Negli ultimi anni le console moderne sono diventate sempre più simili a veri computer. Un esperimento realizzato dal noto modder e ricercatore di sicurezza Andy Nguyen lo dimostra in modo molto concreto: l’esperto è riuscito a installare e far funzionare Linux su una PlayStation 5, trasformando la console in qualcosa di molto simile a una Steam Machine, cioè un sistema in grado di eseguire giochi PC tramite la piattaforma Steam. Il risultato è sorprendente perché dimostra come l’hardware della PS5 possa essere sfruttato anche al di fuori dell’ecosistema ufficiale di Sony.

Nel video pubblicato dal modder si vede chiaramente la console eseguire la versione Enhanced di Grand Theft Auto V. Il gioco gira con ray tracing attivo, una risoluzione di 1440p e un framerate di circa 60 fotogrammi al secondo, valori che indicano prestazioni concrete e non semplicemente un esperimento teorico. Questo dettaglio è importante perché dimostra che il sistema non si limita ad avviare Linux per pochi secondi: l’intera configurazione riesce effettivamente a far funzionare giochi PC direttamente sull’hardware della console.

Il risultato non è casuale. Le console moderne, inclusa PS5, utilizzano infatti architetture hardware molto simili a quelle dei PC, basate su CPU e GPU progettate con tecnologie simili. Proprio questa vicinanza tecnica rende possibile, almeno in teoria, far funzionare sistemi operativi alternativi come Linux su hardware pensato originariamente per un ecosistema chiuso.

Durante i test tecnici, Nguyen ha spiegato che diverse componenti hardware della console risultano già compatibili con Linux. Tra queste troviamo l’uscita video HDMI con supporto 4K e audio, il riconoscimento completo delle porte USB e il supporto per periferiche standard. In altre parole, una volta avviato Linux, la console riesce a comportarsi in gran parte come un normale computer.

Le prove hanno anche permesso di osservare il comportamento delle frequenze di lavoro della macchina. Nei test la CPU operava a circa 3,2 GHz, mentre la GPU funzionava intorno ai 2,0 GHz. In teoria la console potrebbe raggiungere frequenze più alte — circa 3,5 GHz per la CPU e 2,23 GHz per la GPU — ma nel modello PS5 Slim utilizzato nell’esperimento questo portava rapidamente a problemi di surriscaldamento, costringendo a mantenere impostazioni più conservative per garantire stabilità.


Dal punto di vista tecnico, l’intero progetto è reso possibile grazie a Byepervisor, un exploit sviluppato dalla community PS5Dev. Questo strumento permette di ottenere accesso profondo al sistema della console e quindi di avviare sistemi operativi alternativi, come Linux, aggirando alcune limitazioni imposte dal software ufficiale.

Esiste però una limitazione molto importante. La procedura funziona solo su firmware molto vecchi della console, nello specifico sulle versioni iniziali del sistema operativo PS5 (1.xx o 2.xx). Si tratta delle prime unità prodotte e distribuite sul mercato. Le versioni più recenti del firmware hanno già corretto le vulnerabilità sfruttate dall’exploit, rendendo questa tecnica inutilizzabile sulla grande maggioranza delle console attualmente in circolazione.

Per questo motivo lo stesso progetto non è pensato per l’uso comune. Si tratta di un esperimento avanzato di modding e ricerca tecnica, destinato principalmente a sviluppatori e appassionati molto esperti. Tentare di replicarlo senza le competenze adeguate potrebbe rendere inutilizzabile la console o violare le protezioni del sistema.

Nonostante questi limiti, l’esperimento è interessante per capire meglio come funzionano le piattaforme moderne. Dimostra infatti che l’hardware delle console attuali, come la PS5, è tecnicamente molto vicino a quello di un PC e che, con gli strumenti giusti, può essere utilizzato in modi molto diversi da quelli previsti dal produttore.

Archiviata questa novità, sapevate che le vendite di PS5 Pro potrebbero essere esplose di recente dopo una novità introdotta da Sony?

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.