Una nuova utopia in salsa Pokémon con protagonista…Ditto? Pokémon Pokopia è il nuovo, folle spin-off dedicato ai mostriciattoli tascabili in esclusiva per Nintendo Switch 2. In questo nuovo life-sim che strizza l’occhio al mondo dei cozy game ma anche a quello dei sandbox, impersonerete un particolare esemplare di Ditto che ha assunto sembianze umane. Sarete chiamati, in un bizzarro incrocio tra Pokémon e Animal Crossing, a creare la vostra personale oasi popolata dalle più disparate creature ideate dalla mente di Satoshi Tajiri.
Sviluppato da Omega Force, autori della serie Dynasty Warriors, Pokémon Pokopia sembra aver già conquistato il cuore di molti giocatori. A differenza di un’altra iconica serie spin-off come Pokémon Mystery Dungeon, dove la narrativa era più avventurosa e per certi versi persino struggente, Pokopia fa invece di tutto per non prendersi troppo sul serio, a partire dal suo buffo quanto ispiratissimo protagonista: un Ditto.
Ditto tuttofare

Per chi non lo sapesse, Ditto è un Pokémon in grado di copiare le fattezze e le abilità delle altre specie grazie alla sua celebre mossa Trasformazione. Ecco quindi che il vostro alter ego simil-umano, distinguibile però dagli inconfondibili occhi a puntini, potrà sputare acqua come uno Squirtle per innaffiare le piante, magari coltivate grazie al pollice verde acquisito da Bulbasaur. E se invece avete voglia di preparare un buon stufato, o semplicemente scaldarvi accanto a un focolare, le abilità di Charmander faranno decisamente al caso vostro.
Tutto, in Pokémon Pokopia, ruota infatti attorno alle infinite proprietà imitative di Ditto. Anziché utilizzare strumenti o utensili, sfrutterete le mosse copiate dai più disparati Pokémon per ripristinare la vegetazione, rimuovere ostacoli e accedere a nuove aree inesplorate dell’isola. Anche in questo caso, la genialità e l’ironia di Pokopia emergono con grande naturalezza, trasformando una caratteristica storicamente secondaria del franchise in una vera e propria meccanica portante.
The Last of Pokémon

Nel mondo di Pokémon Pokopia, gli esseri umani sembrano essere misteriosamente scomparsi. Nonostante le evidenti tracce del loro passaggio, visibili tra rovine di edifici e oggetti abbandonati qua e là, i Pokémon sembrano essere gli unici abitanti rimasti. Il Ditto protagonista della storia, tuttavia, memore del suo allenatore di un tempo, non sembra aver dimenticato il suo passato e, oltre a ricordarlo nell’aspetto, farà di tutto per ricongiungersi con lui o lei.
Pokémon Pokopia introduce anche alcune nuove varianti di vecchi Pokémon già conosciuti, che in questo gioco assumono ruoli ben precisi. È il caso, ad esempio, del Professor Tangrowth, uno dei personaggi più iconici e riusciti dell’intera produzione. Tradizione di ogni avventura principale della serie Pokémon è infatti quella di avere una figura guida che accompagni il protagonista nella scoperta del mondo e lo introduca ai compiti di ogni allenatore che si rispetti.
Sarà proprio questa buffa versione di Tangrowth, completa di occhialini e di un rametto usato come bacchetta, a illustrarci le meccaniche principali del gioco, guidandoci nelle tante attività che potrete intraprendere. Il Pokémon Liana fungerà da guida per gran parte dell’avventura principale che, pur seguendo un filone narrativo centrale, è suddivisa in diverse aree nelle quali potrete incontrare Pokémon specifici e seguire le loro sottotrame.
Quante cose al mondo puoi fare…

