Il 27 febbraio, insieme al lancio di Resident Evil Requiem su Nintendo Switch 2, Capcom ha pubblicato anche le versioni per la nuova console di Resident Evil 7 e Resident Evil Village. Il team di Digital Foundry ha analizzato nel dettaglio entrambe le conversioni, mettendo a confronto risoluzione, qualità grafica e prestazioni con quelle disponibili su altre piattaforme. Il risultato è un quadro piuttosto netto: il settimo capitolo della serie funziona sorprendentemente bene sull’hardware Nintendo, mentre Village mette in evidenza diversi limiti tecnici.
Nel caso di Resident Evil 7, la conversione viene descritta come estremamente solida. Il gioco riproduce quasi fedelmente la presentazione grafica vista su PlayStation 4, con differenze piuttosto contenute: ombre leggermente meno marcate e alcuni effetti volumetrici a risoluzione inferiore. In modalità docked la risoluzione di base è circa 720p, che viene poi portata a 1080p tramite DLSS. Nonostante la risoluzione inferiore rispetto ai 1080p nativi della PS4, l’immagine risulta sorprendentemente pulita: l’upscaling riduce diversi problemi tipici del TAA della console Sony, come il flickering della vegetazione o alcune imperfezioni nelle superfici riflettenti. L’unico difetto davvero evidente rimane la forte aberrazione cromatica, un elemento già presente nelle versioni originali del gioco.
Le prestazioni sono il punto di forza della conversione. Secondo l’analisi tecnica, Resident Evil 7 mantiene 60 fps praticamente costanti, sia quando la console è collegata al televisore sia in modalità portatile. In quest’ultima situazione la risoluzione scende fino a 432p, ma il DLSS riesce comunque a ricostruire un’immagine convincente, mantenendo una buona stabilità visiva anche sullo schermo integrato della console.
La situazione cambia sensibilmente con Resident Evil Village, che rappresenta un carico molto più impegnativo per l’hardware. Anche in questo caso le risoluzioni di base sono simili a quelle di Resident Evil 7: 720p in modalità docked e 432p in portatile, con upscaling tramite DLSS fino a 1080p. Tuttavia la maggiore complessità tecnica del gioco – ambientazioni più ampie, villaggi aperti, castelli dettagliati e grandi aree esterne – rende molto più difficile mantenere prestazioni elevate.
Dal punto di vista dell’immagine, la versione Switch 2 resta comunque competitiva rispetto a quella PS4. Nonostante la console Sony utilizzi una risoluzione nativa di 900p, il suo anti-aliasing TAA è meno efficace e può rendere l’immagine più instabile. Tuttavia sulla versione Switch 2 emergono alcuni problemi specifici: la neve in certe scene diventa quasi invisibile a causa dell’upscaling, mentre la nebbia appare più densa rispetto alle altre piattaforme per ragioni non del tutto chiare.
Il problema principale riguarda però le prestazioni. A differenza di Resident Evil 7, Village non riesce quasi mai a raggiungere i 60 fps. Il framerate è sbloccato e tende a oscillare frequentemente, con cali più evidenti nelle aree più pesanti dal punto di vista grafico. In alcune sezioni particolarmente complesse, come la zona del bacino idrico, il gioco può scendere intorno ai 40 fps. In modalità portatile la situazione diventa ancora più instabile: lo schermo con tecnologia VRR riesce a ridurre parte delle irregolarità, ma non è sufficiente a nascondere completamente le fluttuazioni del framerate.
L’analisi di Digital Foundry include anche un confronto con Xbox Series S. Con Resident Evil 7, la console Nintendo offre prestazioni simili alla macchina Microsoft, anche se quest’ultima può contare su un’immagine più nitida grazie alla risoluzione di 1440p con checkerboarding. Con Resident Evil Village, invece, la differenza diventa più evidente: Xbox Series S riesce a mantenere 60 fps stabili (senza ray tracing), mentre Switch 2 non riesce a raggiungere lo stesso livello di fluidità.
Nel complesso, l’analisi tecnica evidenzia come la nuova console Nintendo possa gestire molto bene titoli progettati per la generazione PS4, ma allo stesso tempo mostri i suoi limiti quando si tratta di giochi più complessi dal punto di vista grafico. Resident Evil 7 diventa quindi un esempio riuscito di porting ottimizzato, mentre Resident Evil Village dimostra quanto sia più difficile adattare giochi tecnicamente più ambiziosi a un hardware portatile, anche con l’aiuto di tecnologie come il DLSS.

