poteva essere attraversata in modi alternativi. Questo lascia immaginare una progressione costruita attorno all’acquisizione graduale di nuove possibilità di interazione.

Lato tecnico già convincente

Orbitals anteprima

Valutare il comparto tecnico di un videogioco durante un evento in anteprima è sempre un esercizio delicato. Le build messe a disposizione della stampa rappresentano spesso versioni ancora in fase di ottimizzazione e, proprio per questo motivo, preferiamo evitare giudizi troppo netti su un aspetto che potrebbe cambiare sensibilmente da qui al lancio. Detto questo, quanto provato ci ha lasciato sensazioni decisamente positive.

La demo è apparsa stabile, reattiva e priva di problemi evidenti, permettendoci di concentrarci esclusivamente sul gameplay e sulla collaborazione senza interruzioni o incertezze tecniche. Durante la nostra sessione non abbiamo riscontrato cali di prestazioni o situazioni capaci di compromettere l’esperienza di gioco, un aspetto che, considerando lo stato ancora non definitivo del progetto, rappresenta già un ottimo punto di partenza. Si è presentato un unico bug, ma che dopo aver riavviato il gioco ci ha permesso di verificare tempi di caricamento e salvataggi, i quali rispondono entrambi in maniera positiva.

La sensazione generale, controller alla mano, è stata comunque quella di una buona fluidità. Le animazioni rispondevano con immediatezza ai comandi e l’interazione tra i due protagonisti risultava sempre naturale. È possibile che lo stile artistico volutamente ispirato all’animazione tradizionale contribuisca a rendere meno percepibile la differenza tra i vari frame rate, ma preferiamo non sbilanciarci ulteriormente finché non avremo modo di testare il gioco completo nelle condizioni definitive e sperimentato anche la modalità portatile (durante l’evento non è stato possibile provarla e, di conseguenza, qualsiasi considerazione sarebbe puramente ipotetica).

Una colonna sonora che completa l’atmosfera

Pur avendo ascoltato soltanto una parte della colonna sonora, i brani utilizzati durante la demo accompagnavano perfettamente l’esplorazione e le varie fasi di gameplay, contribuendo a rafforzare quella forte identità rétro costruita dagli sviluppatori.

Non è una musica che cerca di imporsi continuamente sul giocatore, ma lavora in maniera intelligente insieme alla componente visiva, contribuendo a creare un’atmosfera coerente dall’inizio alla fine della prova.

Lo stesso discorso vale per il doppiaggio. Durante l’evento abbiamo avuto modo di ascoltare diverse localizzazioni e sia quella giapponese sia quella inglese ci sono sembrate convincenti, con interpretazioni credibili e ben caratterizzate. Rimane, invece, l’assenza del doppiaggio italiano, una scelta che potrebbe far storcere il naso a una parte del pubblico, soprattutto considerando la forte componente narrativa che il gioco sembra voler proporre. Non è certamente un difetto sufficiente a compromettere l’esperienza, ma rappresenta comunque un’assenza che vale la pena sottolineare.

Una scommessa coraggiosa… nel periodo più difficile dell’anno

Se dal punto di vista qualitativo Orbitals ci ha convinto, osservando il progetto nel suo complesso emerge un interrogativo inevitabile. Riuscirà davvero a trovare il proprio spazio?

Il lancio è fissato per il 3 settembre, un periodo storicamente molto complicato per il mercato videoludico. Negli ultimi anni settembre è diventato uno dei mesi più ricchi di uscite importanti e anche quest’anno la situazione non sembra essere diversa.

Per una nuova proprietà intellettuale, oltretutto esclusiva di Nintendo Switch 2 e interamente cooperativa, emergere in un contesto tanto competitivo non sarà semplice.

Allo stesso tempo, però, proprio questa natura potrebbe rappresentare la sua forza. Le esperienze cooperative di qualità continuano a essere relativamente poche e, quando riescono a proporre idee originali, trovano spesso un pubblico estremamente affezionato.

Naturalmente sarà il pubblico a decretarne il successo, ma dopo questa prova in anteprima abbiamo la sensazione che il titolo possieda tutte le carte in regola per ritagliarsi una propria nicchia all’interno del catalogo di Nintendo Switch 2.

Non sarà probabilmente un blockbuster destinato a vendere milioni di copie in poche settimane, ma potrebbe facilmente trasformarsi in una di quelle produzioni che, con il passaparola, riescono a conquistare sempre più giocatori. Ed è forse proprio questa la sensazione più bella che ci siamo portati a casa al termine della prova.

Considerazioni finali

Dopo circa 45 minuti di prova, Orbitals ci ha lasciato sensazioni decisamente positive. La forte identità artistica, il gameplay interamente cooperativo e la varietà delle situazioni proposte lasciano intravedere un progetto ricco di potenziale. È ancora presto per sbilanciarsi, ma se il gioco completo saprà confermare quanto visto in questa anteprima, Nintendo Switch 2 potrebbe ritrovarsi tra le mani una delle sorprese più interessanti dell’anno.

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