Phantom Blade Zero continua a togliersi progressivamente il velo e, questa volta, S-Game ha deciso di andare ben oltre i combattimenti spettacolari che hanno accompagnato praticamente ogni apparizione del gioco. Lo State of Play interamente dedicato all’action RPG ha infatti permesso di scoprire molto più nel dettaglio come funzioneranno esplorazione, progressione, missioni secondarie e personalizzazione di Soul.
La presentazione, durata quasi 20 minuti, ha confermato innanzitutto quanto S-Game voglia costruire qualcosa di più ampio rispetto a una semplice sequenza di duelli altamente coreografici. Il mondo di Wulin potrà essere esplorato alla ricerca di segreti e personaggi con cui interagire, mentre alcune attività opzionali avranno conseguenze che potrebbero andare ben oltre una semplice ricompensa.
Completando determinate missioni secondarie sarà infatti possibile aprire nuovi percorsi all’interno della storia e approfondire ulteriormente gli eventi che hanno portato Soul nella situazione disperata al centro dell’avventura. Un elemento interessante, soprattutto considerando come finora la comunicazione di Phantom Blade Zero si fosse concentrata soprattutto sulla velocità e sulla spettacolarità del suo combat system. È però proprio parlando dei combattimenti che sono arrivate alcune delle informazioni più sostanziose dello State of Play. S-Game ha confermato che Soul potrà utilizzare oltre 30 armi principali e altre 25 armi secondarie chiamate Phantom Edges, portando quindi l’arsenale complessivo oltre quota 50.
Non si tratterà semplicemente di equipaggiamenti con statistiche differenti. Le varie armi sono pensate per modificare concretamente lo stile di combattimento e potranno essere combinate con accessori, evocazioni e altre capacità per costruire setup molto diversi tra loro. Sarà possibile, ad esempio, concentrarsi sugli scontri ravvicinati oppure utilizzare strumenti adatti ad attaccare i nemici dalla distanza. Alcuni avversari particolarmente potenti permetteranno inoltre di ottenere nuove armi dopo essere stati sconfitti, ampliando ulteriormente le possibilità a disposizione di Soul.
S-Game sembra inoltre voler evitare uno dei problemi tipici dei sistemi di progressione molto profondi. Se dopo aver investito risorse in un’arma dovessimo cambiare idea, potremo infatti riforgiarla, recuperare i materiali utilizzati e investirli altrove. Non sarà quindi necessario ricominciare da capo o accumulare nuovamente risorse soltanto per sperimentare una build differente. Il nuovo approfondimento ha mostrato anche alcuni stili particolarmente eccentrici, coerenti con quella definizione di “kungfupunk” che S-Game utilizza ormai da tempo per descrivere il proprio universo: arti marziali tradizionali, elementi sovrannaturali e armi decisamente meno convenzionali convivranno all’interno dello stesso sistema.
Un altro elemento sul quale S-Game ha finalmente fatto chiarezza riguarda la difficoltà. Phantom Blade Zero non seguirà quindi la strada di numerosi Soulslike con un unico livello di sfida, ma consentirà ai giocatori di adattare l’esperienza alle proprie capacità e preferenze. La modalità Wayfarer sarà pensata principalmente per chi vuole concentrarsi sulla storia e sull’esplorazione, riducendo la pressione esercitata dal sistema di combattimento. All’estremo opposto troviamo invece Hellwalker, dove gli avversari utilizzeranno un’intelligenza artificiale più avanzata e capace di adattarsi maggiormente al comportamento del giocatore.

Ma è soprattutto Sixty-Six Days ad aver attirato l’attenzione. La modalità sfrutterà direttamente una delle idee centrali della trama: Soul ha soltanto 66 giorni da vivere e, secondo quanto mostrato durante la presentazione, questa particolare impostazione renderà ogni morte molto più significativa. S-Game la descrive infatti come un’opzione destinata ai giocatori alla ricerca della sfida più estrema. Lo State of Play ha inoltre approfondito il coinvolgimento di Donnie Yen. La leggenda del cinema di arti marziali collabora al progetto dal 2023 come Creative Consultant, aiutando S-Game a trasferire nel gioco la spettacolarità e soprattutto la credibilità delle coreografie kung fu. Yen presta inoltre volto, interpretazione e motion capture a Mó Yuan, padre del protagonista Soul.
Una collaborazione che aiuta anche a spiegare perché i combattimenti di Phantom Blade Zero abbiano fin dall’annuncio dato l’impressione di assistere a una vera coreografia cinematografica piuttosto che a un semplice susseguirsi di animazioni. La nuova presentazione ha quindi risposto a parecchie domande, ma ne ha lasciata aperta almeno una. Non è arrivata infatti la demo giocabile che alcune indiscrezioni avevano lasciato immaginare nei giorni precedenti allo State of Play. Almeno per il momento, S-Game non ha annunciato alcuna prova pubblica prima del lancio.
L’attesa, comunque, non sarà ancora lunghissima: Phantom Blade Zero arriverà il 29 ottobre 2026 su PlayStation 5, con S-Game ormai entrata nella fase conclusiva della campagna che precede il debutto. E dopo anni trascorsi a stupire soprattutto attraverso combattimenti velocissimi e boss spettacolari, questo State of Play ha forse mostrato l’aspetto più importante: dietro tutta quella spettacolarità sembra esserci un sistema molto più profondo e malleabile di quanto le prime apparizioni lasciassero immaginare.

