AMC Theatres ha finalmente tolto il velo su uno dei dettagli più attesi del nuovo adattamento cinematografico di Resident Evil diretto da Zach Cregger: la durata ufficiale del film sarà di 1 ora e 35 minuti. Un minutaggio che non solo rispetta le convenzioni del genere horror, ma che si allinea perfettamente con le prime, entusiastiche reazioni degli spettatori che hanno avuto il privilegio di assistere alle proiezioni di prova.
A partire dal 15 luglio 2026, il film è ufficialmente listato sul sito di AMC con la sua durata definitiva, anche se i biglietti non sono ancora disponibili per l’acquisto. Gli appassionati possono però già impostare un promemoria per essere avvisati non appena le vendite verranno aperte, in vista dell’uscita prevista per settembre.
Novantacinque minuti che, stando a quanto trapelato dalle anteprime riservate, non concedono un attimo di tregua. Gli spettatori dei test screening hanno definito l’esperienza come “un concentrato di adrenalina senza un attimo di respiro”, mentre altri hanno spinto il paragone ancora più in là, descrivendolo come “il Fury Road dei film horror”. Un riferimento che evoca immediatamente Mad Max: Fury Road di George Miller, capace di trasformare un lungo inseguimento in un’esperienza cinematografica viscerale e indimenticabile.
La durata rivelata acquisisce ancora più senso se messa in relazione con le dichiarazioni dello stesso Zach Cregger rilasciate nei mesi scorsi. Il regista aveva anticipato che il suo Resident Evil avrebbe contenuto meno zombie di quanto ci si potrebbe aspettare da un adattamento del celebre videogioco Capcom. La storia si concentra infatti su Bryan, interpretato da Austin Abrams, un personaggio originale inseguito da una misteriosa creatura mentre tenta disperatamente di sopravvivere alla notte in cui Raccoon City sprofonda nel caos.
“La trama segue un personaggio dal punto A al punto B”, aveva spiegato Cregger in un’intervista rilasciata a PlayStation lo scorso aprile. “Intraprendi questo viaggio folle, attraversi tutti questi ambienti diversi e gli eventi continuano a intensificarsi sempre di più. Per me questa è una sensazione profondamente cinematografica.” Un approccio narrativo focalizzato, lineare nella sua struttura ma serrato nel ritmo, che promette di catapultare lo spettatore in un’esperienza di sopravvivenza vissuta attraverso gli occhi di una persona comune, non di un agente specializzato o di un veterano della guerra contro i non morti.
Il regista ha chiarito fin dall’inizio di non voler realizzare una trasposizione fedele dei videogiochi della serie. Il suo intento è piuttosto quello di offrire uno sguardo terrificante sull’esperienza di un individuo qualunque che si ritrova nel posto sbagliato al momento sbagliato, mentre Raccoon City viene travolta dagli eventi di Resident Evil 2. “Si tratta semplicemente di seguire una persona diversa, impegnata in una missione durante quella terribile notte in cui tutto va storto a Raccoon City”, ha aggiunto Cregger, sottolineando come il protagonista debba portare qualcosa da un punto all’altro della città infestata.
Questo non significa tuttavia che il film ignori le sue radici videoludiche. Cregger si è dichiarato un grande fan della serie e ha confermato di aver inserito diversi easter egg e riferimenti che gli appassionati più attenti hanno già iniziato a individuare nel trailer. Un equilibrio delicato tra il rispetto per il materiale originale e la libertà creativa necessaria per costruire un’opera cinematografica autonoma e convincente.
La scelta di un runtime di 95 minuti appare quindi coerente con l’intenzione dichiarata di creare un’esperienza cinematografica serrata, un thriller di sopravvivenza che non concede momenti morti. In un’epoca in cui i blockbuster tendono a superare regolarmente le due ore, Cregger sembra aver optato per la filosofia opposta: ogni minuto conta, ogni scena spinge la tensione un gradino più in alto, senza diluire l’intensità con sottotrame superflue o tempi morti.
Le reazioni delle anteprime suggeriscono che questa strategia stia funzionando. Il paragone con Fury Road non è casuale: entrambi i film sembrano condividere quella qualità rara di trasformare una premessa relativamente semplice in un crescendo inarrestabile di azione e tensione, dove la geografia del viaggio diventa essa stessa un personaggio narrativo fondamentale.
Con l’uscita prevista per settembre, mancano ormai poche settimane prima che il pubblico possa finalmente verificare se questo nuovo capitolo della saga cinematografica di Resident Evil riuscirà davvero a riscattare un franchise che, sul grande schermo, ha sempre faticato a trovare la formula vincente. Novantacinque minuti per dimostrare che a volte, nell’horror come nel cinema d’azione, meno è davvero di più.

