Il mercato videoludico sta vivendo una delle sue trasformazioni più radicali degli ultimi decenni. Sony ha deciso di accelerare la transizione verso il digitale e, secondo indiscrezioni sempre più insistenti, avrebbe già iniziato a fare pressioni sui publisher e sugli studi di sviluppo terzi affinché adottino il formato Code in a Box per i prossimi titoli PlayStation. In altre parole, dal 2028 i giocatori che acquisteranno una confezione fisica troveranno all’interno soltanto un codice per il download del gioco, non più il disco.

La notizia, rivelata inizialmente da fonti interne e confermata da uno sviluppatore tripla A rimasto anonimo, rappresenterebbe l’ultimo tassello di una strategia già delineata: l’addio definitivo al supporto ottico entro il 2028. Ma ciò che sorprende maggiormente è la tempistica. Secondo queste indiscrezioni, Sony non intenderebbe aspettare quella data, ma vorrebbe iniziare la transizione già nei prossimi anni.

Secondo le informazioni emerse, la multinazionale giapponese avrebbe inviato comunicazioni interne a diversi studi di sviluppo di terze parti, invitandoli a pubblicare i futuri giochi esclusivamente nel formato Code in a Box. La motivazione sarebbe chiara: questa rappresenterebbe la soluzione più sostenibile per mantenere una presenza nei negozi fisici in un mercato sempre più orientato verso la distribuzione digitale.

Una PS5 Pro
Una PS5 Pro, fonte: Sony Interactive Entertainment

Il caso di GTA 6 viene indicato come possibile modello da seguire. Rockstar Games ha già annunciato che l’edizione fisica del gioco conterrà un codice di download anziché il disco, una scelta che, secondo le indiscrezioni, Sony vorrebbe trasformare progressivamente nello standard dell’ecosistema PlayStation. L’idea sarebbe quella di sfruttare uno dei lanci più attesi della storia dei videogiochi per rendere questa soluzione familiare ai consumatori e accompagnare gradualmente il mercato verso il digitale.

Le motivazioni economiche appaiono evidenti. La produzione di dischi Blu-ray, il confezionamento e la distribuzione fisica comportano costi elevati, mentre le vendite digitali garantiscono margini significativamente superiori grazie al controllo diretto della distribuzione. Inoltre, la progressiva scomparsa del supporto fisico ridurrebbe anche il peso del mercato dell’usato, da sempre considerato poco redditizio dai publisher e dai platform holder.

Per i giocatori, però, questa trasformazione apre numerosi interrogativi. Il formato Code in a Box mantiene l’aspetto di un’edizione fisica, ma nella pratica offre un’esperienza interamente digitale. Questo significa rinunciare al disco, alla possibilità di prestare facilmente il gioco, di rivenderlo o di conservarlo come parte di una collezione, oltre a dipendere completamente dai servizi online per il download del software.

Anche le reazioni del mercato restano difficili da prevedere. Da una parte, molti publisher potrebbero vedere nel Code in a Box un’opportunità per ridurre costi di produzione e logistica. Dall’altra, esiste il rischio di una forte resistenza da parte di collezionisti e appassionati che continuano a considerare il supporto fisico un elemento importante dell’esperienza videoludica.

Ed è proprio su questo fronte che la strategia attribuita a Sony potrebbe incontrare le maggiori difficoltà. Anticipare la diffusione del Code in a Box già nel 2026 o nel 2027, prima della scadenza ipotizzata del 2028, potrebbe rivelarsi una scelta delicata. Le discussioni nate nelle community e sui social mostrano infatti che una parte degli utenti guarda con preoccupazione a questo cambiamento, mentre alcuni publisher potrebbero scegliere di continuare a proporre edizioni tradizionali finché sarà possibile.

PS5 Pro
PS5 Pro, fonte: Sony Interactive Entertainment

Diverso potrebbe essere invece il discorso per i PlayStation Studios. Essendo team interni o strettamente legati a Sony, potrebbero essere tra i primi ad adottare il nuovo formato qualora la strategia venisse effettivamente implementata. Di conseguenza, futuri titoli first party come God of War, Horizon e altri franchise della casa giapponese potrebbero inaugurare questa transizione.

Qualunque sarà l’evoluzione del mercato, il dibattito sul futuro del supporto fisico è ormai aperto. Se queste indiscrezioni dovessero trovare conferma, il tradizionale disco verrebbe progressivamente sostituito da una confezione che conserva l’aspetto di un prodotto fisico ma racchiude un’esperienza completamente digitale.
Una cosa appare certa: il 2028 potrebbe rappresentare uno spartiacque importante nella storia dei videogiochi, e le decisioni prese nei prossimi mesi potrebbero influenzare il modo in cui acquisteremo i giochi negli anni a venire.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.