Quando un videogioco impiega sei anni a vedere la luce, passando da un rinvio all’altro e sfidando la pazienza dei fan, il rischio flop è sempre dietro l’angolo. Eppure Pragmata, l’action puzzle sci-fi di Capcom, ha ribaltato ogni previsione pessimistica. Un milione di copie vendute nei primi due giorni dal lancio: un risultato che ha sorpreso anche gli analisti più ottimisti e che ora apre scenari inaspettati per il futuro del franchise.
La conferma arriva direttamente da Rob Dyer, chief operating officer di Capcom USA, intervenuto durante la conferenza iicon tenutasi a Las Vegas. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni ambigue: “In questo momento abbiamo ottenuto una nuova IP che Capcom potrà continuare a far crescere“. Un’affermazione che suona come una promessa, o forse qualcosa di più concreto. L’impressione è che dietro le quinte si stia già ragionando su un sequel, anche se nessuno ha ancora pronunciato ufficialmente la parola magica.
Il percorso di Pragmata è stato tutto tranne che lineare. Annunciato per la prima volta nel 2020 con una finestra di lancio prevista per il 2022, il gioco ha subito uno slittamento al 2023, salsalvo poi sparire dai radar per anni. Solo nel 2025 Capcom ha finalmente fissato la data definitiva per il 2026, mantenendo questa volta la promessa. Ad aprile di quest’anno il titolo è finalmente approdato su PlayStation 5, Xbox Series X e PC, raccogliendo consensi entusiastici dalla critica, specialmente in Giappone dove Famitsu gli ha tributato voti altissimi.

Dyer stesso ha ammesso che il lungo sviluppo “è valso la pena” alla fine. Una frase che potrebbe sembrare scontata dopo un successo del genere, ma che assume un peso diverso se si considera quanto rischiosa sia stata la scommessa. Sei anni di produzione significano investimenti milionari, aspettative crescenti e il timore costante che il mercato possa cambiare troppo velocemente. Eppure la collaborazione tra i team di sviluppo giapponesi e le divisioni americane, arricchita da focus test e demo continue per perfezionare l’esperienza di gioco, ha dato i suoi frutti.
Ciò che rende Pragmata particolarmente interessante nel panorama videoludico attuale è il suo gameplay unici, capace di mescolare azione, enigmi ambientali e una direzione artistica sci-fi che non cede alle mode del momento. In un’epoca dominata da sequel, remaster e franchise consolidati, vedere una nuova proprietà intellettuale ottenere questo tipo di accoglienza è quasi un evento raro. Capcom si trova ora con un arsenale di IP sempre più ricco: accanto ai colossi immortali come Resident Evil e Monster Hunter, Pragmata rappresenta una strada nuova, potenzialmente capace di generare una serie duratura.
Il 2026 si sta rivelando un altro anno d’oro per la casa di Osaka. Oltre a Pragmata, i successi di Resident Evil Requiem e Monster Hunter Stories 3 hanno consolidato la posizione dell’azienda, mentre l’attesa per Onimusha: Way of the Sword continua a crescere. In questo contesto florido, l’idea di espandere il mondo di Pragmata con un seguito non sembra affatto azzardata, ma piuttosto una mossa strategica naturale.
La domanda ora non è più se Pragmata sia un successo, ma quanto in alto possa arrivare. Un milione di copie in due giorni è solo l’inizio, e le parole di Dyer lasciano intendere che Capcom abbia già in mente come far crescere questo universo. I giocatori che hanno apprezzato il primo capitolo possono iniziare a sperare: il futuro di Pragmata sembra luminoso quanto le luci al neon della sua ambientazione futuristica.