Inutile dirlo: Pokémon Pokopia è soprattutto crafting, con una spolverata di elementi tipici dei gestionali. Raccogliendo i numerosi materiali e blocchi sparsi per il mondo, in un sistema non troppo lontano da quanto visto in titoli come Minecraft o Dragon Quest Builders, potrete dare sfogo alla vostra creatività realizzando mobili, strutture, decorazioni e molto altro, il tutto per rendere sempre più vivibile la vostra isola.
Le centinaia di specie che inizieranno a popolare il vostro territorio vi chiederanno costantemente di migliorare e abbellire l’ambiente circostante, così da aumentarne il fascino, sbloccare nuovi progetti e attirare ovviamente nuove creature. A differenza dei classici JRPG della serie principale di Pokémon, qui non potrete utilizzare alcuna Poké Ball. Al contrario, dovrete scoprire e ripristinare habitat specifici per ospitare nuove specie.
Raccogliendo indizi in quello che è stato chiamato, con una certa ironia, Habitatdex, scoprirete come accogliere nuovi Pokémon, disponendo ad esempio fogliame in un certo modo, piantando alberi, accendendo focolai o costruendo strutture specifiche. La scoperta e la realizzazione dei più disparati habitat rappresentano senza dubbio una delle meccaniche più riuscite del gioco, che riesce a mantenere fede, seppur in maniera alternativa, al celebre motto della serie: “Acchiappali tutti”.
Più Pokémon riuscirete a ospitare sull’isola, più attività potrete svolgere, delegando talvolta alcuni compiti alle nuove creature in base alle loro caratteristiche. Pokopia sfrutta in modo intelligente le innumerevoli possibilità offerte dal brand Pokémon, pescando a piene mani dal vastissimo Pokédex e dalle peculiarità delle creature che lo popolano.
Non chiamatelo giochino

Parliamo ovviamente di un titolo che, pur presentandosi come adatto a tutti grazie alla sua grafica graziosa e ai suoi protagonisti adorabili, non manca certo di profondità. Le attività in Pokémon Pokopia sono numerose e richiedono una buona dose di pazienza. Alcune operazioni richiederanno infatti tempo per essere completate, tempo durante il quale potrete dedicarvi ad altre attività oppure semplicemente spegnere la console e riprendere più tardi.
Per completare l’avventura principale, Pokémon Pokopia richiederà non meno di quaranta ore, un valore perfettamente in linea con i titoli life-sim arricchiti da elementi di crafting. Non manca neppure una modalità multiplayer online, grazie alla quale potrete accedere a una porzione di mondo condivisa e cimentarvi insieme ai Ditto dei vostri amici nella costruzione di strutture sempre più fantasiose.
Qualche difetto, tuttavia, non manca. Per quanto il titolo sia accattivante e pensato per un pubblico molto ampio, Pokémon Pokopia può risultare a tratti un po’ macchinoso quando si tratta di gestire il proprio parco Pokémon nelle attività quotidiane di ristrutturazione dell’isola. Le creature tendono infatti a essere piuttosto passive e spesso dovranno essere guidate passo passo nelle operazioni più semplici.
Pokémon Pokopia resta quindi un titolo “a cottura lenta”, pur lasciando ampia libertà al giocatore su quando e come affrontare le varie attività proposte dalla storia principale. L’orologio interno della console scandirà alcune attività, come da tradizione dei life-sim alla Animal Crossing, senza però vincolare troppo il progresso della trama.
“E Game Freak che fa?”
In Pokémon Pokopia sembra esserci davvero tutto: una grafica deliziosa ma comunque adeguata alle capacità dell’hardware che lo ospita, una storia semplice ma accattivante e capace di spingere il giocatore a scoprire ogni angolo dell’isola senza quasi mai cadere nella ripetitività. Il gioco riesce inoltre a raccogliere molti degli elementi più iconici dell’universo Pokémon: tipi, mosse, evoluzioni, forme regionali, musiche riconoscibili, collezionismo e un pizzico di strategia.
Inevitabilmente, il pensiero va ancora una volta a Game Freak, freschi dell’annuncio dei nuovi titoli della serie principale, Pokémon Onda e Pokémon Vento. Pokopia rappresenta infatti un perfetto esempio di come, con la giusta attenzione ai dettagli e una cura maggiore nello sviluppo, il brand dei mostriciattoli tascabili possa dare vita a progetti davvero brillanti, che funzionerebbero anche senza il logo Pokémon in copertina.
In conclusione
Un titolo fresco, frizzante e a tratti forse un po’ stucchevole, ma comunque dannatamente divertente.

