PS6 potrebbe rappresentare la fine di un’era per PlayStation. Mark Cerny, una delle figure più importanti nella storia recente dell’hardware Sony, ha infatti ammesso di sentirsi ormai vicino alla conclusione della propria carriera. Parole che inevitabilmente fanno pensare alla prossima generazione: PlayStation 6 potrebbe essere l’ultima console progettata sotto la sua guida.
Cerny ne ha parlato in un’intervista concessa a Game File in occasione della presentazione della Nova Games Foundation, il nuovo progetto filantropico fondato insieme a Geoff Keighley per sostenere giovani game designer. Ed è proprio parlando del desiderio di restituire qualcosa all’industria che il progettista ha fatto una riflessione sul proprio futuro.
“Mi sto avvicinando alla fine della mia carriera. Non ho ancora finito, ma in questi giorni penso molto a come restituire qualcosa, nel miglior modo possibile”, ha spiegato Mark Cerny.
Non si tratta, dunque, dell’annuncio di un pensionamento imminente. Il dettaglio interessante è però un altro: Cerny ha oggi 62 anni e continua a essere profondamente coinvolto nel futuro tecnologico di PlayStation. Considerando i tempi necessari per progettare una nuova generazione di console, diventa plausibile immaginare PS6 come il suo ultimo grande progetto hardware per Sony.
Il nome di Cerny è ormai quasi inseparabile dalla storia moderna di PlayStation. È stato lead architect di PS4 e PS5 e ha avuto un ruolo centrale anche nello sviluppo di PS5 Pro, diventando nel corso degli anni il volto tecnico con cui Sony ha raccontato al pubblico le proprie scelte hardware. La sua carriera nel settore, però, è iniziata molto prima: lavora nei videogiochi dal 1982 e ha contribuito, con ruoli differenti, a numerosi titoli e franchise che hanno segnato più generazioni.
Il suo lavoro non sembra comunque destinato a fermarsi con PS5. Sony e AMD stanno portando avanti da tempo Project Amethyst, una collaborazione dedicata allo sviluppo di nuove tecnologie grafiche basate soprattutto su machine learning, ray tracing e sistemi di compressione più efficienti. Cerny ha già parlato pubblicamente di soluzioni come Neural Arrays, Radiance Cores e Universal Compression, tecnologie che guardano chiaramente alla prossima generazione di hardware PlayStation.

Nei mesi scorsi lo stesso progettista aveva inoltre confermato che Sony e AMD stanno lavorando su una propria implementazione della Frame Generation basata sul machine learning, destinata in futuro alle piattaforme PlayStation. Anche in quel caso non era stato specificato se la tecnologia sarebbe arrivata su PS5 Pro oppure direttamente sulla generazione successiva, ma il progetto testimonia quanto Cerny sia ancora coinvolto nella definizione del futuro della piattaforma.
Sony, dal canto suo, non ha ancora annunciato ufficialmente PS6 né fissato una finestra di lancio definitiva. Il CEO Hiroki Totoki ha recentemente spiegato che la tempistica della prossima console non è ancora stata stabilita, anche alla luce delle difficoltà che continuano a interessare il mercato dei componenti.
Nel frattempo Cerny sembra già pensare anche a ciò che resterà dopo la sua carriera. La Nova Games Foundation, creata insieme a Keighley, punta a finanziare ogni anno 20 giovani game designer con contributi iniziali da 100.000 dollari, offrendo inoltre mentorship e lasciando agli sviluppatori la piena proprietà dei giochi realizzati. Cerny e Keighley hanno investito personalmente diversi milioni di dollari nell’iniziativa.
Per questo le sue ultime parole assumono un peso particolare. Cerny non sta ancora salutando PlayStation, ma per la prima volta parla apertamente di una carriera che si avvicina alla conclusione. Se PS6 sarà davvero il suo ultimo progetto hardware, Sony dovrà prima o poi affrontare anche un passaggio tutt’altro che secondario: trovare chi raccoglierà l’eredità dell’uomo che ha definito l’architettura delle sue console per oltre un decennio.

