Marvel’s Wolverine era uno dei giochi più attesi dell’intera generazione PlayStation 5. Un’esclusiva sviluppata da Insomniac Games, il team dietro Marvel’s Spider-Man, dedicata a uno dei personaggi più amati degli X-Men: sulla carta, sembravano esserci tutti gli ingredienti per un altro successo quasi assicurato. Eppure, nel giro di poche settimane, il gioco di Logan è diventato anche una delle produzioni PS5 più discusse e criticate degli ultimi anni. Ma cosa è successo davvero? È proprio da questa domanda che parte il nuovo video di Ludens, che ripercorre le polemiche nate intorno a Marvel’s Wolverine e prova a capire come un progetto così atteso sia riuscito a dividere tanto il pubblico.

Le prime avvisaglie erano arrivate addirittura prima dell’uscita. Dopo le prove concesse alla stampa durante l’estate, alcune brevi clip di gameplay avevano iniziato a circolare sui social, diventando rapidamente virali per motivi non esattamente positivi.

Tra gli elementi finiti maggiormente nel mirino c’erano i Quick Time Event particolarmente permissivi, alcune sequenze fortemente guidate e soprattutto il sistema utilizzato per indicare continuamente al giocatore la strada da seguire. I sensi di Logan possono infatti materializzarsi sullo schermo attraverso una scia visiva che conduce verso l’obiettivo, mentre diversi elementi dell’ambiente vengono evidenziati per renderli immediatamente riconoscibili. Una scelta pensata evidentemente per rendere l’esperienza accessibile, ma che per una parte del pubblico è diventata il simbolo di un problema più ampio: Marvel’s Wolverine sembrerebbe avere fin troppa paura di lasciare il giocatore da solo.

La discussione è proseguita anche dopo il lancio. Alcuni giocatori hanno mostrato sequenze nelle quali Wolverine può apparentemente superare determinati momenti anche senza gli input normalmente richiesti, alimentando ulteriormente l’accusa secondo cui il titolo di Insomniac sarebbe eccessivamente guidato. Il quadro completo, tuttavia, è più complesso di quanto suggeriscano le clip diventate virali. Marvel’s Wolverine rimane principalmente un action lineare costruito intorno ai combattimenti, con una struttura che per certi versi guarda più ai giochi d’azione di qualche generazione fa che ai grandi open world moderni.

Ed è proprio questa impostazione ad aver diviso anche la critica. Da una parte sono stati apprezzati la rappresentazione brutale di Wolverine, la storia e la capacità di Insomniac di restituire la violenza e la fisicità del personaggio; dall’altra sono arrivate critiche per combattimenti giudicati ripetitivi, stealth poco approfondito, una difficoltà generalmente contenuta e una struttura considerata da alcuni troppo tradizionale. Il risultato è stato decisamente insolito per uno studio abituato a ben altra accoglienza. Marvel’s Wolverine si è ritrovato con valutazioni aggregate sensibilmente inferiori rispetto a quelle raggiunte dai principali giochi di Insomniac degli ultimi anni, diventando così uno dei titoli PlayStation Studios più discussi dell’era PS5.

Eppure sarebbe sbagliato trasformare tutto questo automaticamente nella storia di un fallimento. Una parte delle critiche nate prima dell’uscita si era infatti costruita intorno a brevissime sequenze estrapolate da un gioco molto più ampio, mentre diverse recensioni hanno comunque descritto l’avventura come un action solido, spettacolare e capace di catturare bene l’essenza di Logan, pur senza rappresentare quella nuova pietra miliare che qualcuno si aspettava dal team di Spider-Man. Insomniac, nel frattempo, sembra intenzionata ad ascoltare almeno parte delle osservazioni dei giocatori. Lo studio ha fatto sapere di aver seguito attentamente i feedback della community e alcuni interventi sono già arrivati attraverso gli aggiornamenti pubblicati dopo il lancio.

Uno dei casi più evidenti riguarda proprio la discussa scia legata ai sensi di Wolverine: dopo le numerose critiche, Insomniac ne ha ridotto l’opacità attraverso un hotfix, rendendola meno invasiva durante l’esplorazione. Il caso Marvel’s Wolverine diventa così interessante anche oltre il valore del singolo gioco. Mostra quanto poche clip possano condizionare la percezione di una produzione ancora prima dell’uscita e, allo stesso tempo, quanto siano cambiate le aspettative nei confronti delle grandi esclusive PlayStation.

Dopo Marvel’s Spider-Man e soprattutto Spider-Man 2, da Insomniac molti probabilmente si aspettavano un nuovo punto di riferimento per gli action AAA. Marvel’s Wolverine ha scelto invece una strada più tradizionale, lineare e guidata. Ed è forse proprio nella distanza tra quelle aspettative e il gioco realmente realizzato che si trova una buona parte delle polemiche che hanno accompagnato Logan su PS5.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.