Come un fulmine a ciel sereno, Sony ha scelto di annunciare quella che molti consideravano inevitabile, ma che nessuno si aspettava così presto: dal 1° gennaio 2028, i giochi PlayStation non verranno più prodotti su disco. È la fine di un’era, quella dei supporti fisici, che ha accompagnato il gaming casalingo fin dall’avvento del CD-ROM negli anni Novanta. La comunicazione ufficiale è arrivata attraverso il blog PlayStation, con le parole di Sid Shuman, Senior Director di Sony Interactive Entertainment Content Communications, che ha spiegato le ragioni di questa transizione radicale verso il digitale.

Non si tratta di una decisione che riguarda solo un mercato specifico o una regione geografica. L’iniziativa ha portata globale e interesserà tutti i territori in cui Sony distribuisce i propri titoli. Dal 2028, quando entrerai in un negozio per acquistare l’ultimo gioco PlayStation, la confezione fisica conterrà soltanto un codice di attivazione da riscattare sul PlayStation Store. Esattamente come accadrà con Grand Theft Auto VI, la cui edizione fisica in arrivo a novembre seguirà già questo modello: una scatola senza disco, solo un codice download.

La giustificazione ufficiale di Sony poggia su dati di mercato difficilmente contestabili. Secondo i più recenti report finanziari della compagnia, l’85% dei giochi venduti su PS5 e PS4 è già in formato digitale, e questa percentuale continua a crescere anno dopo anno. Le preferenze dei consumatori, sostiene Sony, si sono ormai spostate in modo irreversibile dai supporti fisici al digitale, una tendenza che attraversa l’intero settore dell’intrattenimento, non solo il gaming.

“Si tratta di una direzione naturale per Sony Interactive Entertainment per adattarsi alle tendenze dei consumatori. La preferenza generale per i media digitali supera significativamente quella per i dischi fisici. Questa transizione ci consentirà di allinearci più da vicino al modo in cui la maggior parte della nostra community preferisce accedere e giocare oggi”. – Sid Shuman

I personaggi di PlayStation
I personaggi di PlayStation, fonte: Sony Interactive Entertainment

Ma cosa significa tutto questo per chi gioca su PlayStation? Innanzitutto, è importante sottolineare che la decisione riguarda esclusivamente i nuovi titoli in uscita a partire da gennaio 2028. I giochi già pubblicati o che verranno lanciati prima di quella data in formato fisico non subiranno alcun impatto. Potrai continuare a giocarli, a rivenderli e a prestarli agli amici. Tuttavia, è lecito aspettarsi che le ristampe di titoli precedenti al 2028 diventino sempre più rare dopo quella data, considerando che Sony ha scelto di operare un taglio netto con il passato.

L’annuncio ha anche implicazioni dirette sulla futura PlayStation 6. Se i giochi non verranno più prodotti su disco, la logica conseguenza è che la console di prossima generazione potrebbe non includere affatto un lettore ottico. Una scelta destinata a generare polemiche, soprattutto per quanto riguarda la retrocompatibilità con le generazioni precedenti. Chi possiede una collezione fisica di giochi per PS4 o PS5 e conta di poterli utilizzare sulla nuova console potrebbe trovarsi davanti a un problema.

Sony assicura che continuerà “a destinare le risorse in via prioritaria alla promozione dell’innovazione nelle modalità di accesso ai giochi da parte dei giocatori” e a offrire “la possibilità di scegliere dove acquistare i nuovi titoli, sia presso i rivenditori che sul PlayStation Store”. Una promessa che suona paradossale nel momento in cui si elimina proprio la scelta più tradizionale: quella del supporto fisico.

PlayStation Store
PlayStation Store, fonte: Sony Interactive Entertainment

La decisione di Sony, per quanto supportata dai numeri, segna un punto di non ritorno che divide la comunità dei giocatori. Da un lato ci sono coloro che hanno già abbracciato la comodità del digitale: niente code nei negozi, nessun disco da cambiare e accesso immediato ai giochi. Dall’altro, una fetta ancora significativa di appassionati che vede nel supporto fisico non solo un bene tangibile che può essere rivenduto o prestato, ma anche un elemento di collezionismo, un oggetto che testimonia la propria passione.

Per i retailer specializzati, questa transizione rappresenta una sfida esistenziale. Il mercato dell’usato, che per decenni ha costituito una parte fondamentale dell’ecosistema videoludico, rischia di scomparire completamente per quanto riguarda i titoli PlayStation post-2028. Le librerie di giochi fisici che molti giocatori hanno costruito negli anni potrebbero diventare reperti di un’epoca che si conclude.

Il 1° gennaio 2028 non è domani, ma nemmeno così lontano. Sony ha scelto di dare un preavviso di circa tre anni, un periodo che dovrebbe permettere al mercato e ai consumatori di adattarsi gradualmente. Ma la domanda rimane: siamo davvero pronti a dire addio definitivamente ai dischi, o questa è l’ennesima imposizione dall’alto di una direzione che non tutti condividono? I prossimi anni ci daranno la risposta.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.